Se l’allievo rischia di superare il maestro

05/nov/2010 19.40.09 Sara Borsari Contatta l'autore

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Per quanto armate di buona volontà, spesso le mamme non riescono a tener dietro ai mille impegni quotidiani. Soprattutto quando i figli sono quelli che volgarmente vengono definiti “buone forchette”, ovvero, in altri termini, amanti della buona cucina. Ma proprio da queste giovani promesse della cucina possono venir fuori i talenti della gastronomia di domani. Frequentemente le biografie dei grandi chef sono piene di ricordi di infanzia popolati da cucine delle nonne o dai piatti delle mamme, quasi come se la memoria di ognuno avesse innestati al proprio interno degli spezzoni di film di Fellini. In ogni intervista rilasciata, l’esempio casalingo ha (per quasi tutti) avuto più valore e importanza dei celebri corsi e delle lezioni di chef di fama internazionale.

E anche per l’eventualità di un allievo che superi prima o poi brillantemente il proprio maestro, è il caso che le mamme assecondino con pazienza e curiosità i tentativi, anche se maldestri, dei loro figli in cucina. Si potrebbe iniziare magari dalle cose più semplici, come ricette con la pasta o secondi piatti che risultano abbordabili anche da un cuoco alle prime armi. E se il piccolo allievo è talmente imbranato da non saper rompere neanche un uovo, niente paura: qualcuno ha già pensato anche a lui. Basta fare un giro in rete per trovare tanti video di ricette che, passo dopo passo, spiegano come approcciare qualsiasi tipologia di piatto, dal più semplice al più elaborato. E chissà che tra le giovani promesse non si nasconda un grande talento del futuro.

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