A palazzo Bonacossi la mostra fotografica di Beatrice Serpieri

13/mag/2010 14.20.32 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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In mostra a palazzo Bonacossi fino a ottobre
‘Illusioni’ canoviane nelle scomposizioni fotografiche di Beatrice Serpieri


13-05-2010

Scomposizioni di immagini e di luce restituite attraverso sovrapposizioni in trasparenza. Così appaiono le ‘installazioni fotografiche’ di Beatrice Serpieri esposte a palazzo Bonacossi nella mostra dal titolo “Illusioni” che sarà inaugurata domani, venerdì 14 maggio, alle 18.
Rese originali e uniche dalla tecnica sviluppata dalla fotografa in anni di esercizio, le opere, una quindicina in tutto, ritraggono particolari e dettagli di alcune delle più celebri sculture del Canova in un inedito gioco di ripetizioni e concatenamenti che ne esaltano il significato poetico.
Curatrice dell’esposizione è Paola Barbara Sega che, nel presentarla stamani alla stampa, ha ricordato il percorso artistico della fotografa bolognese, a lungo incentrato sulla ritrattistica e poi sulla rappresentazione dell’architettura antica, e ora approdato alla raffigurazione della statuaria canoviana. “Con la sua tecnica che ho definito ‘neotecnomorfa’ - dichiara la curatrice - Beatrice Serpieri ha la capacità di scomporre la luce e ritrarre i soggetti con fasci di luminosità molto particolari in grado di evocarne il movimento”. Una tecnica che, come riferito dall’artista stessa, le permette “di far emergere l’iride nei suoi sette colori, con un effetto che ricorda l’arcobaleno”.
Realizzate su pellicole viniliche applicate su grandi lastre di metacrilato traslucente, poi ripiegate agli angoli laterali, le opere di Beatrice Serpieri si presentano come installazioni autonome, osservabili da entrambe le facciate. Tra le sculture canoviane raffigurate anche “Amore e Psiche”, “Venere e Adone”, “Ebe” e i “Pugilatori”, oltre al busto di Leopoldo Cicognara, conservato a palazzo Schifanoia.
La mostra, come ricordato dal direttore dei musei d’Arte Antica Angelo Andreotti, “rientra nel progetto ‘ilmuseoinvita’ che mette a disposizione le sale, le logge e i giardini delle strutture museali civiche per esposizioni, concerti ed eventi culturali mirati a esaltare gli spazi stessi e a offrire ai visitatori nuove chiavi di lettura per entrare in museo”.
La mostra resterà aperta, gratuitamente, al pubblico fino al 10 ottobre prossimo, dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

LA SCHEDA BIOGRAFICA (dal sito www.beatriceserpieri.com)
Beatrice M. Serpieri è nata a Bologna. E’ laureata in letteratura francese all’Università di Grenoble.
Matura la sua esperienza di fotografa alla Accademia di Belle Arti a Roma e alla Libera Università Europea di Macerata, conseguendone i rispettivi diplomi,e indirizzando subito la sua scelta verso il ritratto in bianco e nero.
Svolge il suo lavoro ed espone le sue opere per molti anni a Milano,Roma,Firenze,in Spagna ,in Francia e in Svizzera oltre che nella sua città natale, privilegiando la ricerca intorno al profilo psicologico del suo soggetto (che ama definire “fotogenia interiore”), tema che la porterà come protagonista a partecipare a numerosi convegni e tavole rotonde,anche televisive, in Italia e all’estero. La sua fonte d’ispirazione è la famiglia e lo studio del rapporto tra la madre e il bambino, scelta che distinguerà il suo percorso per molti anni.
La sua opera, costituita da ritratti tutti rigorosamente in bianco e nero, è curata in tutto il procedimento fino alla stampa manuale, personalmente dall’autrice.
Molto apprezzata dalla critica internazionale per il suo rigore professionale e per le sue capacità di introspezione dei soggetti ritratti, è anche molto conosciuta per aver ritratto importanti famiglie del panorama internazionale.
Dal 2003 sperimenta nuove forme di espressione strettamente legate al colore e alle scomposizioni di strutture e vedute architettoniche.
Nel suo lavoro l’emergere della luce scomposta mette in evidenza una precisa ricerca mirata allo stravolgimento dell’immagine, che suggerisce un senso di straniamento. La grande perizia dell’artista la conduce a studiare percorsi artistico-espositivi abbinati a forme d’arte quali la pittura e l’architettura. Le sue immagini hanno origine nella pratica della ricerca sul campo,realtà e irrealtà dell’immagine si equilibrano in una unità fantomatica, alla scoperta della “visione nella visione”consegnando alla fotografia un grande valore di svelamento della percezione visiva .
Le sue opere diventano vere e proprie installazioni,in quanto,essendo realizzate su pellicola vinilica e applicate su grandi lastre di massello in metacrilato colato traslucente ,rendono l’opera autonoma e dialogante con il contesto esterno, in un continuo divenire, ottenendo della stessa una visione tridimensionale.
I suoi lavori sono raccolti in molteplici pubblicazioni e cataloghi d’arte e pubblicate da quotidiani,settimanali,mensili,riviste del settore.

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