Oricola, salute pubblica in pericolo

Oricola, salute pubblica in pericolo Esposizione severa e continuata all'amianto Il pericolo per la salute pubblica e l'ambiente che questo articolo denuncia è determinato dalla severa e continuata esposizione all'amianto aerodisperso presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola da parte della cittadinanza delle comunità abitative limitrofe: Carsoli, Oricola, Golfarolo, Pereto, Piana del Cavaliere, per citarne alcune.

07/mar/2011 18.51.25 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Oricola, salute pubblica in pericolo

Esposizione severa e continuata all'amianto

 

Il pericolo per la salute pubblica e l’ambiente che questo articolo denuncia è determinato dalla severa e continuata esposizione all’amianto aerodisperso presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola da parte della cittadinanza delle comunità abitative limitrofe: Carsoli, Oricola, Golfarolo, Pereto, Piana del Cavaliere, per citarne alcune.

L’aggettivo severa è giustificato dalle dimensioni e dalla tipologia dell’amianto presente; il solo sviluppo in superficie del sito ammonta a diecimila metri quadri; l’amianto è in matrice friabile (crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu): in altre parole, finissime polveri di eternit che, se inalate, risultano letali e cancerogene

L’aggettivo continuata è motivato dai tempi trascorsi di esposizione alle microfibre amiantifere che sono dell’ordine del ventennio.

 

Ad oggi, nessuna messa in sicurezza, nessuna rimozione dell’amianto e degli altri rifiuti pericolosi, nessuna bonifica del territorio: il cittadino, dimenticato e lasciato senza informazioni al riguardo, può solo aspettare, rischiando gravemente la propria salute e auspicando quanto da lungo tempo certificato e disposto da ARTA Abruzzo e ASL di Avezzano-Sulmona, ordinato dal Comune di Oricola, sollecitato dalla Protezione Civile di Roma, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia e dalla Prefettura dell’Aquila, infine più recentemente denunciato da AIEA, da Contramianto e presentato in Parlamento sotto forma di interrogazione scritta ai Ministri dell'Ambiente, della Salute e dell'Interno.

Peraltro la sentenza di condanna emessa nel settembre 2009 dalla Procura della Repubblica di Avezzano nei riguardi della persona fisica proprietaria del sito, è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila. Considerato che il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio e che tali procedimenti non sono sempre celeri, si comprende che per la conclusione dell’iter giudiziario occorrerà verosimilmente attendere ancora tempi lunghi e, forse, patire ulteriori proroghe e rinvii.

L’iter amministrativo-giudiziario sommariamente descritto e tuttora in corso ha una estensione temporale che va dall’anno 2006 ai giorni nostri; ma si consideri che esposti e denunce antecedenti lo scorso quinquennio condussero già allora a pratiche lunghe, oziose e “archiviate” che hanno così fortemente minato la fiducia della popolazione rispetto alle possibili e legittime soluzioni.

Si profila perciò uno scenario francamente inaccettabile da parte di chi vive a fianco del sito avvelenato; anche per questo motivo si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone e dell’ambiente al fine di porre in essere le misure di sicurezza, gli interventi di rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio.

                     

L’appello ed il sollecito sono rivolti a tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica praticabile e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione; detto istituto, previsto dalle Ordinanze Sindacali del Comune di Oricola nonché dalle leggi vigenti (D.L. n° 152/2006 - Norme in materia ambientale), è stato di recente nuovamente sollecitato dall’amministrazione provinciale dell’Aquila, dalla ASL di Avezzano-Sulmona e dalla Prefettura dell’Aquila.

Le Istituzioni e le Persone che le dirigono vogliano accogliere questa ed analoghe preghiere di intervento anche in nome dei principi di rispetto ambientale/sanitario in cui si riconosce la nostra società civile e in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.

VEC

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