Tempi duri per il web

Tempi duri per il web La notizia era stata già affrontata dalla FEMI, la Federazione Italiana Micro web Tv, lo scorso luglio ed è tornata prepotentemente di attualità.

14/nov/2010 17.34.40 Sara Borsari Contatta l'autore

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La notizia era stata già affrontata dalla FEMI, la Federazione Italiana Micro web Tv, lo scorso luglio ed è tornata prepotentemente di attualità. L’Agcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha emanato una delibera che inasprirà le norme per la gestione dei servizi radiofonici delle web radio e ancor più delle web tv online con tanti video messi gratuitamente a disposizione degli utenti. Si tratta di un provvedimento che fa seguito al cosiddetto decreto Romani, con il quale l’allora sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni ha recepito un direttiva europea sugli audiovisivi (Direttiva europea 2007/65/CE Audiovisual Media Service dell’11 dicembre 2007).

Il provvedimento prevede che i siti web con contenuti radiofonici o televisivi saranno obbligati a fornire la dichiarazione di inizio attività e a pagare un balzello, ossia il costo di autorizzazione, pari a 750 euro. Chi invece vorrà gestire web tv lineari, ossia dotate di palinsesto, dovrà pagare una cifra doppia, pari a 1500 euro. I contenuti della legge sono stati resi noti da Alessandro Longo su Wired Italia, provocando una quantità, prevedibile, di proteste.

L’attuale contenuto del provvedimento è stato alleggerito rispetto ai precedenti obblighi che prevedevano un costo per l’autorizzazione pari a 3000 euro e dei tempi di attesa, a seguito della richiesta di autorizzazione all’Agcom, di 60 giorni prima dell’inizio delle trasmissioni. In ogni caso, i balzelli previsti nell’ultima versione risulterebbero comunque proibitivi per le web tv con tanti video che, forse ancora per poco, intrattengono con successo gli utenti della rete.

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