ASSESSORATO SANITA' E SERVIZI ALLA PERSONA - Decennale Luna Blu -Unit di Strada del Centro Donna e Giustizia - Anni di ascolto, prevenzione sanitaria e tutela dei diritti di chi si prostituisce

21/set/2011 15.02.02 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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ASSESSORATO SANITA' E SERVIZI ALLA PERSONA - Decennale Luna Blu -Unità di Strada del Centro Donna e Giustizia
Anni di ascolto, prevenzione sanitaria e tutela dei diritti di chi si prostituisce


21-09-2011


“In dieci anni di lavoro abbiamo creato una rete di protezione e tutela ben radicata nel sistema delle politiche sanitarie e assistenziali del territorio” così la presidente del Centro Donna e Giustizia di Ferrara ha voluto sottolineare l'azione dell'Unità di Strada operante da dieci anni sulle tematiche del fenomeno prostituzione. Questa mattina (21set11) sono state presentate in residenza municipale ai giornalisti e alla città dalla Castagnotto, insieme all'assessore comunale Chiara Sapigni, alla coordinatrice dell'unità Dora Casalino e dai docenti dell'Einaudi Pietro Benedetti e Stefania Ging, le iniziative concepite per la ricorrenza del decennale dell'unità di strada Luna Blu del Centro Donna e Giustizia che vedranno proprio domani, giovedì 22 settembre alle 21.30 al centro sociale il Melo di Ferrara, il primo appuntamento. “Abbiamo sempre collaborato al meglio per aiutare e tutelare le persone che sono coinvolte in questo fenomeno - ha affermato l'assessore Sapigni - e in questo abbiamo trovato al nostro fianco enti e associazioni della società civile, del nostro territorio e di quelli vicini”.
Per l'operatrice Casalino “nonostante le difficoltà riscontrate a causa dei tagli governativi, abbiamo trovato sensibilità e sostegno da Comune, Provincia e Regione, riuscendo a portare così avanti importanti progetti di assistenza e tutela della salute per chi oggi è sulla strada o comunque è inserito nei meccanismi di 'tratta' o in dinamiche legate alla criminalità organizzata”. Nell'ambito dell'attività laboratoriale proposta dal Centro Donna e Giustizia alle scuole, è scaturito un efficace prodotto video, concepito e realizzato dagli studenti della 5.a Q dell'istituto superiore Einaudi di Ferrara, supportati dai professori Ging e Benedetti. Titolo dello 'spot', presentato all'inizio dell'incontro con i giornalisti, è "Un pregiudizio indelebile".
Inoltre la Castagnotto ha annunciato la partecipazione del Centro Donna e Giustizia al bando regionale “Rete per la legalità e responsabilità” che mette in campo proposte di formazione e appuntamenti rivolti a operatori e cittadini e coinvolge l'associazionismo locale fra cui Libera, Avviso Pubblico, Movimento Nonviolento e Centro Servizi per il Volontariato.


IL VIDEO "Un pregiudizio indelebile" (scheda a cura dell'Istituto Einaudi) - Il video è il risultato di un percorso laboratoriale creato in sinergia con le associazioni “Luna Blu” e l’Unità di Strada del Centro Donna e Giustizia di Ferrara, insieme alla Prof.ssa Stefania Ging di Grafica Pubblicitaria, al prof.Pietro Benedetti di Fotografia Pubblicitaria e all’assistente tecnico Rita Bernini. Si è partiti dalla considerazione generale della consapevolezza che il non giudicare ma il saper ascoltare è fondamentale ai fini dell’interpretazione del messaggio da poter trasmettere in modo costruttivo al target interessato: i giovani. Hanno partecipato e collaborato alla realizzazione gli studenti della 5.a Q (anno 2010-11): Zanforlin Michela, Tartari Chiara, Marzola Luca, Blasio Rosa, Beciani Valentina, Galuzzi Martina, Grotti Martina, Merchiori Elena, Greco Marco, Chiola Gessica, Marti Giorgia, Marchioro Beatrice, Turra Nicolas, Merighi Vanessa, Orsini Marica Finetti Irene, Guandal ini Andrea, Mangherini Francesca.

Questo il calendario completo delle iniziative e appuntamenti proposti dal Centro Donna e Giustizia per celebrare il decennale dell'Unità di Strada

22 Settembre 2011 ore 21.30
In collaborazione con la Festa delle Legalità:
“Flussi migratori, storie di vita e di tratta all’ombra dei cambiamenti geopolitici globali”
Centro Sociale Il Melo, Via Del Melo 60 - Ferrara
Dialogo con Orsetta Giolo, ricercatrice Università di Ferrara e la scrittrice Isoke Aikpitanyi, autrice del libro “500 storie vere. Sulla tratta delle ragazze africane in Italia”. Modera Fabio Ziosi, giornalista de “La Nuova Ferrara”
L’intento è quello di collocare testimonianze ed esperienze reali, di tratta e di migrazione, in un quadro politico/giuridico più ampio, per fare emergere problematiche, punti critici e punti di forza dell’attuale legislazione. Un modo per far luce su necessità e diritti di chi entra a far parte di queste dinamiche.
Orsetta Giolo è ricercatrice in Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara. Dal 2007 partecipa al progetto di ricerca "Il diritto contro. Meccanismi giuridici di esclusione dello straniero", finanziato dall'Università degli Studi di Ferrara. Ha svolto attività di ricerca in merito alla compatibilità tra diverse culture giuridiche, con particolare riferimento alla tradizione giuridica arabo-musulmana. Ha approfondito i temi del pluralismo giuridico, del multiculturalismo, della tolleranza, i dibattiti sull’universalità dei diritti umani e sulla compatibilità dei principi dello Stato di diritto, della laicità e dei modelli di democrazia, così come elaborati nell’esperienza occidentale, con la tradizione giuridica arabo-musulmana.
Isoke Aikpitanyi Nata in Nigeria a Benin City, arriva in Italia nel 2000 per lavorare, ma viene ingannata e resa schiava dalle mafie nigeriana e italiana. Liberatasi dall’oppressione, si dedica interamente alle altre decine di migliaia di ragazze nigeriane schiavizzate in Italia avviando il Progetto «Le ragazze di Benin City» divenuto un’associazione. Coautrice del libro La ragazza di Benin City, ha ricevuto numerosi premi per il suo impegno. In questa occasione presenta l’ultimo libro: “500 Storie Vere”

1 Ottobre 2011 ore 18.00
In occasione del Festival dell’ Internazionale a Ferrara
“Per piacere o per forza: racconti di prostituzione politicamente (S)corretti”.
c/o il Cortile della Casa delle Donne, Via Terranuova 12/b
Intervengono Francesco Carchedi, sociologo, esperto di processi di politiche migratorie, Lorenza Maluccelli docente di ricerca sociale per l’Università di Ferrara, Alberto Mossino, scrittore ed operatore sociale.
E’ l’occasione per parlare del tema “prostituzione” in una forma originale, che si colloca a metà strada tra quella accademica e quella divulgativa.
I fucus sono la comunità nigeriana, il lavoro degli operatori di strada e le criticità di tale lavoro, le reti di sfruttamento e la loro evoluzione.
Il libro di Alberto Mossino aggiungerà, alla trattazione del tema, un punto di vista diverso dal solito, più esclusivo e in un certo senso dissacrante, rispetto agli studi specifici.
Francesco Carchedi docente di scienze del servizio sociale presso l’Università degli studi di Roma «La Sapienza».
È consulente di diverse istituzioni pubbliche in materia di immigrazione ed emigrazione. E’ responsabile del settore ricerca del Consorzio PARSEC, studioso di flussi migratori e processi di integrazione sociale, formativa ed economica, nonché dei gruppi di origine immigrata soggetti a forme di esclusione sociale. Ha pubblicato saggi e volumi su diversi aspetti relativi alla questione migratoria.

Lorenza Maluccelli svolge attività di ricerca, formazione e consulenza presso diverse istituzioni pubbliche e private. Insegna Ricerca sociale nell'Università di Ferrara e collabora con il Center of Post-conflict Cultures dell'Università di Nottingham (UK). I suoi maggiori interessi di studio sono le teorie di genere e le politiche sociali. Ha curato numerosi progetti di ricerca e pubblicato diversi saggi.

Alberto Mossino da più di 15 anni si occupa di immigrazione, tratta e prostituzione. E' stato tra i fondatori dell'associazione PIAM Onlus di Asti di cui coordina le attività dal 2000. Ha partecipato al gruppo di ricerca dell’UNICRI coordinato da Francesco Carchedi sulla tratta delle minorenni nigeriane. Le attività del PIAM sono state documentate da numerose testate tra cui Avvenire, il manifesto, La Stampa, RAI 3.


Novembre 2011
- Laboratori per le utenti delle unità di strada “Salute e qualità della vita”
Quattro ore dedicate ad alcune utenti delle Unità di Strada di Ferrara e della rete.
Promozione della salute e di buone prassi per migliorare la qualità della vita;
Prevenzione sanitaria; Malattie Sessualmente trasmissibili; Alimentazione e stili di vita.
Conduce l’Ostetrica Doina Nedea, operatrice sanitaria del Centro Salute Donna e dell’ambulatorio dedicato alle donne straniere, in collaborazione con una mediatrice culturale e con le operatrici dell’Unità di Strada.

Febbraio 2012
- Incontri per Operatori Sanitari e del Terzo Settore:
“Dimensioni antropologiche della salute, della malattia e della cura” Conduce la Dott.ssa Laura Lepore
Informazione e sensibilizzazione del personale medico/sanitario su alcuni aspetti importanti rispetto l’approccio con utenti straniere in genere e con il target dell’Unità di Strada in particolare.
Anche tramite la restituzione dei lavori svolti durante i laboratori con le utenti.
“Maternità in prospettiva transculturale” Conduce l’ Ostetrica Doina Nedea
Anche il modo di vivere ed affrontare la maternità cambia a seconda della cultura di origine.
Uno sguardo su differenze e punti in comune.


Marzo 2012
- Seminario conclusivo
Restituzione e analisi delle attività laboratoriali “Unità di strada Luna Blu, dieci anni di attività”
Analisi del fenomeno e interventi sulla prostituzione
Intervengono: Comune di Ferrara - Regione Emilia Romagna, Operatrici del Centro Donna Giustizia.

Unità di Strada: la storia
Alla fine del 1981 nasce dall'UDI il gruppo “Donne e Giustizia”, questo si propone di accogliere e dare supporto legale e psicologico a donne in difficoltà. Nel corso del tempo emerge sempre più evidente la necessità di dare una risposta concreta ai problemi derivanti dalla violenza domestica (fisica, economica, sessuale e psicologica). Obiettivo prioritario del gruppo era quello di mettere a disposizione delle donne, che si presentavano con richieste di aiuto per violenza subita, un luogo in cui potessero trovare ascolto, sostegno e tutte le informazioni necessarie.
Nel dicembre 1993 il Gruppo Donne e Giustizia si trasforma in "Centro Donna Giustizia"
come tale, stipula convenzioni con il Comune di Ferrara, con l'Unità Sanitaria Locale ed ha anche la collaborazione dell'Amministrazione Provinciale, ricevendo parte dei contributi sui progetti mirati.
Nell’anno 2000 nasce il progetto “Uscire dalla Violenza” mirato a prevenire e assistere donne vittime di violenze, maltrattamenti domestici, soprusi e discriminazioni. Il progetto gestisce una casa rifugio ad indirizzo segreto dove è possibile ospitare donne e minori vittime di violenza.
Nel 1999 il gruppo “Donne nel Mondo” collabora nella gestione di una Casa d'accoglienza a Ferrara, per donne straniere in difficoltà, tra le quali alcune donne provenienti dal mondo della prostituzione, grazie al finanziamento del progetto regionale.
Nel 2000 con l’entrata in vigore dell’art.18 del "Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" e del relativo "Regolamento di attuazione", che ha disciplinato la realizzazione di Programmi di assistenza e protezione sociale a favore di stranieri, in particolare donne e minori, che intendano sottrarsi allo sfruttamento sessuale (l’art.18 prevede il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale), la gestione della Casa di accoglienza e le progettualità ad essa collegate vengono inserite nel progetto regionale “Oltre la strada”, finanziato anche dal comune di Ferrara.

Unità di Strada - Progetto Luna Blu
Nel 2001 si da vita al progetto “Luna Blu - Unità di Strada”, progetto regionale, che si rivolge a donne e transessuali che si prostituiscono sul territorio, con l’intento di tutelarne la salute ed i diritti. Tramite interventi di prevenzione sanitaria e, soprattutto, con il tentativo di instaurare con le persone contattate una relazione significativa, si propone e si persegue lo sviluppo dell’empowerment e dell’autonomia del soggetto, potenziamento di capacità e consapevolezze, che permettano loro di muoversi autonomamente e di conoscere diritti e servizi ai quali possono accedere. Il progetto “InVisibile” invece, è un tentativo di contatto e monitoraggio delle persone che si prostituiscono al chiuso (appartamenti, locali…), con le quali perseguire i medesimi obiettivi di prevenzione sanitaria, tutela della salute e dei diritti. L’unità di Strada si occupa, inoltre, della mediazione sociale dei conflitti che possono emergere, per diversi motivi, tra le persone che si prostit uiscono in strada e i residenti che abitano nelle medesime zone.
Gli interventi diretti comprendono azioni di vario tipo: uscite serali di contatto in strada, distribuzione di materiale informativo, profilattici e generi di conforto; la ricerca di relazioni di fiducia con chi accetta il contatto, per far emergere eventuali bisogni; l’informazione sui rischi che l’attività prostituiva comporta da un punto di vista della sicurezza personale; l’orientamento e accompagnamento presso i servizi socio-sanitari territoriali; l’accoglienza da parte delle operatrici e mediatrici, di chi è stato precedentemente contattato sulla strada o in appartamento e ha manifestato interesse ad approfondire il dialogo avviato, grazie alla possibilità di usare un punto di ascolto diurno, il Drop in Center. Attualmente l’equipe dell’Unità di Strada è così composta:
Tre Operatrici (una operatrice di strada, coordinatrice del progetto; due educatrici)
Una Volontaria in Servizio Civile (con funzione di mediatrice linguistico-culturale)
Tre Volontarie (una assistente sociale, un medico, ed un’operatrice socio-sanitaria)

(Schede a cura del Centro Donna e Giustizia)
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