La Pagani C9 Huayra

La Pagani C9 Huayra è il secondo modello di auto prodotto dalla Pagani, la casa automobilistica fondata dal leggendario Horacio Pagani.

Persone Horacio Pagani
Luoghi Ande, Arabia
Organizzazioni Formula 1
Argomenti autoveicoli, meccanica, trasporti

25/nov/2011 16.49.22 Giannina Initi Contatta l'autore

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Scopriamo le caratteristiche di una delle supercar più innovative e potenti al mondo.

 

 

 

La Pagani C9 Huayra è il secondo modello di auto prodotto dalla Pagani, la casa automobilistica fondata dal leggendario Horacio Pagani. Si tratta di un'auto dotata di caratteristiche estreme dal punto di vista della ricerca e delle prestazioni, come suggellato dal caratteristico nome dedicato al dio del vento che comanda le brezze, i venti e gli uragani che colpiscono le montagne della cordigliera delle Ande.

 

La vettura monta un propulsore Mercedes a 12 cilindri e si avvale di caratteristiche tecniche innovative al fine di  ottenere soprattutto una resa aerodinamica fuori dal comune. Lo scopo del progetto Huayra era quello di sviluppare una vettura innovativa che fosse all’altezza delle sfide del nuovo millennio. Infatti, la gloriosa Zonda, basata su tecnologie risalenti ai primi anni ‘90, non era più adatta a rappresentare il massimo dell'avanguardia tecnologica del settore automobilistico. Dopo ben otto anni di lavoro, Pagani ha realizzato un prodotto innovativo dal punto di vista tecnico e dotato di un design frutto di un lungo processo di rielaborazione.

 

Dal punto di vista estetico, la Huayra ricorda la gloriosa Zonda ma propone un design più moderno e in linea con le attuali tendenze stilistiche. Il principale elemento di contatto fra le due sportive consiste nei doppi fari allo xeno e nei quattro terminali di scarico disposti in quadrato.

 

Il propulsore in dotazione a questa straordinaria supercar è un Mercedes AG da 12 cilindri a V, realizzato appositamente per la Pagani. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, trattandosi del primo esemplare personalizzato sviluppato da AMG per un cliente diverso da Mercedes. Il propulsore è un biturbo da 5980 cc, in grado di erogare l'incredibile potenza di 700 cavalli nella versione standard, che salgono a 730 nella versione ad alta potenza, con un’incredibile coppia di 1.000 Nm, che arriva a 1100 nella versione ad alta potenza. Il propulsore consente di spingere la vettura fino alla strabiliante velocità massima dichiarata di 370 km all'ora.

 

Tutta questa potenza richiede un adeguato sistema di raffreddamento, offerto dai due intercooler posti al di sopra della testa dei cilindri e raffreddati da due enormi radiatori posizionati ai lati della bocca anteriore. Si tratta di un circuito speciale, in grado di funzionare a bassa temperatura e anche in luoghi caratterizzati da temperatura ambientale superiore a 50°, accorgimento rivolto soprattutto ai clienti della penisola arabica.

 

La lubrificazione avviene a carter secco, in modo da eliminare la coppa dell'olio e collocare il motore più in basso possibile, aumentando la stabilità e l'aderenza della vettura. Il serbatoio di espansione è montato direttamente sul motore, in modo da ridurre il numero di tubi di allacciamento e di conseguenza il peso della vettura.

I consumi sono da sempre un aspetto critico per le vetture ad alta potenza: un’auto da 700 cavalli consumerebbe quanto una monoposto da Formula 1 senza adeguati accorgimenti elettronici come quelli in dotazione alla Pagani. Infatti, la Huayra è dotata di microprocessori collocati su ciascuna pompa al fine di rilasciare solo la quantità di carburante necessaria al motore, evitando sprechi.

 

Il telaio è un monoscocca in lega carbonio-titanio, un materiale più leggero e resistente persino della fibra di carbonio semplice. L'abitacolo è rinforzato da innesti in kevlar balistico, carbonio e poliestere, con paratie aggiuntive nella parte anteriore per evitare l'intrusione di elementi estranei in caso di urto longitudinale.

 

L'aspetto più curato della Huayra è sicuramente l'aerodinamica. La vettura è concepita come un'ala in grado di variare l'angolo di incidenza, soluzione di chiara derivazione aeronautica. A tal fine, vengono utilizzati quattro profili alari mobili, due sul cofano anteriore e due all'estremità del cofano posteriore, in grado di regolare la deportanza in base alla velocità per ridurre al minimo l'attrito con l'aria e ottenere il massimo della spinta verso il suolo.

Tuttavia, con vetture di questa potenza occorre prestare molta attenzione, soprattutto nella guida ad alta velocità. Per quanto conti molto l'abilità del guidatore, potrebbero verificarsi imprevisti tali da costringere alla sostituzione parabrezza o coinvolgere l’auto in incidenti più gravi. Pertanto, soprattutto con auto di tali prestazioni, è sempre consigliabile una condotta prudente e a velocità moderata.

 

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