Saludecio - restaurato importante crocefisso ligneo

Saludecio - restaurato importante crocefisso ligneo COMUNE DI SALUDECIO DOPO IL RESTAURO, TORNA NELLA CHIESA DI SAN BIAGIO UN CROCEFISSIO LIGNEO DEL XIV SECOLO Sabato 27 giugno La bella chiesa di San Biagio e il Museo di Saludecio e del Beato Amato, torneranno ad ospitare, sabato 27 giugno, un prezioso crocefisso ligneo di proprietà comunale recentemente restaurato.

23/giu/2009 11.43.35 Creattiva Contatta l'autore

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COMUNE DI SALUDECIO

 

 

DOPO IL RESTAURO, TORNA NELLA CHIESA DI SAN BIAGIO UN CROCEFISSIO LIGNEO DEL XIV SECOLO

Sabato 27 giugno

 

La bella chiesa di San Biagio e il Museo di Saludecio e del Beato Amato, torneranno ad ospitare, sabato 27 giugno, un prezioso crocefisso ligneo di proprietà comunale recentemente restaurato.

 

L’opera - che proveniva da una cappella cimiteriale del territorio, realizzata in legno policromo ed ascrivibile al sec. XIV - è stata oggetto di un attento intervento di restauro realizzato dall’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna con i finanziamenti della L.r. 18/2000 “Norme in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali” erogato sul piano d’intervento per l’anno 2006.

 

La scultura, prima del restauro era collocata dietro l’altare maggiore della cripta della parrocchiale di San Biagio entro una bella decorazione plastica del bolognese Antonio Trentanove e versava in uno stato conservativo assai problematico.

 

L’opera risultava interamente ricoperta da una gessatura e da un colore pressoché uniforme che il restauro ha provveduto a rimuovere opportunamente e, comunque, dopo che sono state effettuate le necessarie analisi stratigrafiche e la caratterizzazione dei  pigmenti, affidate al laboratorio della prof. Antonella Casoli dell’Università degli Studi di Parma.

 

La restauratrice Roberta Notari di Reggio Emilia, cui è stato affidato l’intervento, ha riportato in luce una bella policromia, assai più antica, in buono stato, rosata e vibrante, con particolari significativi come le stille di sangue, ciglia ecc., non alterata e con la patina originale.

 

Da quanto è potuto finora emergere si tratta di un manufatto realizzato secondo una metodologia costruttiva riscontrabile in altri crocefissi presenti nel territorio riminese. La testa poggia su un lungo collo ed è certo che in origine aveva i capelli, realizzati forse in fibra vegetale o addirittura veri, di cui è rimasta una calottina in canapone molto rado sotto una teletta di lino a trama fitta che si è preferito rimuovere non essendo più funzionale all’opera; della barba in crine (o forse anch’essa di capelli veri) è rimasto un frammento che è stato mantenuto. Le parti mancanti del Cristo sono state filologicamente riproposte. La croce su cui poggia risulta assai più tarda, era ridipinta in marrone ed è stata riportata in luce la cromia nera originale.

 

Da sabato 27 giugno il crocefisso tornerà dunque ad ornare la chiesa saludecese, un gradevole “ritorno a casa” per un’opera cara a tutti i fedeli del borgo.

 

 

 

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