Il gioco dell’Omaha Poker

13/apr/2011 10.41.16 Gonzo78 Contatta l'autore

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Il gioco dell’Omaha è un parente stretto del Texas Hold’em, tanto che le sue regole sono identiche, se non per un paio di eccezioni. La prima differenza che differenzia il gioco dell'Omaha da quello del Texas Hold’em, sta nel numero di pocket card che riceve ogni giocatore, ovvero quattro anziché due. La seconda sta nel fatto che ogni giocatore dovrà obbligatoriamente utilizzare soltanto due delle quattro carte personali, per poi andare a comporre la sua mano con tre community cards.

 

 Le origini del gioco  

La storia dell’Omaha è relativamente recente e all'incirca negli anni Settanta ha avuto i suoi natali nella città di Detroit, negli Stati Uniti d’America. Come già detto questo gioco è derivato da quello del Texas Hold’em e sbarca nella sua forma attuale dopo una serie di trasformazioni. Infatti la prima versione di Omaha, all’inizio veniva chiamata “two by three” o ancora “Oklahoma two by three” o “Nine Cards”  ed ogni giocatore poteva contare su 5 pocket cards. Questo era un grosso limite per la giocabilità nei tavoli di poker dei casinò, perché a causa del numero elevato di carte distribuite ciò limitava il numero massimo di giocatori ad otto. Poco dopo fu quindi pensato di ridurre il numero di pocket cards a 4. Questa rimodulazione delle regole fu il punto di partenza di questo gioco, che nel 1982 fu chiamato ufficialmente ed universalmente Omaha. Da allora questo gioco, ha conquistato sempre maggioro consensi, ma probabilmente per le sue strategie un po più complesse, non ha mai raggiunto la popolarità dell’inossidabile gioco del Texas Hold'em.

 

Le basi dell'Omaha 

Nella variante di poker Omaha, ogni partecipante riceverà 4 carte private anziché le 2 che vengono distribuite nel gioco del Texas Hold'em. Anche in questo gioco il Dealer alla fine dei vari giri di Flop, Turn e River scoprirà 5 community cards. Nell'Omaha ogni giocatore è costretto ad usare soltanto due delle sue pocket cards e conseguentemente dovrà sceglierne altre due tra quelle scoperte sul board.Per chi è assiduo giocatore di Texas Hold’em e si appresta per la prima volta a giocare l’Omaha poker, questo sarà per lui un aspetto che creerà diverse incertezze ed illusioni quando troverà ad esempio una serie di quattro carte di colore sul deck più una quinta tra le sue carte private. Infatti, potendo utilizzare solamente due delle sue carte, per avere una mano di colore, dovrà avere almeno due carte dello stesso seme in mano, per poi poterle combinare con tre solamente di quelle presenti sul tavolo. Molte altre situazioni simili potrebbero presentarsi agli occhi del giocatore inesperto, ma quello che dovrà fissare nella sua mente è soltanto che non sarà assolutamente contemplata la possibilità di usare nessun altro tipo di combinazioni fra le proprie carte e quelle comunitarie.
Detto ciò dovremmo però considerare come le combinazioni possibili, rispetto al Texas Hold’em, saranno raddoppiate, avendo a disposizione 2 + 2 pocket cards da poter scegliere a proprio piacimento. Ma se da un punto di vista ciò potrà semplificarci la vita, da un altro ci renderà la lettura delle mani dei nostri avversari molto più complicata. Inoltre ciò comporta che ad ogni giro in cui verranno svelate community cards, le possibilità che i nostri avversari abbiano incastrato una buona mano crescono in maniera considerevole, ma è anche vero che la nostra situazione potrà variare in maniera sostanziale ad ogni giro. Infine, concludendo, bisogna considerare che vista la sua dote di imprevedibilità, Omaha è un gioco in cui il bluff  avrà spesso un ruolo fondamentale.

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