S.N.G.G. NAPOLI/DENUNCIA SCHOCK "LA MIA VITA VALE 500 EURO"

S.N.G.G. NAPOLI/DENUNCIA SCHOCK "LA MIA VITA VALE 500 EURO" La denuncia di una guardia giurata di Castellammare: costretto a lavorare a nero per tredici ore al giorno Denuncia choc: "La mia vita vale 500 euro" Presentato un dossier in prefettura: "Senza pistola né giubbotto, le ronde le ho fatte con la mia auto" POMPEI - Costretto a lavorare fino a tredici ore al giorno, sottoposto a rischi elevati.

06/dic/2008 21.12.50 SINDACATO NAZIONALE GUARDIE GIURATE Contatta l'autore

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La denuncia di una guardia giurata di Castellammare:
costretto a lavorare a nero per tredici ore al giorno

 

Denuncia choc: “La mia vita vale 500 euro”
Presentato un dossier in prefettura: “Senza pistola né giubbotto, le ronde le ho fatte con la mia auto”

 

POMPEI - Costretto a lavorare fino a tredici ore al giorno, sottoposto a rischi elevati. Costretto a sostenere le spese di viaggi e di ‘servizio’, indebitato fino al collo per l’acquisto di una pistola e per il corso di tiro. Questa è la storia di Marco (il nome è di fantasia), trentenne di Castellammare di Stabia, guardia particolare giurata per tre mesi di lavoro ha percepito 500 euro di stipendio. A nero. Con na famiglia da mantenere, l’immancabile mutuo sulle spalle e la voglia di non arrendersi, Marco è riuscito a trovare il coraggio di parlare. Lo ha fatto affidandosi al sindacato attraverso il quale ha denunciato al prefetto di Napoli Alessandro Pansa la società per cui ha prestato servizio. In una lunga lettera, l’agente spiega le ragioni del suo gesto e la disperazione che caratterizza le sue giornate. “Spero non vi stia recando fastidio con questa mia missiva, siete l’ultima mia speranza”, inizia così la mail firmata dal trentenne ed inviata al segretario nazionale del sindacato di guardie particolari giurate Marco Fusco. “Il mio datore di lavoro (nello scritto vengono menzionati i dati dell’azienda e del titolare, ndr) mi sfrutta da sette mesi, mandandomi in giro a fare volantinaggio e nei negozi a fare pubblicità in cerca di contratti. Tutto gratuitamente. Io l’ho fatto fino a pochi giorni fa perchè questa persona mi ha promesso l’assunzione in prospettiva di grandi lavori che erano per bocca sua certi, come prestare servizio in un centro commerciale che sarebbe dovuto nascere a Pompei”. Marco ripercorre meticolosamente le tappe di quello che definisce un calvario. Racconta dei turni di notte fatti con la propria vettura e senza equipaggiamento davanti ad un’industria di conserve a Campagna, nel Salernitano. Descrive i tentativi di persuasione che il titolare ha esercitato nei suoi confronti (“mi impose l’acquisto della pistola offrendomi 200 euro, ma io non avevo ancora l’abilitazione”), descrive ancora la sua incapacità di sottrarsi a quelli che definisce ricatti. “Questa persona persona era a conoscenza dei miei problemi economici e che senza stipendio non potevo affrontare l’acquisto di un’arma. Una mattina, dopo aver smontato dal turno di notte, mi ordinò di prendere l’auto e recarmi a Campagma altrimenti mi avrebbe licenziato. In sette mesi di servizio non ho mai ricevuto la busta paga, né mi risultano versati i contributi. Mi sono stati consegnati soltanto 573 euro come compenso. Ecco questo è il valore della mia vita”. Ieri mattina i rappresentanti del sindacato nazionale guardie particolari giurate hanno presentato al prefetto Pansa un dossier sulla società di vigilanza presso la quale ha prestato servizio l’agente stabiese. Cinquanta pagine in cui vengono evidenziate le irregolarità e le azioni di mobbing nei confronti dei dipendenti. Il mercato della vigilanza privata in Campania - in particolare nella provincia partenopea - vive oggi un momento di grave crisi. In 200, solo nel campoluogo di regione, rischiano il licenziamento. Le guardie giurate di Napoli e provincia sono scese in piazza per manifestare contro le istituzioni locali che non garantiscono l’occupazione. “La Regione Campania ha indetto un nuovo bando di gara per assumere vigilantes nelle proprie sedi. Ma i dipendenti delle società escluse dall’appalto, che già prestavano servizio nei locali regionali, oggi potrebbero ritrovarsi in mobilità o senza lavoro”, si legge in una nota dei sindacati. Marco, intanto, è stato licenziato. A ventiquattrore dall’email ricevuta dal segretario nazionale del sindacato, una telefonata lo ha svegliato di primo mattino. Stava riposando dopo il solito turno di notte. “Mi hanno detto che non dovevo più recarmi a lavoro e che la divisa potevo consegnarlo anche con calma”.

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