ASSESSORATO CULTURA E GIOVANI - Aperte le iscrizioni per il nuovo corso di scrittura creativa di Roberto Pazzi

30/gen/2012 15.12.41 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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ASSESSORATO CULTURA E GIOVANI - Aperte le iscrizioni per le lezioni in programma dal 5 marzo
I segreti dell’arte della parola raccontati da Roberto Pazzi


30-01-2012

Si aprirà con due lezioni dedicate al rapporto tra cinema e letteratura il nuovo corso di scrittura creativa tenuto da Roberto Pazzi e promosso dall’Assessorato comunale alla Cultura e dal Servizio Giovani. Per dieci serate, dal 5 al 16 marzo prossimi (tutti giorni esclusi il sabato e la domenica) a Palazzo Biagio Rossetti, in via XX Settembre 152, dalle 20,30 alle 22,30, il celebre autore ferrarese tornerà a proporre ad appassionati di letteratura e aspiranti scrittori un ciclo di lezioni sull’arte della parola scritta e sui suoi grandi maestri.
Dopo i primi due appuntamenti incentrati sul raffronto fra due celebri romanzi e le loro trasposizioni cinematografiche, il corso proseguirà affrontando un’ampia serie di temi, tra cui le tecniche di creazione dei personaggi, la costruzione delle trame attraverso la dilazione delle informazioni, la ricerca del punto di vista dei protagonisti, la stesura dei dialoghi e l’organizzazione dei tempi del racconto.
L’iscrizione al corso prevede un costo di 35 euro per gli adulti dai 30 anni in su e di 15 euro per i giovani dai 21 ai 29 anni possessori di Carta Giovani del Comune di Ferrara e per i pensionati; la partecipazione sarà invece gratuita per i giovani fino a 20 anni.
Per informazioni e iscrizioni occorre contattare il Servizio Giovani del Comune di Ferrara, tel. 0532 744622, viale Alfonso d’Este 17, dalle 8,30 alle 14,30, oppure inviare una e-mail a f.stabellini@comune.fe.it.

Scarica la locandina di narrare_ad_occhi_ben_chiusi_2012.doc

LA SCHEDA a cura di Roberto Pazzi

Il corso di scrittura creativa ‘Narrare ad occhi ben chiusi’ varca quest’anno il decennale di vita. L’edizione del 2012 si rinnova con una particolare attenzione al tema del rapporto cinema-letteratura, in quanto parte di quello più ampio del contrasto fra “vista e visione”, la prima tipica della tv, la seconda della letteratura. E’un argomento assai attuale in un mondo come il nostro, dove la parola sempre più viene insidiata dal potere dell’immagine, ma sempre meno si depotenzia la sua funzione necessaria all’uomo sia come parola orale, che come parola scritta. Anche la recente questione del futuro destino del libro di carta in vista della diffusione dell’ e book, o libro elettronico, si pone nell’ottica del mutamento della percezione della parola attraverso la sua immagine visiva mediatica. Cosa muterà, se qualcosa muterà, della lettura ? Già il passaggio dalla scrittura a mano - o a macchina - a quella del computer aveva posto problemi analoghi, anche per la scrittura, non solo per la lettura. Ma il libro si presenta ormai come un oggetto primario, perfetto e non perfettibile, “come lo sono la forbice, il cucchiaio, il coltello”. Non più soggetto a sostituzione, capace di convivere con altri strumenti di espressione, ma insostituibile. La storia ci insegna che l’avvento del cinema non ha distrutto il potere della scrittura, così come l’avvento della televisione non ha messo fuori gioco il cinema. I linguaggi convivono.
Le prime due lezioni del corso, di tre ore ciascuna, partiranno dall’analisi del raffronto fra due libri ormai divenuti classici e due film altrettanto famosi, tratti da quei due romanzi: “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury ( 1966 ) e “Enrico IV” di Luigi Pirandello ( 1984 ), portati sul grande schermo da due Maestri del cinema come Francois Truffaut e Marco Bellocchio. Sempre più si avverte la differenza nel gusto letterario, sia come lettori che come scrittori, fra le generazioni che hanno letto più libri che visto film, e quelle che al contrario hanno visto più film che letto libri.
Le successive sedici ore di lezione saranno sulla scia dei corsi già tenuti, più squisitamente attinenti le tecniche di scrittura vera e propria. Verranno desunte dalla esperienza personale creativa dello scrittore ferrarese, in un corpo a corpo con alcuni paradigmatici esempi offerti dalla Letteratura dell’Otto, del Novecento e contemporanea, italiana e straniera.
Ecco, riassumendo, alcuni dei temi principali: i linguaggi della narrativa, i generi della scrittura, tecniche e linguaggi editoriali, i nuovi linguaggi, gli sms, breve storia del romanzo, il romanzo contemporaneo, struttura e lingua, il plot principale e i plot secondari, ritmo e movimento, il punto di vista dei personaggi, scrivere in prima persona, scrivere in terza persona, scrivere un romanzo e scrivere un racconto.

In particolare saranno oggetto di specifico approfondimento :

1) La costruzione del personaggio.
2) L’importanza della lenta e a volte rinviata, dilazionata progressione della chiarezza. La sospensione dell’incredulità, la soglia del fantastico. Come far nascere la voglia di voltare pagina e procedere nella lettura. Utilità della lentezza nell’implicita emersione del personaggio dall’ oscurità della sua inesistenza.
3) Il rischio del nascondersi del narratore nell’ansia pedagogica di spiegarsi del personaggio.
4) La ricerca del punto di vista del personaggio. L’ importanza del mettersi in ascolto “passivo” del personaggio, il quale detta le sue regole solo se il tempo lo lascia emergere.
5) L’interruzione ariostesca. Il flash-back. Perenne efficacia della sospensione del plot nell’arte di raccontare. Il romanzo “come linea più lunga fra due punti”.
6) La voce dell’autore. L’importanza di percepirne la foné, lo stile, la cifra unica, che distingue la sua scrittura da quella di qualsiasi altro.
7) L’importanza di mettersi sempre dalla parte del lettore, capovolgendo il punto di vista: è necessario leggerlo oltre che scriverlo questo testo ? Quanti, che scrivono, avrebbero bisogno non di un editore, ma di uno psicoanalista ? L’aspetto terapeutico della scrittura e la sua uscita dal privatismo.
8) La committenza. A chi si dirige il testo ? Per chi si scrive ?
9) Opportunità di non far salire sulla “nave” del romanzo troppi passeggeri-personaggi che intralcino l’equipaggio e impediscono le comunicazioni a vista del comandante-scrittore ai suoi uomini. Troppi personaggi intralciano la costruzione, meglio lavorare su pochi e scavarli bene.
10) Non lasciare mai fili di trame sospese, anche a distanza di centinaia di pagine, -esempi di Gadda e Calvino a parte : “Quel pasticciaccio di via Merulana” e “Se una notte d’inverno un viaggiatore”-
11) Quando è necessario interrompere e rileggere dall’inizio della narrazione perché non c’è più bisogno di aggiungere altro. O meglio, ciò che verrà dopo, è già implicito in ciò che viene prima. Imparare a levare, più che aggiungere.
12) Ascoltare la necessità interiore, l’inconscio. I personaggi lavorano da soli dentro di noi, una volta sbozzati. Pirandello e i suoi “Sei personaggi in cerca d’autore”.
13) Sforzarsi di adeguarsi ai livelli linguistici dei personaggi nei dialoghi. Non travestire il pensiero dell’autore. Il pensiero indiretto. La prima persona e la terza persona. Il problema di capire come parlavano gli antichi. Carducci e le “Odi barbare”, la Yourcenar, Kavafis.
14) La punteggiatura come una stoffa che fascia un corpo per vestirlo, non per soffocarlo.
15) Rileggere ad alta voce il testo già scritto. Distanziare da sé l’opera, straniarla.
16) Non corteggiare mai troppo la cronaca e la tv.
17) Differenza fra vista - tipica della tv - e visione - esclusiva della letteratura -. Non copiare il linguaggio televisivo o cinematografico - che ha un’altra scrittura e non conosce lo “stile” cioè l’uso di metafore, simboli, perifrasi, ellissi, allitterazioni, ossimori, analogie, similitudini, paranomasie, e insomma tutta la serie di funzioni estetiche della parola, prive di fini pratici, comunicativi e visivi.
18) James Hillmann e la sua conferenza a Ferrara sul predominio della lingua americana sulle lingue del mondo e i suoi danni estetici e letterari: il testo è negli atti del convegno internazionale su l’ “Immaginario contemporaneo”, tenutosi a Ferrara, fra il 19 e 23 maggio 1999, pubblicati per iniziativa del Comune di Ferrara da Leo Olschki a cura di Roberto Pazzi.
19) Possiamo conoscere il passato ? Questioni preliminari. La versione di Caino e la verità di Abele. Scrivere la verità di Abele.
20) La memoria involontaria di Marcel Proust.
21) La peste del linguaggio, la peste del best seller.
22) “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. Un romanzo storico emblematico.
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