Franco Massimo Lanocita e la cucina moresca

04/mar/2009 01.17.09 Olga Chieffi Contatta l'autore

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Quello che passa al Convento
II Edizione Febbraio-maggio 2009
Presenta
“Si cucine cumme vogl’i’(o)”: la cucina moresca secondo
Franco Massimo Lanocita & Vito Cinque
Salerno, venerdì 6 marzo ore 20 Convento di San Michele, via San Michele info.:www.ilconventosanmichele.it – 340/8804282 Ingresso su prenotazione
 
La cucina moresca di Franco Massimo Lanocita e Vito Cinque
Venerdì 6 alle ore 20,30 “Quello che passa al Convento” inaugura la divertente sezione “Si cucine cumme vogl’i’(o)”
 
Venerdì 6 marzo, alle ore 20,30 verrà inaugurato il programma enogastronomico della seconda edizione di “Quello che passa al convento”, promossa dal Convivio delle Arti dei Rozzi e degli Accordati, presieduto da Vito Puglia, con il contributo del Comune e dell’Ente Provinciale del Turismo di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale del Latte e di SalernoEnergia e la collaborazione della web radio Unis@und, che apre al pubblico il cenobio medievale del Convento di San Michele. Con “Si cucine cumme vogl'i’(o)”, curato da Vito Puglia, ispirato dalla raccolta postuma di ricette di Eduardo, la cucina viene presentata come l’espressione culturale che meglio di ogni altra racconta il carattere, lo spirito, il modo di vivere di un popolo o di una comunità, un’epoca. Da questo l’ assunto: in ogni persona colta e sensibile si annida uno cuoco. Mare sapido e orto ricco sono i presupposti del gusto della cucina moresca che venerdì 6 vedrà assoluti esecutori l’Avvocato Franco Massimo Lanocita supportato da uno dei massimi chef mondiali, Vito Cinque, proprietario dell’Hotel San Pietro di Positano.
La cucina della Costiera è simbolo della varietà del territorio in cui si è formata nel corso dei secoli: bastano pochi chilometri per passare dal mare alla montagna, dallo scoglio all'orto, dalle tradizioni aristocratiche e quelle contadine, dall'alta cucina di alcuni dei migliori ristoranti del mondo alla genuina immediatezza di osterie e trattorie. Tutto vicino, davvero una grande opportunità anche per i vini che hanno così infine possibilità di abbinarsi al cibo nel modo più vario e completo. Lo stile che segna comunque la tradizione, ampiamente ripreso dall'alta cucina, è comunque il terra-mare, ossia l'abbinamento del pescato del giorno con le verdure dell'orto e le erbe della macchia mediterranea. Nascono così alcuni dei piatti esemplari per la loro semplicità e irripetibili, come la zuppa di zucca o il celeberrimo totani e patate, portate che godranno di un preludio di merluzzo sfilettato e di un dolce segreto che verrà presentato per l’occasione.
Sabato 7 marzo alle ore 20, taglio del nastro per la sezione Spazio ai corti, curata da Maria Grazia Caso, la quale proporrà “Il Supplente” di Andrea Jublin. Una storia di nostalgia dedicata a coloro che hanno difficoltà di comportamento, con questa frase si conclude il film dedicato alla stravaganza e alla creatività, qualità sempre più rare nella società e nella scuola contemporanee.
Un professore dai metodi di insegnamento molto ’fuori dalla norma’ porta un soffio di sana anarchia in una classe di liceo come ce ne sono tante in Italia, tra divertito realismo e stereotipia.
In quindici minuti di travolgente ilarità, Andrea Jublin, grazie anche a un’interpretazione perfetta del personaggio del supplente, risveglia il fanciullino nascosto in ognuno di noi, che sempre più spesso sembra essere decisamente narcotizzato. L’ingenuo egoismo dei ragazzi che cercano in ogni modo di ‘trattenere’ ciò che più li rende felici si scontra con il malsano interesse degli adulti, che tentano invece in ogni modo di sopraffarsi, di raggiungere il risultato a ogni costo.
La pallina firmata da Del Piero che passa di mano in mano e diventa il tormentone della storia fa un po’ da motore del racconto, segnando i momenti più esilaranti e, allo stesso tempo, quelli più riflessivi di questo breve inno alla fantasia. Di contro, il diario della studentessa-poetessa che sa dire di no al professore un po’ matto che sconvolge la monotona giornata della classe, rappresenta un luogo dove i segreti, i sentimenti e i desideri degli adolescenti sono momentaneamente più al sicuro.
Con la speranza che nel futuro riescano a staccarsi dalle pagine scritte e a diventare reali, senza tramutare i giovani che ancora sognano in adulti dai piedi troppo piantati per terra. Dopo la proiezione, Alfonso Amendola intavolerà una conversazione con l’autore, accendendo il dibattito con il pubblico in sala.
 
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