L’amianto di Oricola non fa più notizia

L'amianto di Oricola non fa più notizia (permane grave e immutata la situazione di rischio e pericolo per la salute pubblica) La severa e continuata esposizione all'amianto corrotto e disperso nell'aria, presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola, costituisce un grave e permanente pericolo per la salute di chi risiede, lavora o transita nelle zone di Golfarolo-Oricola, Carsoli e limitrofe.

09/mar/2011 16.38.32 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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L’amianto di Oricola

non fa più notizia

(permane grave e immutata la situazione

di rischio e pericolo per la salute pubblica)


 

La severa e continuata esposizione all’amianto corrotto e disperso nell’aria, presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola, costituisce un grave e permanente pericolo per la salute di chi risiede, lavora o transita nelle zone di Golfarolo-Oricola, Carsoli e limitrofe.

L’aggettivo severa è giustificato dalle dimensioni e dalla tipologia dell’amianto presente; il solo sviluppo in superficie del sito ammonta a diecimila metri quadri; la denominazione usata da ARTA a seguito degli esami compiuti è quella di amianto crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole finissime polveri di eternit che, se inalate, si legge nel rapporto dell’Agenzia per l’ambiente della Regione Abruzzo, risultano letali e cancerogene anche a notevoli distanze.

L’aggettivo continuata è motivato dai tempi di esposizione trascorsi che sono dell’ordine del ventennio e dal reiterato e incessante rilascio delle microfibre amiantifere nell’ambiente.

Ad oggi, nessuna messa in sicurezza, nessuna rimozione, segregazione o inertizzazione delle pericolosissime polveri e degli altri rifiuti pericolosi presenti nel sito, nessuna bonifica del territorio: i residenti e le loro famiglie, ignorati nelle loro istanze e lasciati senza informazioni su eventuali possibili sviluppi e/o ipotesi di soluzione, si ritrovano soli, ad aspettare passivamente, rischiando e ipotecando ogni giorno la propria salute. Essi vogliono però ancora reclamare fermamente e a gran voce quanto da lungo tempo

- esaminato, certificato e disposto da ARTA Abruzzo e ASL di Avezzano-Sulmona

- scritto nelle Ordinanze di Oricola che aveva pure annunciato l’intervento in via sostitutiva

- sollecitato da Protezione Civile di Roma, Regione Abruzzo, Provincia e Prefettura dell’Aquila e, più recentemente,

- denunciato da AIEA, Contramianto, Italia Nostra, LAV, Verdi Lugo, Wilderness

- presentato in Parlamento sotto forma di interrogazione scritta ai Ministri dell'Ambiente, della Salute e dell'Interno.

Si consideri peraltro che la sentenza di condanna emessa nel settembre 2009 dalla Procura della Repubblica di Avezzano nei riguardi della persona fisica proprietaria del sito, è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora (è un anno e mezzo) pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila. Poichè il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio e siccome tali procedimenti non sono sempre celeri, si comprende che per la conclusione dell’intero iter giudiziario occorrerà verosimilmente attendere ben oltre i già trascorsi vent’anni. Questo iter amministrativo-giudiziario sommariamente descritto e tuttora in corso ha una estensione temporale che va dall’anno 2006 ai giorni nostri; ma si consideri che esposti e denunce antecedenti lo scorso quinquennio condussero già allora a pratiche lunghe, oziose e “archiviate”.

Si profila allora uno scenario francamente inaccettabile da parte di chi vive a fianco del sito avvelenato; per tutti questi motivi si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone al fine di porre in essere le misure di sicurezza, gli interventi di rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio.

                     

L’appello ed il sollecito sono, ancora una volta, rivolti a tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica praticabile e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione; detto istituto, previsto nelle Ordinanze Sindacali del Comune di Oricola nonché dalle leggi vigenti (D.L. n° 152/2006 - Norme in materia ambientale), è stato di recente pure invocato dall’amministrazione provinciale dell’Aquila e dalla ASL di Avezzano-Sulmona, mentre l’annunciato intervento dei poteri sostitutivi da parte del Comune parrebbe compromesso da problemi di bilancio.

Le istituzioni e le persone che ne dirigono gli uffici vogliano accogliere questo appello non solo in ossequio alla legge ma anche in nome dei principi di rispetto ambientale/sanitario in cui si riconosce la nostra società civile e in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.

VEC

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