LAVORI PUBBLICI Pubblicato il bando per la realizzazione del Tecnopolo di via Saragat

15/dic/2011 14.16.10 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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LAVORI PUBBLICI - Pubblicato il bando per la realizzazione del Tecnopolo di via Saragat
A Ferrara il cuore dell’eccellenza tecnologica per la conservazione dei beni culturali


15-12-2011

Autosufficiente sul piano energetico, a basso impatto ambientale e con una fisionomia ispirata ai criteri dell’architettura minimalista e dell’archeologia industriale. E’ progettato con accorgimenti di elevata tecnologia l’edificio che sarà destinato a ospitare proprio il fulcro ferrarese dell’alta tecnologia applicata al recupero e alla conservazione dei beni culturali. Disposto su un unico piano con una superficie coperta di 1060 metri quadri, il ‘Tecnopolo per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico’ sorgerà tra via Saragat e via dello Zucchero e ospiterà una decina di laboratori e altri spazi gestiti dall’Università di Ferrara per attività di elevato livello tecnico.
A prevederne la realizzazione è l’accordo di programma che nei mesi scorsi è stato sottoscritto da Comune, Provincia, Regione e Università, nell’ambito della Rete Alta Tecnologia, organizzata in Aster (Associazione Scienza e Tecnologia dell’Emilia Romagna) e per la sua costruzione, in base al bando pubblicato in questi giorni dall’Amministrazione comunale, si provvederà a un affidamento secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Accanto all’aspetto finanziario, saranno infatti valutati anche elementi legati all’organizzazione dell’intervento, ai tempi di realizzazione e al rispetto dei parametri di sicurezza. “Contiamo di concludere l’aggiudicazione dei lavori entro la primavera prossima - ha anticipato stamani in conferenza stampa l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi - per consentire l’avvio del cantiere tra giugno o luglio e rispettare i tempi di approntamento complessivo della rete regionale entro il 2015”.
La struttura di via Saragat rappresenterà infatti il principale dei quattro laboratori del tecnopolo ferrarese, inserito nella Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, la grande infrastruttura regionale dedicata alla ricerca industriale e al trasferimento tecnologico. Una rete che comprenderà dieci diversi tecnopoli distribuiti sul territorio regionale e destinati ad attività, servizi e strutture per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico.
Intento del programma, coordinato dall’agenzia tecnologica regionale Aster, è quello di perseguire l’obiettivo indicato dall’Unione Europea di realizzare un’economia basata sull’innovazione e sull’evoluzione dei sistemi produttivi verso l’alta tecnologia, con vantaggi auspicati dal sindaco Tagliani, anche per il territorio ferrarese. “Si tratta - ha sottolineato infatti il primo cittadino - di un’occasione unica per attrarre nella nostra città investimenti e lavoro, offrendo la possibilità di far incontrare domanda e offerta di ricerca, per l’avvio di nuove attività produttive”. “Obiettivo del progetto che Comune e Università hanno ideato in stretta collaborazione - ha confermato il preside della Facoltà di Ingegneria Piero Olivo - è quello di creare un nucleo di competenze specifiche sulla gestione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, in grado di richiamare imprese ed esportare conoscenze”.
In base al progetto elaborato dal gruppo di lavoro misto Comune-Università, l’edificio sarà rivestito in mattoni faccia a vista e avrà un andamento a ‘L’ con ambienti interni collegati tutti da un unico corridoio. L’area esterna sarà occupata da uno scoperto pavimentato di 650 mq e da altre superfici per parcheggi di pertinenza e viabilità, oltre che da uno spazio verde di 2.500 mq.
“Sotto il profilo impiantistico - come spiegato dal responsabile del progetto Ferruccio Lanzoni - l’edificio potrà vantare l’utilizzo di tecnologie particolarmente avanzate, grazie soprattutto alla presenza su tutta la copertura di pannelli fotovoltaici che renderanno la struttura quasi autosufficiente sul piano energetico, con una ridotta produzione di emissioni inquinanti”.
La spesa di 2.600.000 euro prevista per la costruzione della nuova struttura sarà finanziata per la quota di 1.820.000 euro con fondi europei Fesr a disposizione della Regione Emilia Romagna, mentre la restante quota di 780.000 euro sarà a carico del Comune, che vi provvederà con prestito della Banca Europea per gli Investimenti. A costruzione ultimata l’edificio resterà di proprietà dell’Amministrazione comunale che ne affiderà la gestione all’Università con una concessione pluriennale.
Il termine per la partecipazione alla gara d’appalto per la realizzazione della struttura è fissato al 16 gennaio prossimo, mentre la seduta pubblica di apertura delle offerte è prevista per il 18 gennaio alle 10.
L’importo a base di gara è di 1.900.715,29 euro più Iva. Non saranno ammesse offerte alla pari o in aumento. L'importo soggetto a ribasso è di 1.291.163,33 euro + Iva.
Il bando integrale e la relativa documentazione sono consultabili sul sito www.comune.fe.it alla voce “Bandi di gara”.

Clicca qui per consultare il bando


LE SCHEDE

Descrizione dell’intervento (a cura dell’Assessorato comunale ai Lavori pubblici)

L’edificio di nuova costruzione, da realizzarsi su un lotto di mq. 5638, sarà disposto su un solo piano con superficie coperta pari a 1062 mq. L’area esterna residua, invece, sarà occupata da uno scoperto pavimentato per 700 mq, parcheggi e viabilità per 1670 mq , area a verde per 2206 mq.
Da un punto di vista morfologico la struttura tenta di contemperare gli stilemi dell’architettura minimalista (assenza di decorazioni, volumi geometrici puri) con quella regionalista (uso della mattone faccia a vista, tetto a falde) a cui aggiunge una misurata citazione di archeologia industriale (andamento della copertura).
La costruzione sarà composta da un telaio in cemento armato e da tamponamenti in muratura con rivestimento in mattoni faccia a vista. Tutti gli ambienti saranno collegati da un unico corridoio che segue l’andamento ad “L” dell’edificio. I locali di uso comune (sala riunioni, uffici e servizi igienici) verranno concentrati in prossimità dell’ingresso, che è baricentrico rispetto all’immobile.
La classe energetica di appartenenza dell’edificio è la B.
Per il riscaldamento ed il raffrescamento, ottenuti attraverso impianti VRV (pompe di calore) alimentati esclusivamente da energia elettrica, è stato stimato un consumo annuo di 38.500 kWh. Integrato nella copertura è previsto un impianto fotovoltaico in grado di produrre 41.600 kWh annui. Pertanto l’edificio avrà un surplus annuo di energia pari a 3.100 kWh che saranno destinati agli altri consumi (illuminazione, attrezzature d’ufficio, ecc ..)
Con l’uso dei pannelli fotovoltaici sarà ottenuta una riduzione annua di emissioni di anidride carbonica pari a 22 tonnellate ovvero quella che avrebbe prodotto un tradizionale impianto a combustibili fossili.
All’interno saranno collocate le attività richieste dell’Università: laboratori, uffici e relativi servizi.
Importo dei lavori € 1.900.715,29
Importo complessivo dell’opera € 2.600.000,00
Contributo regionale per € 1.820.000,00
Fondi Comune per € 780.000,00


La rete regionale per l’alta tecnologia dell’Emilia Romagna. I Tecnopoli (a cura di Aster)

Con l’approvazione del programma dei Tecnopoli la Regione Emilia-Romagna realizza un progetto di notevole rilevanza strategica per la società regionale e completa il percorso iniziato con la Legge 7/2002 “Promozione del sistema regionale delle attività di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico”, creando una grande infrastruttura regionale di ricerca industriale e trasferimento tecnologico: la Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. Si consolida quindi una rete che associa strutture di ricerca e centri di competenza volti a promuovere la trasformazione dei sistemi produttivi, dei distretti e delle filiere, verso un più elevato dinamismo tecnologico e un maggior impegno nella ricerca e sviluppo.
“Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici”, questa è la prospettiva strategica alla base degli interventi della Regione. Con il programma dei Tecnopoli viene sancito l’impegno delle Università e degli Enti di ricerca presenti sul territorio regionale per promuovere l’economia dell’innovazione e della conoscenza e l’evoluzione dei sistemi produttivi verso l’alta tecnologia.
Il programma dei tecnopoli, in attuazione dell’Asse 1 del Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013, è infatti sostenuto da un accordo quadro tra la Regione, le Università e gli Enti di ricerca, che ha definito gli impegni e il nuovo schema di governance realizzato attraverso l’agenzia tecnologica regionale ASTER, e basato sul lavoro in rete, sullo sviluppo di strumenti per la condivisione e la promozione di competenze e attrezzature scientifiche, e sul coinvolgimento delle imprese.
Nasceranno nel territorio regionale 10 Tecnopoli, nei quali si insedieranno i Laboratori di ricerca industriale, i Centri per l’innovazione, gli incubatori per le nuove imprese tecnologiche, strutture per il trasferimento tecnologico, sedi di ricerca delle imprese.
Una rete, quindi, di grande rilievo strategico: innanzitutto per le istituzioni scientifiche coinvolte e cioè l’Università di Bologna, di Modena e Reggio Emilia, di Ferrara, di Parma, il Politecnico e la Cattolica di Milano con la sede di Piacenza, il CNR, l’ENEA, l’Istituto Ortopedico Rizzoli e altri organismi di ricerca. E poi per gli Enti locali, in particolare le Province, i Comuni capoluogo e i Comuni che ospiteranno laboratori e infrastrutture della rete.
La Regione stessa è attuatrice diretta dell’intervento per il Tecnopolo di Bologna presso lo stabilimento ex Manifattura Tabacchi.
Complessivamente gli spazi che saranno messi a disposizione, anche grazie all’intervento degli Enti locali, raggiungeranno i 160 mila metri quadrati, con interventi significativi anche di riqualificazione urbana.
In secondo luogo, per i ricercatori coinvolti nel programma in modo permanente: circa 2000, di cui 540 con nuovi contratti o assegni di ricerca e il resto rappresentato dai ricercatori e professori già presenti nelle Università e negli Enti di ricerca, che si troveranno ad operare in un network a forte valenza strategica per il sistema produttivo e in rete con altre importanti strutture di ricerca a livello internazionale.
Sono infatti 45 le strutture di ricerca e i centri per l’Innovazione, che danno vita a 66 unità operative
della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, tutte con configurazione autonoma dal punto di vista giuridico-organizzativo e scientifico, collegate tra loro in rete attraverso il lavoro di coordinamento svolto da ASTER, nell’ambito delle Piattaforme Tematiche su cui vengono aggregate: l’agroalimentare, le costruzioni, l’energia e l’ambiente, le ICT design e il multimediale, l’alta tecnologia meccanica e i nuovi materiali, le scienze della vita. Infine, per le imprese e le principali filiere produttive della regione, che già in questi anni hanno sviluppato importanti progetti di ricerca industriale con le Università ed Enti di Ricerca, grazie alle attività del Programma Regionale per la Ricerca Industriale, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico (PRRIITT), e che potranno godere, con la nuova programmazione, della messa a disposizione di un enorme bacino di competenze tecnico-scientifiche e di qualificate strutture e strumentazioni.
Il programma risponde all’obiettivo prioritario indicato dall’Unione Europea di realizzare un’economia basata sull’innovazione e la conoscenza e sull’intensificazione dell’impegno nella ricerca e sviluppo, fattori chiave per la competitività e per il rilancio della crescita economica. In tutto 142 milioni di risorse pubbliche provenienti sia dai Fondi europei sia dalle risorse regionali, a cofinanziamento dell’impegno delle Università, degli Enti di ricerca e degli Enti locali che si sono impegnati a sostenere, nei rispettivi territori, il programma dei Tecnopoli, per un totale di 246 milioni di investimenti.
Il fulcro della Rete dei Tecnopoli sarà rappresentato dall’ex stabilimento della BAT (British American Tabacco) di Bologna, noto come Manifattura Tabacchi. A seguito della dismissione di molte attività e del suo ridimensionamento produttivo, la Regione ha avviato un percorso per la realizzazione, in questo enorme complesso di circa 100.000 metri quadrati, di un grande Tecnopolo che, oltre ad accogliere un numero consistente di laboratori di ricerca proposti dall’Università di Bologna, dall’ENEA, dall’Istituto Ortopedico Rizzoli, ospiterà attività proposte da importanti organizzazioni economiche e funzioni di servizio per tutta la Rete regionale. All’interno dell’area verrà infatti insediata anche ASTER, con il ruolo di coordinamento e valorizzazione della Rete verso le imprese e all’estero, che conferirà al Tecnopolo Manifattura Tabacchi, oltre che le funzioni di ricerca industriale e trasferimento tecnologico comune a tutti i tecnopoli, anche una funzione Hub dell’intera Ret e.

Consulta i materiali relativi al progetto:

all1_tecnopolo_sistemazione_esterna.pdf

all2_tecnopolo_pianta_piano_terra.pdf

all3_tecnopolo_prospetti.pdf

all4_tecnopolo_pannelli_fotovoltaici.pdf
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