Tre imprenditrici in cucina

15/apr/2009 16.57.17 Olga Chieffi Contatta l'autore

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Una cucina, un’impresa, un’arte
Venerdì 17 aprile alle ore 20,30 “Quello che passa al Convento” ospita tre giovani imprenditrici, Letizia Magaldi, Lucia lamberti e Laura Caputo, per il sesto appuntamento della sezione “Si cucine cumme vogl’i’(o)”
Venerdì 17 aprile, alle ore 20,30 sesto appuntamento con il programma enogastronomico della seconda edizione di “Quello che passa al convento”, promossa dal Convivio delle Arti dei Rozzi e degli Accordati, presieduto da Vito Puglia, con il contributo del Comune e dell’Ente Provinciale del Turismo di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale del Latte e di Salerno Energia e la collaborazione della web radio Unis@und, ospite di Marco De Simone, gestore del Convento San Michele. Con “Si cucine cumme vogl'i’(o)”, curato da Vito Puglia, ispirato dalla raccolta postuma di ricette di Eduardo, la cucina viene presentata come l’espressione culturale che meglio di ogni altra racconta il carattere, lo spirito, il modo di vivere di un popolo o di una comunità, un’epoca. Da questo l’ assunto: in ogni persona colta e sensibile si annida uno cuoco. Venerdì 17 aprile, sarà una triade di giovani imprenditrici, Letizia Magaldi, Lucia Lamberti e Laura Caputo, a proporsi quali cuoche per una sera. L’importanza dell’imprenditoria femminile negli ultimi anni è aumentata in modo sostanziale: le quote di mercato acquisite, cariche manageriali di rilievo e presenza sempre maggiore nel mercato del lavoro sono le caratteristiche principali del fenomeno. Tuttavia, l’incidenza dell’universo femminile è ancora bassa se rapportata a quello maschile. Possibili cause di questo fenomeno sono ascrivibili alle discriminazioni di genere e agli stereotipi che ancora resistono, alla difficoltà di conciliare la vita professionale e le attività inerenti alla famiglia.I passi avanti fatti in questi ultimi anni non sono interpretabili solo come conquiste di posizioni nel mondo economico ma riconducibili a motivazioni legate ad un’evoluzione sociale, non ancora conclusa, da parte di entrambe i generi: le donne stanno dimostrando di saper gestire le posizioni di potere e cercano di condividere anche con l’altro genere le attività legate al nucleo familiare. Ecco le tre ragazze che hanno investito per intero sul loro saper produrre: se Laura Caputo ha a che fare ogni giorno con assemblaggi di elicottero e la Magaldi è un perfetto esempio di Azienda che non va in copertina, ma che da anni lavora e si afferma in tutto il mondo con lo sviluppo di tecnologie avanzate, legate anche a propri brevetti, ricevendo il riconoscimento più importante, quello del mercato e dei partner industriali all'avanguardia, quale la Kawasaki, che acquistava i nastri trasportatori salernitani per le proprie centrali elettriche, e che oggi ha chiesto a Magaldi di distribuire una sua tecnologia, perché ha colto la tensione al miglioramento, la spinta all'eccellenza dello staff di Mario Magaldi, oggi impreziosito dallo charme della giovanissima Letizia e Lucia Lamberti, dal canto suo, reduce dall’inaugurazione della sua mostra romana alla galleria Interno Ventidue, dipinge partendo da frames di scene televisive che blocca, fotografa e riporta con il pennello sulla tela, lasciando che la sua pittura, attraverso lo sguardo strabico della mano e del pennello, elevi l’immaginario e sbriciolando, frammentando e ricomponendo, avvalendosi del fascino dell’indagine antropologica, contravviene alla tradizione dell’attrazione, sovverte le categorie. Le tre giovani donne si sono incontrate per stilare un menù tutto particolare ispirato dalle proprie attività. S’inizierà con uno strapazzo giallo di a-spara-gi selvatici in forma, certamente ispirata dalle opere della Lamberti, per poi continuare con una stemperata di ricotta fiorita. Tutti i colori della primavera in una delicata zuppetta di verdure, prima di assaggiare delle verdi eliche marine. Il celeberrimo carciofo violetto di Castellammare che verrà stufato in “altoforno”, precederà il puro cioccolato fondente morbido che si unirà al gusto delicato dell’arancia, naturalmente meccanica: un accostamento originale per un dessert dal sapore nuovo e gradevolmente agrumato, dai riflessi inquietantemente kubrickiani.

Antonio Florio

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