Il pesce d'acqua dolce: suggerimenti e indicazioni per riscoprirlo nelle nostre cucine.

26/set/2011 15.17.40 Web2Lab Studio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Il pesce d'acqua dolce non è molto diffuso sulle nostre tavole.
Ci sono, in effetti, motivi oggettivi per cui vengono preferiti gli esemplari d'acqua salata, come la scarsa qualità di alcune carni e la difficoltà nel cucinarli, per cui richiedono più elaborazione.
Ma non per queste ragioni si può affermare che il pesce d'acqua dolce è poco interessante dal punto di vista gastronomico.
La scelta di alcune speci rispetto ad altre e qualche attenzione nella preparazione e cottura  possono regalarci ricette gustose e sicuramente allo stesso livello delle tradizionali a base di pesci d'acqua salata.

Innanzitutto è preferibile orientarsi sugli esemplari "predatori", le cui carni, se cucinate bene, sono ottime e delicate.
Dal punto di vista della preparazione, spesso è necessario che alla pulitura provveda il pescivendolo.
Nutrizionalmente parlando, il pesce d'acqua dolce apporta gli stessi principi nutritivi di quello di mare, quindi, tra gli altri, Omega3, fosforo, minerali, ed è allo stesso modo leggero e facile da digerire.
E' possibile comprare in pescheria o nei supermercati alcuni di questi pesci, oltre alla diffusissima trota, anguilla, coregone, persico e anche lucci (sono tutti pesci d'acquacoltura). Gli esemplari di allevamento dovrebbero essere garanzia di igiene, il tutto dipende ovviamente dai metodi di itticoltura adottati; più attenzione all'ambiente circostante e all'acqua è richiesta invece nel caso di pesca sportiva, i cui esemplari più diffusi sulle tavole sono trote, salmerini storioni e carpe.

Ultima considerazione, ma di certo non meno importante, il pesce d'acqua dolce è decisamente più economico di quello di mare.

"La Locanda del Vino Nobile", Ristorante a Montepulciano, propone un interessante, originale e gustoso abbinamento del pesce persico che, come si diceva sopra, è tra i più diffusi pesci d'acqua dolce, con crema di mandorle e aceto balsamico.
Il pesce persico ("persico reale") è originario dell'Europa centro-settentrionale e dell'Asia fino alla Siberia.
È autoctono del nord Italia ma è ormai diffuso in ambienti lacustri e fluviali dell'Italia centrale e presente in alcune zone dell'Italia meridionale e insulare. È stato introdotto anche fuori dell'Europa, ad esempio in Sudafrica ed in Australia.

Preferisce correnti molto deboli, avendo abitudini sedentarie, per questo è più diffusa la sua presenza in ambienti lacustri piuttosto che fluviali.

Raggiunge i 60 cm di lunghezza, ma la taglia mediamente non supera i 20 cm.

Il pesce persico ha carni squisite e in Italia viene pescato soprattutto nei grandi laghi del Nord (lago di Garda, Maggiore, Como, Iseo e Idro) dove viene praticata ancora una pesca professionale dedicata a questo percide.
In cucina, viene usato per secondi piatti, in genere fatto a filetti e cucinato alla griglia o fritto. È un piatto comune nei Paesi scandinavi.

 

La Locanda del Vino Nobile, Via del Lillà 1/3 - 53045 S. Albino di Montepulciano (SI)

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl