Superenalotto : un vizio dell’umanità

Qualcuno scrisse "Il giuoco in complesso è un vizio bestiale, ma il lotto in se stesso ha un che di morale; ci avvezza indovini, pietosi di cuore; doventi un signore con pochi quattrini.

18/mar/2010 11.41.22 Luca Comos Contatta l'autore

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Cifre da capogiro, cifre che fanno perdere la testa alla gente. Ecco cosa è il superenalotto. Un gioco d’azzardo che spesso, per molti, si trasforma in vizio. Vizio fatto di sei semplici numeri, dalla speranza dell’uscita di questi stessi numeri e da soldi investiti in questa speranza. La voglia di non arrendersi e di sperare in un possibile/impossibile ma futura vittoria. Voglia di vedere il proprio portafoglio pieno tanto da non riuscire a chiudersi e voglia di vedere il proprio conto in banca rinsanire e sbocciare davvero come i peschi a primavera. È una scommessa con la fortuna, è una sfida con il fato.

Qualcuno scrisse “Il giuoco in complesso è un vizio bestiale, ma il lotto in se stesso ha un che di morale; ci avvezza indovini, pietosi di cuore; doventi un signore con pochi quattrini. Moltiplica i lumi, divaga la fame, pulisce i costumi del basso bestiame […]”.  Giuseppe Giusti, poeta italiano della prima metà dell’ 800, fece questa affermazione riferendosi al gioco del lotto. Un gioco vizioso, come lui stesso lo definisce, che riporta origini antichissime, se si pensa che questo fu detto e scritto nell’800. Questo implica che il mondo dei numeri e dello scommettere su di loro è un mondo che accompagna l’umanità fin dai secoli dei secoli. Ovviamente il mondo e l’umanità si sono evoluti e perfezionati seguendo lo sviluppo, sviluppo a cui ogni ambito della vita umana è stato sottoposto.

Giocare soldi per vincerne altri resta comunque un vizio che accompagna l’umanità da tempi lunghissimi.

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