Università a numero chiuso: Il ministro Giannini fa chiarezza

18/giu/2014 17:05:10 antonio guastalla Contatta l'autore

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La questione dell’università a numero chiuso è sempre stata motivo di dibattito sia nel mondo politico sia nell’opinione pubblica. Da una parte esiste la sacrosanta argomentazione che tutti debbano avere diritto a studiare ciò che vogliono, senza dover effettuare test a priori che, nella maggior parte dei casi, non sono indicativi delle reali potenzialità degli studenti. D’altra parte, però, senza il meccanismo del numero chiuso si verificherebbero problemi pratici e sociali di  non poco conto. Per prima cosa bisognerebbe farei conti con enormi problemi logistici, perché gli spazi degli atenei non sono infiniti e per alcune facoltà il numero degli studenti sarebbe tale da rendere impossibile lo svolgimento delle lezioni. In secondo luogo vi è da sottolineare che, lasciando a tutti libero accesso alle università, nel giro di pochi anni ci si troverebbe difronte a grossi problemi sociali, con un numero di laureati di gran lunga superiore al fabbisogno di professionisti.

Quest’annoso dibattito è tornato agli onori della cronaca proprio di recente, in seguito ad una serie di dichiarazioni di Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. È di circa un mese fa infatti una dichiarazione del ministro che ha lasciato sconcertati in molti, provocando al contempo l’entusiasmo di molti neo-diplomati aspiranti studenti universitari. Le parole del ministro infatti avevano lasciato intendere l’intenzione di porre fine al meccanismo del numero chiuso. È di questi giorni invece la dovuta precisazione: il numero chiuso è necessario e non sarà abolito ma il governo si impegnerà per cambiare i criteri di selezione, che non risultano più adeguati. “I quiz intesi nel vecchio modo sono un capitolo del passato e sono temi che a breve affronteremo”, queste le parole del ministro durante un intervento in un ateneo siciliano.

Allarme rientrato quindi, tra il sollievo di alcuni e la delusione di altri. Come andrà a finire? Staremo a vedere.

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