CO-sleeping si o CO-sleeping no?

08/mar/2016 10.12.22 Marion Materassi Contatta l'autore

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E dopo 9 lunghi mesi di attesa.. siete diventati mamma e papà

E dopo 9 lunghi mesi di attesa, di sortilegi e pratiche magiche per scoprirne il sesso, di improvvise voglie di anguria in pieno inverno e di interminabili giri per negozi per la scelta della culla, del passeggino, del lettino, del fasciatoio, degli abitini, delle copertine e dei lenzuolini... siete diventati mamma e papà: congratulazioni! O più che congratulazioni sarebbe meglio dire “in bocca al lupo”?

Non serve mentire: quando si diventa mamma e papà, la propria routine viene completamente stravolta e, inevitabilmente, il tempo destinato alla cura di sè inizia ad essere sempre meno. Dimenticate una volta per tutte le notti da leoni! Uscire liberamente il sabato sera, fare tardi, andare a letto alle 5 del mattino e potersi svegliarsi alle 2 del pomeriggio diventerà un'utopia. Siete pronti a notti insonni e improvvisi colpi di sonno durante una conversazione?
Ebbene sì, soprattutto nei primi mesi di vita i piccoli faticano a distinguere il giorno dalla notte e necessitano di poppate notturne. Ma un buon riposo è fondamentale e indispensabile per tutti i componenti della famiglia, perciò per far in modo che il bimbo abbia sin da subito un rapporto sereno con il momento della nanna, è importante abituarlo ad una corretta routine del sonno. E qual è il metodo più diffuso ma anche il più discusso e controverso del momento? Il CO-sleeping.
Il termine, che tradotto in italiano significa "atto del dormire insieme", è una pratica che consiste semplicemente nel lasciare che il proprio bambino, ancora neonato, dorma nel lettone insieme alla mamma e al papà.
Questo comportamento è dato dall'istinto naturale dei genitori di voler coccolare e riempire di attenzioni il proprio bambino per inculcare al piccolo quel senso di protezione e sicurezza in modo che smetta di piangere, agitarsi e si addormenti subito.
Vediamo insieme quali sono tutti i pro e i contro di questo comportamento naturale che da anni provoca una divergenza di opinioni.


Si al CO-sleeping

Il principale sostenitore del metodo del CO-sleeping è il professor James McKenna, antropologo e direttore del Laboratorio di ricerca sul sonno materno-infantile dell’Università di Notre Dame (Parigi), nonché uno dei principali esperti a livello mondiale in tema di allattamento e sonno condiviso.

 

Teoria scientifica

McKenna sostiene che c'è un motivo scientifico per il quale il CO-sleeping è benefico.
Gli esseri umani nascono prematuri da un punto di vista neurologico rispetto agli altri mammiferi: per riuscire a passare in modo sicuro attraverso l'apertura pelvica materna, devono nascere con solo il 25% del volume del loro cervello da adulto. Ciò significa, sostiene McKenna, che il loro sistema fisiologico non è in grado di funzionare in modo ottimale senza un contatto con il corpo materno che continua a influenzare e regolare il bambino molto più che durante tutta la gestazione.
Per i neonati quindi, afferma McKenna, stare con la mamma durante il riposo notturno è indispensabile alla crescita: il contatto materno è benefico perché in grado di influenzare e regolare il sistema fisiologico del bambino e, di fatto, è dimostrabile che il respiro, la temperatura, la pressione arteriosa e i livelli di stress si influenzano reciprocamente.
Viceversa, McKenna afferma che la pratica di lasciare che i bambini dormano da soli fin da neonati, oltre ad essere sbagliata, sia anche priva di riscontri empirici.
Il CO-sleeping inoltre non comporterebbe alcuna conseguenza psicologica per i bambini, anzi, li aiuterebbe a diventare persone più calme, tranquille ed equilibrate da adulte.

 

Vantaggi

Accanto a questi riscontri scientifici si aggiungono altri vantaggi. Infatti, il sonno condiviso facilita l’allattamento al seno. I momenti delle poppate notturne sono facilitati, meno faticosi per madre e bambino in quanto si svolgono quasi senza doversi svegliare, potendo poi riaddormentarsi tranquillamente alla fine del pasto. Senza dubbio, se vissuto con serenità e consapevolezza, il momento del sonno accanto a proprio figlio approfondisce il legame con lui, aiuta a tenere sotto controllo i risvegli notturni del piccolo ed evita l'ansia legata ai timori di imprevisti.
E voi, siete d'accordo con McKenna?


No al CO-sleeping

Quali sono le motivazioni che spingono a valutare negativamente il CO-sleeping?

 

1. Prima fra tutte le possibili ripercussioni psicologiche sul bambino.
Molto spesso dormire con mamma e papà è sinonimo di genitori iperprotettivi e di un comportamento quasi morboso che potrebbe rendere il bambino più insicuro e timoroso da adulto.
E poi, abituandosi al lettone riuscirà in seguito ad imparare a dormire da solo nella sua cameretta? Con il CO-sleeping non si fa altro che innescare una “cattiva abitudine” che difficilmente abbandonerà.

 

2. Oltre alla scomodità o al ritrovarsi con un piedino conficcato tra la terza e la quarta costola o a dover riposare in bilico sul bordo del letto, vogliamo considerare l’intimità con il proprio partner ridotta quasi ad un rapporto epistolare?
Il CO-sleeping influisce negativamente sull’intimità di coppia e, inoltre, può aumentare le sensazioni di esclusione da parte del padre e di incomprensione da parte della madre che il più delle volte si ritrova da sola ad occuparsi del bambino.
Come ben sappiamo la nascita di un figlio comporta dei cambiamenti nella relazione di coppia ed un ruolo significativo lo riveste la relazione simbiotica che si va a creare tra la mamma e il bebè.
Il CO-sleeping quindi non fa altro che aumentare questi disagi nella famiglia contribuendo così all’annullamento del rapporto di coppia.

 

Insomma, dormire insieme: si può o non si può?
La risposta è ancora incerta, viste le numerose teorie che mostrano benefici e controindicazioni di tale comportamento.
A questa domanda esistenziale, però, il mercato propone delle soluzioni veramente interessanti per far dormire i piccolini accanto ma senza averli nel letto, salvando così sonno e matrimonio!
Parliamo dei cosiddetti side-bed, delle vere e proprie prolunghe di lettone a misura di bebè molto comode e funzionali per i seguenti motivi:

1.possiedono un lato abbattibile e un sistema per agganciarli al lettone;

2.hanno la possibilità di aggiustare l'altezza a vari tipi di letto;

3.si possono reclinare in modo da far dormire il neonato con la
parte superiore del corpo reclinata per scongiurare il soffocamento nel caso di rigurgito;

4.sono leggeri e facilmente trasportabili, dunque possono essere portati in viaggio.

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