Progetto Diossina e ampliamento cava Sari, Terzigno

08/mar/2011 21.32.35 R.E.B.A. onlus Contatta l'autore

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Lo scorso 28 febbraio si è concluso il - Progetto Diossina - .

Il progetto doveva coinvolgere tutte le discariche della sola provincia napoletana: discariche da censire e monitorare.

Sono stati coinvolti 33 comuni quando la provincia di Napoli ne conta ben 92.

Afragola 6 discariche; Arzano 2 discariche; Caivano 2 discariche; Casandrino 6 discariche; Casoria 4 discariche; Crispano 2 discariche; Frattamaggiore 3 discariche; Giugliano 45 discariche; Grumo Nevano 1 discarica; Marano 2 discariche; Melito 1 discarica; Mugnano 1 discarica; Nola 3 discariche; Pozzuoli 3 discariche; Quagliano 4 discariche; Quarto 13 discariche; Villaricca 1 discarica.

Per un totale di 99 discariche.

All'appello mancano le discariche che hanno acceso e continuano ad accendere gli animi di tutti i cittadini indignati da tanta indifferenza e prepotenza: Terzigno, con le sue 5 cave e Chiaiano, Pianura con i suo misteri, Bagnoli con i suoi veleni da smaltire, San Giuseppe Vesuviano, Tufino. Saltate e ignorate anche dal Progetto Diossina 2010/2011, non soltanto dalle Istituzioni e dalle Procure.

I rilevamenti – incompleti – che emergono dal progetto la dicono lunga sulla politica ambientale, nazionale e locale, attuata in questi decenni di mal costume e assenza di onestà etica, morale, sociale, e politica.

Il progetto ha rilevato la presenza di: amianto in ben 16 di queste discariche; pneumatici in 40 discariche; pneumatici e amianto in 21 discariche; nelle altre ogni sorta di rifiuto, urbano e industriale.

Il progetto è stato presentato lo scorso dicembre alla prefettura di Napoli, alla presenza dell'assessore all'agricoltura Amendola, del prefetto De Martino, quello di Caserta Monaco, al generale del Corpo Forestale dello stato Fuschetti, ai membri del comitato sicurezza.

Il progetto è terminato il, 28 febbraio 2011, sotto la guida dell'Arpac.

Chiediamo ufficialmente all'Arpac interessata perchè Terzigno, Chiaiano, Tufino e gli altri comuni napoletani sono stati ignorati e non presi in considerazione dal progetto; non ci basta la risposta, scontata, cioè il progetto prevedeva e interessava la sola presenza di diossina: tutta la Campania è avvolta da una nuvola, acre, di diossina perenne.

Intanto la Sapna, Sistema Ambiente Provincia di Napoli spa, costituita da Luigi Cesaro presidente della Provincia di Napoli, forse stanco di sentire dare alla sua società del - carrozzone mangia soldi pubblici – da Sodano, si è messa al lavoro. La società è a socio unico, tale società è soggetta al coordinamento e al controllo dell'amministratore provinciale di Napoli, vale a dire, la società risponde solo a Luigi Cesaro del suo operato, risponde all'uomo che la ha costituita. Lo scorso 25 febbraio 2011, la sapna, telefaxa 26 pagine avendo come oggetto: Bonifica e nuovo stoccaggio nella Cava Sari, Terzigno. In allegato spedisce anche la valutazione tecnica effettuata da una azienda toscana, la BioChemie Lab. Gli indirizzi a cui si rivolge sono: Ministro dell'Ambiente, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Campania e a se stesso, cioè, alla Provincia di Napoli, Comune di Terzigno, Arpac, Asl Nap 3 ( commissariata ), Parco Nazionale del Vesuvio.

L'incartamento inviato spiegherebbe, ai riceventi, le modalità adottate per l'evacuazione e nuovo stoccaggio delle balle del 2003. La Sapna ha ereditato le cave di Terzigno dai precedenti commissari in un eterno passa mano e continuità di operato selvaggio e indiscriminato abuso ambientale, legislativo, umano. Da sempre hanno gestito in assoluta indipendenza e autonomia la predisposizione e lo stoccaggio e il conferimento nelle cave 1,2,3,4,5, di Terzigno.

Come dicevamo le rilevazioni tecniche le ha svolte la BioChemielab; il compito riguardava l'esame delle balle ex cdr, parzialmente combuste e rifiuti di altra natura, misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti diversi. Tante parole per dire che hanno esaminato balle putride.

Le analisi sono iniziate, come evidenziato nel rapporto ufficiale, il 2 febbraio e terminate il 14 dello stesso mese. Riportiamo alcuni risultati analitici riportati dalla stessa BioChemielab ricordandovi che si tratta di risultati sulla base di un campione e non su l'intera area interessata:

Alluminio mg\kg 17,2: In caso di contatto prolungato, le polveri di alluminio hanno effetti negativi sui polmoni. L'alluminio è tossico per il SNC come i metalli pesanti nel caso in cui in l'organismo non sia in grado di espellerlo, ad esempio in caso di gravi malattie renali. Alcune ricerche cliniche sembrano dimostrare la correlazione tra assunzione cronica di alluminio e lo sviluppo di gravi malattie neurodegenerative, quali Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla, demenza.

 

Antimonio mg\kg 17,2: L'antimonio e molti dei suoi composti sono considerati tossici. Clinicamente, l'avvelenamento da antimonio è molto simile a quello da arsenico. A piccole dosi provoca mal di testa, confusione e depressione; a dosi più alte provoca attacchi di vomito violenti e frequenti e porta alla morte nell'arco di pochi giorni.

 

Cadmio mg\kg 1,4: Il cadmio non riveste alcun ruolo biologico nel corpo umano. Sia esso che i suoi composti sono tossici perfino a basse concentrazioni e tendono ad accumularsi negli organismi e negli ecosistemi.

 

Cromo e Cromo VI mg\kg 92, 9 – 0,5: Il cromo (VI) è noto causare vari effetti sulla salute. A seguito di inalazione può causare irritazione e sanguinamento del naso.
Altri problemi di salute che sono causati da cromo (VI) sono: Eruzioni cutanee; Problemi di stomaco e ulcera; Problemi respiratori; Indebolimento del sistema immunitario; Danni a fegato e polmoni; Alterazione del materiale genetico; Cancro ai polmoni.

 

Mercurio mg\kg 0,1: Il mercurio è fortemente tossico; l'introduzione nell'organismo può avvenire sia per ingestione, sia per inalazione dei vapori, sia per semplice contatto (è in grado di attraversare la pelle). Per quanto riguarda il mercurio elementare (il metallo liquido), il rischio maggiore di intossicazione acuta è legato ai vapori, in quanto l'assorbimento cutaneo è trascurabile, così come anche quello intestinale. Discorso diverso invece per i sali di mercurio, facilmente accumulabili attraverso la catena alimentare.

 

Nichel mg\kg 18,9: L'esposizione al nichel metallico ed ai suoi sali solubili non dovrebbe superare gli 0,05 mg/cm3 per 40 ore a settimana; fumi e polveri di solfuro di nichel sono considerati cancerogeni; molti altri composti del nichel sono sospetti cancerogeni.

 

Piombo mg\kg 104,6: I suoi composti sono tossici per inalazione e ingestione (l'avvelenamento è detto saturnismo) Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L'esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all'ossido PbO2, può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici.

 

Tallio mg\kg 0,8: Il tallio e i suoi composti sono molto tossici, vanno pertanto maneggiati con estrema cura. Tra gli effetti dell'avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli ed il danneggiamento dei nervi periferici. Il tallio è anche un sospetto cancerogeno. Proprio a causa della sua tossicità, l'uso di sali di tallio come topicida è stato bandito in molte nazioni.

 

Vanadio mg\kg 78,7: Il vanadio in polvere è infiammabile e tutti i suoi composti sono considerati altamente tossici, causa di cancro alle vie respiratorie quando vengono inalati.

 

Benzene mg\kg 0,1: A causa del suo uso nell'industria della gomma, della plastica, delle vernici e petrolchimica, il benzene rappresenta un contaminante ambientale molto diffuso. La sua inalazione cronica negli umani si associa inizialmente a discrasia ematologica, che può degenerare nel corso degli anni in anemia aplastica e leucemia mieloide acuta.

 

Benzo(a)pirene mg\kg 0,01: È una delle prime sostanze di cui si è accertata la cancerogenicità.

 

Benzo(e)pireni mg\kg 0,01: Hanno azione cancerogena e vengono utilizzati nello studio dei tumori. I benzopireni sono tra i prodotti della combustione dei rifiuti indifferenziati e fabbriche di carbone.

 

Dal documento redatto dalla BioChemialab leggiamo: calcolo delle sommatorie delle varie classi di pericolosità.

 

CLASSE DI PERICOLOSITA'

RISCHIO

VALORI RINVENUTI

H4

IRRITANTE

MG\KG N.P.

H4

IRRITANTE R 36,37,38,67

MG\KG 968

H5

NOCIVO R 20,21,22

MG\KG 1200

H6

MOLTO TOSSICO

R 26,27,28,32,39,

MG\KG 164

H6

EFFETTI CUMULATIVI R 33

MG\KG N.P.

H7

CANCEROGENO ( CAT 1 \ 2 )

MG\KG 6.4

H8

CORROSIVO R 35

MG\KG 590

H10

TOSSICO PER IL CICLO RIPRODUTTIVO

MG\KG 105

H11

MUTAGENO

MG\KG N.P.

H14

ECOTOSSICO

MG\KG 133

 

Giudizio finale dell'azienda che ha svolto queste analisi su un campione di rifiuti prelevati da Terzigno: - in base ai parametri analizzati alle informazioni merceologiche fornite dal cliente ( Sapna ) ed ai sensi delle decisioni 532\2000\CE e del dlgs 36\03 ed all'art. 6 del D.M. 27\09\10 e PUO' ESSERE AMMESSO IN DISCARICA per rifiuti NON PERICOLOSI, ai sensi della tab 5 del DM 186\2006 E PUO' ESSERRE AMMESSO ALLE PROCEDURE SEMPLIFICATE PER IL RECUPERO. Firmato il responsabile del laboratorio della BioChemielab, dott. Simonetta Gallenni.

Una delle cava di Terzigno è stata adibita ad esclusivo sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti in uscita dalla lavorazione degli impianti ex cdr, conferiti nel corso dell'anno 2003 dalla FIBE e FISIA Italimpianti. 1000 tonnellate di balle vecchie di 8 anni e che occupano un'area pari a 700mq ricoperti da terreno. Tali balle verranno travasate da una cava all'altra a distanza di pochi metri tra loro e sempre dentro il Parco Nazionale del Vesuvio. Questo travaso per permettere i lavori di ampliamento della cava attualmente utilizzata, diventata ormai, da cono capovolto, a monte infestato. Intanto i vesuviani continuano a pernottare all'aperto, alla Rotonda, continuano a chiedere una bonifica che, senza l'intercessione della Giustizia, difficilmente ci sarà. Da notare che i tecnici della BioChemiolab sono entrati nella cava, a prelevare dei campioni, in completa tuta bianca ermetica e respiratore. Noi che viviamo a 200 metri in linea d'aria con tale cava, viviamo e respiriamo senza alcuna protezione.

 

 

Roberta Lemma

R.E.B.A Registro Europeo Bombe Ambientali

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