PARTE DA NAPOLI LA GRANDE SFIDA AL MELANOMA

Napoli, 6 dicembre 2011 - L'esperienza diretta maturata dall'Istituto "Pascale" di Napoli sui pazienti colpiti da melanoma rappresenta un riferimento per i centri d'eccellenza di tutto il mondo.

Persone Aldo Vecchione, Nicola Mozzillo, Tonino Pedicini, Francesco Marincola, Paolo Ascierto
Luoghi Italia, Italia del Nord, Europa, Sud, Napoli, Campania, Stati Uniti d'America, Bethesda
Organizzazioni Pascale
Argomenti medicina, oncologia, dermatologia, radiologia

06/dic/2011 12.13.52 Francy Antonioli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Napoli, 6 dicembre 2011 – L’esperienza diretta maturata dall’Istituto “Pascale” di Napoli sui pazienti colpiti da melanoma rappresenta un riferimento per i centri d’eccellenza di tutto il mondo. La ricerca clinica è il fiore all’occhiello dell’ospedale partenopeo, che sta conducendo ben 18 studi su questo tipo di tumore della pelle particolarmente aggressivo. La città di Napoli costruisce un “ponte” con i più importanti ricercatori internazionali per accelerare i tempi per sconfiggere il melanoma. Si chiude oggi nel capoluogo partenopeo la seconda edizione del convegno “Melanoma Research: a bridge from Naples to the world” (Hotel San Francesco al Monte), che riunisce più di 200 esperti da tutto il mondo. Ogni anno nel nostro Paese si registrano 7000 nuove diagnosi (700 in Campania) e 1500 decessi per questa malattia. “Il nostro obiettivo – spiega il prof. Paolo Ascierto, Dirigente medico dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ – è rendere cronica questa neoplasia, come è stato fatto in passato con l’HIV. Una sfida difficile, soprattutto per una patologia che, nella fase metastatica, fa registrare alti tassi di mortalità, con un costante aumento di casi negli ultimi 30 anni. Il futuro dell’approccio preventivo è rappresentato da un test genetico: in questo modo si potrà individuare chi è predisposto al tumore con un semplice prelievo di sangue”. Tra i relatori del convegno, il prof. Francesco Marincola, Direttore della Sezione malattie immunogenetiche e infettive presso il National Institutes of Health (NIH) di Bethesda (USA), il secondo scienziato più citato al mondo per le sue ricerche sul melanoma con oltre 350 pubblicazioni. “L’NIH riesce da sempre ad attrarre menti brillanti da tutto il mondo – sottolinea il prof. Marincola -. Il patrimonio costituito dalla ricerche cliniche condotte dal Pascale sui pazienti rappresenta una straordinaria opportunità anche per altri centri, compreso l’NIH. L’obiettivo finale è la condivisione di importanti materiali e informazioni cliniche che vanno in entrambe le direzioni: dal letto del paziente alla ricerca e viceversa”. Il centro partenopeo vanta una tradizione pluriennale nello studio del melanoma, confermata anche dalla produzione scientifica: ogni anno pubblica circa 10 ricerche su riviste internazionali che hanno come tema proprio la terapia di questa forma di cancro. “L’Istituto – afferma il prof. Tonino Pedicini, Direttore generale del ‘Pascale’ - è un centro di riferimento non solo per il Mezzogiorno ma anche per tutta l’Italia. È una delle più importanti strutture nel nostro Paese e fra le prime tre in Europa per il trattamento di questa neoplasia. Circa il 20% dei nostri pazienti viene da fuori Regione a testimoniare l’eccellenza raggiunta (il 5% dal Nord Italia, il 5% dal Centro e il 10% dal Mezzogiorno)”.
Nelle Regioni settentrionali i tassi arrivano fino a 10/12 casi ogni 100.000 persone, al Centro si attestano intorno a 8/10 casi ogni 100mila abitanti e al Sud calano fino a 6/8 casi ogni centomila persone. E l’età dei malati si sta abbassando progressivamente. Dieci anni fa i giovani rappresentavano solo il 5% dei casi e questa neoplasia riguardava soprattutto persone al di sopra dei 50 anni. Anche negli Stati Uniti, dove ogni anno si registrano circa 68mila nuove diagnosi, questo tumore è uno tra i più frequenti negli individui di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Il motivo è riconducibile agli errori compiuti in passato, in particolare all’abitudine a una scorretta esposizione solare durante l’infanzia. I malati di oggi sono i bambini di ieri che hanno accumulato nel corso degli anni una serie progressiva di eritemi solari. “Fino a poco tempo fa – spiega il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma e Tessuti Molli del ‘Pascale’ -, le persone colpite da melanoma in fase avanzata dovevano fare affidamento su regimi terapeutici poco efficaci. Oggi, finalmente, grazie a tecniche diagnostiche sempre più avanzate e perfezionate (PET, TAC, ecc.) siamo in grado di selezionare i pazienti che possono essere salvati con un intervento chirurgico. Grazie ad una diagnosi precisa e ad una selezione accurata, circa il 15-25% delle persone colpito da melanoma in fase avanzata può essere operato con successo. Inoltre la tecnica del linfonodo sentinella, con cui si può verificare se il tumore è localizzato, ha permesso di ridurre di circa l’80-85% gli interventi chirurgici molto aggressivi. È di fondamentale importanza però sottolineare che questi moderni approcci dell’individuazione del paziente e della risposta terapeutica su misura possono essere applicati con successo soltanto in quei centri, come l’Istituto Pascale, che hanno accumulato una grande esperienza nel corso della propria storia”.
Il “Pascale” inoltre è il centro coordinatore del Registro Italiano Melanoma, un vero e proprio database, avviato quest’anno, per raccogliere il numero di casi e scattare una fotografia del territorio, un quadro completo per documentare l’incidenza e l’evoluzione di questo tumore nel tempo e nelle diverse aree geografiche. “Il Convegno ‘Melanoma Research: a bridge from Naples to the world’ – conclude il prof. Aldo Vecchione, Direttore Scientifico del ‘Pascale’ - è la testimonianza del ‘peso’ internazionale del nostro Istituto e rappresenta un’occasione per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione. È importante promuovere campagne informative e di sensibilizzazione perché tutti comprendano l’importanza di sottoporsi all’esame della cute, indagine che deve essere condotta da esperti. Queste iniziative si traducono in un aumento di vite salvate. Il ‘ponte’ che viene costruito codifica la convergenza tra i nostri ricercatori e i più importanti scienziati del mondo”.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl