Una denuncia di pericolo per la salute pubblica diventa un appello rivolto al Presidente Giorgio Napolitano

06/mar/2011 15.56.59 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Una denuncia di pericolo per la salute pubblica diventa

un appello rivolto al Presidente Giorgio Napolitano

 

Sig. Presidente,

Le trasmetto l’ultima delle denunce da me inviate alle Istituzioni competenti sul caso in oggetto, pregandoLa di invitare i Responsabili degli enti coinvolti a trovare presto una soluzione a questa vicenda di diritti sanitari e ambientali calpestati.

La ringrazio e saluto cordialmente.

Firma omissis

                                             

Oggetto

pericolo per la salute pubblica e l’ambiente determinato dalla severa e continuata esposizione all’amianto aerodisperso presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola (AQ)

                                                                            

Il sito inquinato/inquinante
- è un fatiscente capannone di 10000 mq, pericoloso per presenza di amianto e altri rifiuti pericolosi

- secondo gli esami condotti da ASL di Avezzano-Sulmona e ARTA Abruzzo, nel sito sono presenti ingenti quantità di sostanze pericolose per la salute: amianto in matrice friabile del tipo crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole, polveri di eternit che, se inalate, risultano letali e cancerogene

- la struttura, diroccata e aggredita dagli elementi atmosferici che da più di vent’anni ne provocano sfaldamenti e crolli appare sempre più degradata ed al limite del collasso; il cedimento della costruzione aggraverebbe, se possibile, lo stato di inquinamento in quanto accrescerebbe a dismisura il quantitativo delle microfibre amiantifere in aerodispersione
- il relitto, grava su un’area sovrastante i pozzi d’acqua delle abitazioni, confina con un corso d’acqua naturale, con un depuratore, con un laghetto di pesca sportiva e con le cittadine di Carsoli, Pereto, ecc.

                                                                                                       

I soggetti a vario titolo coinvolti
- la proprietà del sito

- il Comune di Oricola
- la Procura della Repubblica di Avezzano

- la Corte d’Appello dell’Aquila

- l’agenzia per l’ambiente ARTA Abruzzo
- la ASL di Avezzano-Sulmona
- l’Amministrazione Provinciale dell’Aquila
- la Regione Abruzzo
- la Prefettura dell’Aquila
- il Dipartimento della Protezione Civile di Roma
- GdF di Avezzano

         

Lo stato dell’arte

- ad oggi, nessuna messa in sicurezza, nessuna rimozione dei materiali inquinanti, nessuna bonifica del territorio; si resta in attesa di veder attuato quanto disposto da ARTA e ASL, ordinato dal Comune di Oricola, sollecitato dalla Protezione Civile di Roma, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia e dalla Prefettura dell’Aquila e, da ultimo, intimato dalla Procura di Avezzano: ma questa sentenza che nel settembre 2009 condannava la proprietà inadempiente è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila

Stante poi che il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio e che i procedimenti giudiziari non sono sempre celeri, si comprende che per ottenere la messa in sicurezza e la bonifica del territorio occorrerà verosimilmente aspettare tempi lunghi e, forse, patire ulteriori proroghe e rinvii.         

- si profila così uno scenario francamente inaccettabile da parte di chi da decenni vive a fianco del sito avvelenato; anche per questo motivo si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone e dell’ambiente al fine di porre in essere le misure di sicurezza, gli interventi di rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio

 

L’appello

ed il sollecito sono rivolti a tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica praticabile e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione, come previsto dalle Ordinanze Sindacali di Oricola, dalle leggi vigenti (D.L. n° 152/2006 - Norme in materia ambientale), in nome dei principi di rispetto ambientale/sanitario in cui credono tutti coloro che ritengono di avere il diritto di respirare aria senza amianto e in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.

Firma omissis

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