E Capitan America sbarcò a Piazza Abbro

26/apr/2010 15.56.59 Barbarossa78 Contatta l'autore

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In molti non credevano ai propri occhi incrociando i manifesti che Cirielli ha commissionato per il 25 Aprile. Sui manifesti c’è solo il riconoscimento all'esercito americano "per l'intervento nella nostra terra che ha sancito un'alleanza che ha garantito un lungo periodo di pace e di progresso economico e sociale senza precedenti e che ha salvato l'Italia, come l'Europa, dalla dittatura comunista".


Forse se non ci fosse stato questo presidente della Provincia, con la sua visione fuori della storia e della realtà a farci rizzare i capelli, oggi ,davanti al monumento dei caduti non saremmo stati così tanti a ricordare che c’è differenza fra partigiani e repubblichini.A precisare che a sparare addosso ai ragazzi americani, polacchi, inglesi, canadesi, marocchini, tunisini… sono stati i nazisti e i fascisti. Che i comunisti italiani la costituzione hanno contribuito a scriverla.


Così in qualche modo mi viene pure di ringraziarli ‘sti signori che con la loro mal destrezza nel gestire momenti e parole importanti, ci fanno indignare e ci dispongono a non dare niente per scontato o assodato: il colore di un ricordo, la memoria della storia, l’esercizio della libertà.

Oggi davanti al monumento dei caduti abbiamo potuto esporre uno striscione: c’è andata meglio di quei poverini manganellati alla scala che protestavano per i tagli allo spettacolo.
Avevamo ancora facoltà di affermare che la Resistenza è un fatto attuale perché è un fatto di ogni tempo.
Avevamo occhi per vedere un vicesindaco che aveva confuso la liberazione con il Thanksgivings day e non ha perso occasione per giocare a Capitan America.

Vorrei spiegare un giorno a Capitan Luigi America anche quanto abbiamo e stiamo pagando quello sbarco organizzato con la mafia. Elencargli le 113 basi militari americane disseminate sul nostro territorio, su pezzi del quale abbiamo perso anche la sovranità, a partire dagli anni cinquanta e dei danni irreparabili, ad ambiente e persone, arrecati.

Non c’era neanche un testimone della resistenza per regalare un ricordo di quei giorni, stamane. L’unico reduce rimasto nella loro agenda aveva fatto la campagna d’Africa .

C’erano però tante voci che spontaneamente si richiamavamo le parole di “bella ciao” a vicenda. Ritrovarsi insieme in una canzone, eredità di libertà, è stato il taglio del nastro di giorni nuovi dove per la strada, l’uno nell’altro, non riconosceremo il colore delle bandiere che stringiamo ma il valore per cui ognuno è disposto a cantare.
di Marianna Borriello
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