Comunicato stampa su San Giorgio del Sannio (BN).San Giorgio del Sannio: il circolo vizioso della impunità.L'imprenditore negriero sfrutta ed estorce ( art.629 c. penale) ed il Luogotenente D'Alì della locale Stazione Carabinieri gli garantisce impunità

Comunicato stampa su San Giorgio del Sannio (BN).San Giorgio del Sannio: il circolo vizioso della impunità.L'imprenditore negriero sfrutta ed estorce (art.629 c. penale) ed il Luogotenente D'Alì della locale Stazione Carabinieri gli garantisce impunità San Giorgio del Sannio: il circolo vizioso della impunità.L'imprenditore negriero sfrutta ed estorce (art.629 c. penale) ed il Luogotenente D'Alì della locale Stazione Carabinieri gli garantisce impunità impunita e...non"boicotta".

21/gen/2011 14.29.37 albodoro Contatta l'autore

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San Giorgio del Sannio: il circolo vizioso della impunità.L'imprenditore negriero sfrutta ed estorce ( art.629 c. penale) ed il Luogotenente D'Alì della locale Stazione Carabinieri gli garantisce impunità impunita e...non"boicotta".

È un fenomeno tristemente noto e diffuso a livello nazionale e locale (soprattutto sangiorgese) anche se nessuno sente il dovere o il coraggio di parlarne, quello dei datori di lavoro che obbligano i propri dipendenti a sottoscrivere buste paga "gonfiate"oppure che ovviano a tale espediente ricorrendo all'altro, ancora più deleterio e socialmente inaccettabile, di pagare la prestazione lavorativa con assegni "gonfiati" di cui circa la metà dell'importo va restituita in contante e al nero, al datore di lavoro, mediante un pactum sceleris imposto al dipendente. A San Giorgio del Sannio questo reato sotto gli occhi di tutti ed elevato a prassi sistematica aziendale e a mezzo facile di riciclaggio di danaro sporco, non viene assolutamente perseguito dalla polizia giudiziaria territoriale che ha nel Luotenente D'Alì il suo esponente responsabile ed il naturale referente della Guardia di Finanza.

Da oggi, però con la sentenza n. 1284/11 della seconda sezione penale della Cassazione i datori che si comportano in tal modo sono passibili di condanna per il reato di estorsione di cui all’articolo 629 del codice penale, se minacciando il licenziamento, impongono la firma di buste-paga superiori alla prestazione lavorativa effettivamente espletata.

I giudici hanno precisato che integra tale fattispecie delittuosa anche il caso in cui i lavoratori non si siano fatti intimidire e si siano rivolti ai sindacati e al giudice del lavoro, purché la condotta del datore tenda a coartare la volontà altrui mediante la paura.

Sulla scorta del consolidato principio giurisprudenziale (Cass. 36642/07, 16656/10, 656/09, 48868/09) secondo il quale: "integra il reato di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato di lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e più in generale condizioni di lavoro contrarie alle leggi ed ai contratti collettivi" i giudici di piazza Cavour hanno ribadito quanto sostenuto dalla Corte d’Appello di Catanzaro che nel confermare la sentenza di condanna di un datore di lavoro da parte del Tribunale di Castrovillari aveva ritenuto che "per configurarsi il reato di estorsione è sufficiente che la minaccia sia tale da incutere una coercizione dell’altrui volontà ed a nulla rileva che si verifichi un’effettiva intimidazione del soggetto passivo" escludendosi che manchi l’elemento materiale della minaccia e lo stato di soggezione del lavoratore laddove di fronte alla condotta datoriale i lavoratori si siano comunque rivolti alle organizzazioni sindacali e al giudice del lavoro.

Perciò nella dormiente San Giorgio-isola che non c'è , il primo cittadino Sindaco Giorgio Nardone che da vincitore crede di "fare la storia" ed il Pubblico Ufficiale D'Alì della locale stazione Carabinieri abbiano almeno il buon gusto di dare l'esempio di boicottare i prodotti delle "grandi" realtà imprenditoriali di negrieri senza scrupoli, avvezzi a pratiche vessatorie e criminali avverso i propri dipendenti e, più in generale, ad escamotages fortemente antisociali ed in frode alla legge, a quella legge che deve essere uguale per tutti.

O no ?

Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

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