Ragnetti rossi: da Scandicci a Bagno a Ripoli riparte l'invasione nell'area fiorentina. Innocui, ma attenti agli insetticidi

Minuscoli, delle dimensioni di un millimetro o poco più, sono apparsi come dal nulla negli ultimi giorni, destando una certa preoccupazione fra chi se li è trovati davanti.

14/mag/2008 11.49.00 Cooperativa Agricola Legnaia Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

‘RAGNETTI ROSSI’: DA SCANDICCI A BAGNO A RIPOLI RIPARTE L’INVASIONE. INNOCUI, MA ATTENZIONE AGLI INSETTICIDI

 

 

Sono migliaia, piccoli e rossi, che sciamano ovunque: sui muri delle case, sulle finestre e sulle terrazze. Da Scandicci a Bagno a Ripoli, senza risparmiare nessun comune dell’area fiorentina, è ripartita l’invasione di decine di migliaia di piccoli ‘ragnetti rossi’. Minuscoli, delle dimensioni di un millimetro o poco più, sono apparsi come dal nulla negli ultimi giorni, destando una certa preoccupazione fra chi se li è trovati davanti.

“Sono totalmente innocui - spiega Simone Tofani, responsabile dell’Area tecnica della Cooperativa Agricola di Legnaia - e non devono essere confusi con il ‘ragnetto rosso’ che attacca le piante, vivendo sotto le foglie delle stesse. Protagonisti di questa invasione dei muri delle nostre abitazioni sono in realtà degli acaridi chiamati ‘trombidi’, assolutamente innocui per esseri umani, animali e piante, se si eccettuano i problemi che può comportare la loro pigmentazione. Infatti il loro colore rosso è fortissimo e quasi indelebile. Lo si nota se accidentalmente vengono schiacciati con le mani, lasciando la loro colorazione sulle dita per molti giorni, e peggio ancora se vengono a contatto con tessuti e oggetti”.

I ‘trombidi’ si nutrono di escrementi di volatili e sono una presenza abbastanza abituale fra fine maggio e giugno.

“Siamo di fronte - ammette Tofani - a una proliferazione eccezionale, legata al caldo di questi ultimi mesi. Il pericolo maggiore è che per debellarli si intervenga in modo eccessivo con insetticidi e prodotti tossici, che poi si disperdono nell’ambiente e rischiano di essere molto più dannosi degli stessi acaridi, dando vita a fenomeni di sensibilizzazione e allergia. Il consiglio è quello di utilizzare prodotti naturali, che si trovano tranquillamente in commercio, intervenendo sempre in modo circoscritto e razionale”.

 

Firenze, 14 maggio 2008

 

L’Ufficio Stampa

349/2133482


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