Il Ministero della Salute afferma che l’antiossidante più potente arriva dalla natura e si chiama mangostano

14/giu/2012 17.24.49 Cesare Sirius Contatta l'autore

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Le date importanti che costellano la ricerca scientifica sul mangostano partono dal lontano 1923 quando il Dott. Henri Boulard isola nel frutto tropicale il saccharomyces. Nel 1956 il Dott. Denham Harman presenta la sua teoria sui danni prodotti dai radicali liberi e dall’ossidazione e nel 1992 vengono isolati gli xantoni del mangostano.

Da allora gli studi non si sono mai fermati e dopo aver scoperto le proprietà antiossidanti e immunostimolanti del frutto, la storia del mangostano si intreccia nel 2009 con l’ assegnazione di un Premio Nobel per la scoperta della telomerasi e dell’invecchiamento cellulare che gli xantoni riescono a combattere con grande efficacia.

In natura esistono 200 xantoni, il mangostano ne contiene ben 39, tre nella polpa e 36 nel pericarpo.

Gli xantoni hanno potenti effetti antiossidanti in grado di inibire i radicali liberi proteggendo dal danno ossidativo del LDL.

In particolare gli xantoni agiscono direttamente sul sistema cardiovascolare bloccando gli inibitori della sintesi del NO endogeno, riducono l’aggregabilità piastrinica, migliorano la funzione endoteliale, inducono la vasodilatazione e hanno effetti antitrombosi, antiaritmia e ipotensivo.

Di recente si è tenuta a Parma una tavola rotonda presieduta dal Prof. Corrado Ficorella, Ordinario di Oncologia all’Università dell’Aquila, per discutere dell’impiego del mangostano nelle terapie contro il diabete e contro i postumi delle cure radiologiche.

Anche il Ministero della Salute italiana non ha potuto fare a meno di fornire il suo riconoscimento a questo prezioso dono della natura proclamando il mangostano un potente antiossidante.

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