Il maltempo mette in ginocchio la produzione toscana di grano: campi allagati e semine bloccate

Il maltempo ha messo in ginocchio la produzione di grano della Toscana, con campi allagati che hanno impedito la semina o hanno portato alla marcescenza delle radici delle piantine appena germogliate".

11/feb/2009 14.06.11 Cooperativa Agricola Legnaia Contatta l'autore

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Comunicato stampa

 

IL MALTEMPO METTE IN GINOCCHIO LA PRODUZIONE DI GRANO IN TOSCANA: CAMPI ALLAGATI E SEMINA BLOCCATA DALLA PIOGGIA

 

 

“Siamo in uno stato di crisi con pochi precedenti. Il maltempo ha messo in ginocchio la produzione di grano della Toscana, con campi allagati che hanno impedito la semina o hanno portato alla marcescenza delle radici delle piantine appena germogliate”.

Simone Tofani, responsabile dell’Area tecnica della Cooperativa Agricola di Legnaia, ultracentenaria realtà del territorio con circa 530 soci distribuiti in tutta la regione, riporta l’attenzione sul momento particolarmente difficile di uno dei settori più importanti dell’agricoltura toscana.

“Un disastro che ci è stato segnalato da molti nostri soci - spiega Tofani -, preoccupati per il futuro delle loro aziende e che era stato riportato anche da associazioni di categoria”.

La Toscana è il 5° produttore a livello nazionale di grano duro e il 7° per il grano tenero. Solo nel frumento duro si parla di circa 123 mila ettari coltivati, con una produzione di oltre 424 mila tonnellate e più di 7 mila aziende impegnate nella cerealicoltura, soprattutto nelle aree di Siena e Grosseto, ma anche in altre zone come il Mugello o la piana di Prato.

“La pioggia, allagando i campi, ha reso impossibili le operazioni di semina in molti casi, anche se è ancora difficile fare una stima sulla base delle sementi rimaste nei magazzini. Dove si era già seminato, invece, siamo alle prese con problemi di asfissia radicale e di marcescenza delle piantine. L’unica speranza,per salvare in parte la stagione, è che il maltempo conceda una tregua, con sole e vento che asciughino i campi. La situazione delle aziende cerealicole era già critica per il forte calo del prezzo all’ingrosso di frumento duro e tenero, che alla fine del 2008 oscillava intorno al 45% in meno rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre i costi di produzione erano lievitati  da circa 560 a 900 euro per ettaro. Come segnalato anche dalla CIA, siamo di fronte a un possibile disastro,con questa nuova tegola legata al maltempo, che rischia, nelle attuali condizioni di mercato, di rendere i costi di produzione superiori ai possibili ricavi, demotivando gli agricoltori nella prosecuzione dell’attività”.

 

Firenze, 11 febbraio 2009

 

L’Ufficio Stampa

349/2133482


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