Denuncia R.E.B.A. «Il termovalorizzatore di Acerra in vendita, la regione Campania possibile acquirente»

20/feb/2011 21.02.17 R.E.B.A. onlus Contatta l'autore

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«La regione Campania potrebbe acquistare il termovalorizzatore di Acerra per una cifra pari a 350 milioni di euro » È quanto denuncia in una nota ufficiale Roberta Lemma, dirigente R.E.B.A. « Il trasferimento della proprietà del termovalorizzatore di Acerra, da Impregilo alla Regione Campania, era stato già previsto in un Decreto legge del Governo del dicembre 2009 – spiega Roberta Lemma - dove si profetizzava la conclusione dello stato di emergenza rifiuti in Campania. Tutto questo grande affare è stato infilato, in sordina, nel Milleproroghe, assieme all'aumento della Tarsu e una ulteriore accisa sulla benzina. Così Impregilo, proprietario del termovalorizzatore di Acerra, vede schizzare in borsa il titolo. »Tutto questo è inaudito se pensiamo ai recenti fatti di cronaca, davanti alle decine di denunce e segnalazioni, prove e documenti relativi alla strage in atto. « Questo mostruoso impianto è da chiudere e l'intera area da bonificare». Una grande quantità di intercettazioni e denunce anche agli atti della Commissione bicamerale di inchiesta sul traffico illecito di rifiuti, specialmente nelle audizioni raccolte il 5 ottobre 2010. Giuseppe Noviello, pm della sezione ambientale della Procura di Napoli, si dice stupito davanti alla Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Parla degli atti relativi alla gestione dei rifiuti in Campania dal 2006 a oggi, «sorprende la facilita’ con cui dirigenti che nulla avevano avuto a che fare con quella realtà’ si siano adeguati al sistema»". Noviello, assieme al collega Sirleo, e’ tra i titolari dell’inchiesta ’Marea Nera’ sulla dispersione di percolato nel tratto di mare che va da Caserta a Napoli. Non un «sistema’ criminoso organizzato - sottolineano i pm - ma una cattiva e omissiva gestione delle discariche e dei controlli. Si facevano pressioni perche’, anche le discariche che chiaramente non erano in grado di lavorare in modo efficiente, accogliessero i rifiuti in grande quantità». ''Marea nera'' è legata all'inchiesta ’Rompiballe’ che porto’, a gennaio, all’arresto di 14 persone tra cui Di Gennaro, ex vice di Bertolaso e il prefetto Catenacci, ex commissario ai rifiuti in Campania: «E’ la produzione incontrollata di percolato - hanno sottolineato i pm - derivante dalla cattiva lavorazione dei rifiuti, che tiene insieme le due inchieste» dichiarano Noviello e Sirleo. Peccato che gli inquirenti si son visti sottrarre e smembrare l'inchiesta Rompiballe in 4 faldoni. Due filoni dell'inchiesta restano all'attenzione della magistratura napoletana, altri due saranno valutati dall' autorità giudiziaria romana. Sempre a Napoli saranno citati a giudizio nei prossimi giorni i prefetti ed ex commissari straordinari Bertolaso, Pansa e Catenacci che devono rispondere solo della gestione irregolare dei rifiuti. Rischiano una ammenda in quanto «qualcuno ha dimenticato di inserire, nel secondo libro del codice penale, il reato di disastro ambientale e attentato alla salute pubblica approvato da Prodi nel 2007, pochi giorni prima di cadere». Nel decreto non si esclude la possibilità di dare in fitto, l'impianto, per la durata di 15 anni, per un importo mensile di 2.5 milioni di euro. Precisa Roberta Lemma: «I primi sversamenti tossici ad Acerra vengono identificati dalla Magistratura nel 1992 in località Suessola. Qualcuno deve prendersi la briga di dare risposte certe a questa popolazione colpita, non tanto dall'emergenza rifiuti, ma, dall'emergenza salute e giustizia» A valutare l’impianto di Acerra è stata Enea; a gestire l'impianto, la A2A tramite la società Partenope Ambiente. Dal 15 gennaio 2010 Partenope Ambiente ha assunto la gestione esclusiva del termovalorizzatore, affiancata da tecnici Fibe, « quando sappiamo bene che la Fibe è sotto inchiesta da decenni. Come è possibile vederla ancora figurare nella gestione di un impianto cui servizio è di interesse pubblico?» Il trasferimento della proprietà dell’inceneritore alla Regione Campania consentirà all’amministrazione di gestire in proprio gli introiti derivanti dalla vendita dell’energia prodotta mediante il ciclo di combustione dei rifiuti, quantificati in circa 52 milioni di euro l’anno. « Soldi guadagnati bruciando talquale e salute pubblica. Non si può pensare di starsene zitti quando in piedi c'è un processo che vede imputato Impregilo nell'aula bunker di Poggioreale - conclude la nota ufficiale - bisogna finirla di far finta che in Campania non esiste un' urgenza giustizia e pulizia, nella classe politica locale, nazionale e tra gli impiegati nelle istituzioni. »

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