Servizio di mediazione dei conflitti, utile strumento per tutti i cittadini

03/ott/2007 15.10.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Servizio di mediazione dei conflitti, utile strumento per tutti i cittadini


03-10-2007

Da lunedì prossimo l'Ufficio di Mediazione del Grattacielo acquisisce un nuovo strumento operativo. Infatti, dopo due anni di attività nella sede circoscrizionale di via Boccaleone (Centro), ora il Servizio di Mediazione dei Conflitti prenderà definitivamente sede alla base Grattacielo. Accanto alle attività proprie dei mediatori sociali dell’ufficio comunale aperto da alcuni mesi nell’ambito del progetto Ferrara città Solidale e Sicura approntato dall’Amministrazione, il centro ogni lunedì (dalle 16 alle 19) e sabato (dalle 9.30 alle 12.30) si occuperà di questa importante e strategica tematica di individuare strumenti e modalità per risolvere difficoltà e controversie fra cittadini grazie alla consulenza di operatori preparati ad hoc dell’Associazione Equilibro. La novità è stata illustrata questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti l’assessore alla Sicurezza Raffaele Atti, Ivano Guidetti (dirigente Sicurezza), Elena Zaccherini (Coo! rdinatrice Progetto Ferrara Città Solidale e Sicura), Carlo Di Palma (Polizia Municipale), Ana Uzqueda e Roberto Cesarano associazione Equilibrio. Tutti i cittadini, non solo i residenti della zona, potranno utilizzare gratuitamente questo servizio, mirato alla gestione dei conflitti derivanti dalle relazioni di vicinato e di contiguità tra le persone, con lo scopo di migliorare i rapporti sociali all’interno di piccole o grandi fette del territorio, dal condominio al quartiere, al comune. Si tratta di una procedura di gestione e di composizione dei conflitti tra i membri di una comunità, in base alla quale una terza persona imparziale, il mediatore, assiste le parti in conflitto facilitandone la comunicazione, guidando la loro negoziazione e orientandole verso la ricerca di accordi di reciproca soddisfazione in un ambito informale e riservato. Nel corso dell’incontro sono stati forniti i dati relativi ai primi due anni di attività nella sede di via Boccaleone (Circoscrizio! ne Centro). Sottolineata l’efficacia di questo tipo di azione mediatoria che ha scongiurato il ricorso a vie legali di livello superiore e anche il gradimento da parte di coloro che ne hanno usufruito. Alla luce di questo servizio che va a completare quello offerto costantemente dagli operatori dell’ufficio di Mediazione del Grattacielo, questi gli orari dettagliati di apertura del Centro di Mediazione da lunedì 8 ottobre:
LUNEDI’ dalle 10 alle 12 ricevimento pubblico; dalle 16 alle 19 Mediazione conflitti; MARTEDI’ dalle 10 alle 12 ricevimento pubblico (presidente circoscrizione Girolamo Calò); dalle 15 alle 18 ricevimento pubblico; MERCOLEDI' dalle 10 alle 12 ricevimento pubblico; dalle 15.30 alle 18.30 ricevimento pubblico (assessore comunale Raffaele Atti); GIOVEDI’ dalle 15 alle 18 ricevimento pubblico; VENERDI’ dalle 10 alle 12 ricevimento pubblico; SABATO ore 9 - 12 Mediazione dei conflitti.
Per informazioni: Ufficio Mediazione, viale Cavour 177 - 179 (Grattacielo), telefono 0523-770504, mail centro.mediazione@gmail.com sito internet: www.comune.fe.it/ferrarasolidalesicura
oppure Associazione Equilibrio www.ass-equilibrio.it


LA SCHEDA - Servizio Mediazione Sociale del Comune di Ferrara

Cos’è la mediazione sociale?
La Mediazione Sociale è una procedura di gestione e di risoluzione dei conflitti in base alla quale una terza persona imparziale, il mediatore, assiste le parti in conflitto guidando la loro negoziazione e orientandole verso la ricerca di accordi di reciproca soddisfazione.

Come funziona?
Una qualsiasi delle parti può rivolgersi al Centro di Mediazione Sociale e affidargli il compito di prendere contatto con le altre parti per invitarle a partecipare alla mediazione. Le parti quindi possono chiedere la mediazione congiuntamente o può essere proposta soltanto da una parte alle altre.

Quali sono le caratteristiche della mediazione sociale?
La volontarietà : le parti partecipano alla mediazione per propria iniziativa, e qui risiede il suo vero valore.
L’imparzialità: L’Ass. Equilibrio ha adottato un codice deontologico dei mediatori sociali allo scopo di garantire la transparenza del servizio agli utenti del servizio.
La celerità: di solito le parti riescono a trovare una soluzione in una o due sedute.
L’autocomposizione: le parti hanno un’equa opportunità di esprimere la loro visione del disaccordo e di ascoltarsi reciprocamente e sono loro stesse e non il mediatore sociale a decidere la portata del loro accordo e la modalità di formalizzazione.

Chi sono i mediatori sociali?
Sono professionisti che appartengono a diverse discipline, che hanno ricevuto un’apposita formazione in tecniche di negoziazione, comunicazione e risoluzione cooperativa dei conflitti e vantano una pluriennale esperienza in mediazione sociale.

Perché la mediazione sociale presso il Comune?
Uno degli obiettivi fondamentali del servizio è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso l’apertura di un servizio gratuito per la gestione dei conflitti di vicinato. Il progetto opera nel campo della prevenzione.
I conflitti rappresentano una delle circostanze che possono essere significative per un individuo anche quando non sfociano in manifestazioni esteriori di violenza o di insofferenza. Molto spesso, questi pur presentandosi agli occhi di terzi come banali o di poco conto, assumono invece una grossa rilevanza per chi li vive. Basti pensare alle situazioni conflittuali che chiunque vive quotidianamente con i vicini di casa che, se non espresse o risolte, possono avere un’enorme risonanza emotiva.
Abbiamo verificato che nella maggior parte dei casi, le persone che hanno chiesto il servizio di mediazione non si trovavano in condizioni di adire all’autorità giudiziaria per diversi motivi:
in considerazione ai costi o ai tempi
la mancanza di un oggetto economicamente apprezzabile
le situazioni di tensione non avevano ancora raggiunto livelli tali da legittimare un intervento istituzionale
per evitare il coinvolgimento della loro famiglia in una causa ordinaria (poiché in molti casi si tratta di persone anziane).

Così, il Centro di Mediazione Sociale si presenta come punto di riferimento per quei vissuti che derivano da situazioni conflittuali che difficilmente trovano altrove un’accoglienza. E la volontà comune di costruzione che consente alle parti di porre in essere valutazioni di adeguatezza teorica e pratica sugli accordi raggiunti, di negoziarne dei nuovi e al mediatore di svolgere la sua funzione di catalizzatore delle risorse, facilitatore dell’impresa dialettica secondo quel principio di equità, che consente un esito, fra le parti, del tipo “vittoria-vittoria”. La mediazione viene così prospettata, ad un tempo come pedagogicamente efficace ai fini del processo autoformativo delle persone, consentendo benefici e riduzione dei costi e, sopratutto, di investire sul lungo periodo. La mediazione, da questo punto di vista, può essere considerata come una pratica di “lifelong learning”

Quando si deve considerare la possibilità di scegliere la mediazione sociale?
Quando le parti in conflitto vogliono preservare o restaurare i loro rapporti.
Quando le persone hanno una divergenza o una controversia prima che si produca la scalata del conflitto.
Quando le parti preferiscono una composizione veloce del conflitto.
Quando le parti considerano che la complessità giuridica o tecnica della causa costituisce un rischio in ordine ai tempi e ai costi della giustizia ordinaria e preferiscono nominare un mediatore sociale esperto nella materia specifica.
Quando le parti optano per mantenere la riservatezza sulla controversia.
Quando le parti vogliono conservare il controllo sul modo in cui sarà risolta la disputa, senza che sia un giudice o un arbitro a decidere per loro.

Quando la mediazione sociale non è consigliata?
Ci sono alcuni casi nei quali la mediazione sociale è sconsigliata perché non darà soddisfazione agli interessi reali di una o di entrambe le parti. Alcuni esempi sono i seguenti:

Quando una delle parti presenta una questione fondamentale di principi e si rinchiude in essa.
Quando una delle parti vuole provare la verità dei fatti e ha un interesse di punizione o una nozione di giustizia retributiva che desidera siano accolte da un tribunale.
Quando si desidera creare un precedente legale.
Quando una delle parti non è in condizioni fisiche, giuridiche o psicologiche di prendere decisioni sulla specifica controversia.
Quando una delle parti non ha interesse nel raggiungere un accordo (conflitto invischiato).
Casi nei quali ci siano antecedenti di violenza fisica

Si sono evidenziati gli elementi cardine della mediazione sociale, tuttavia non si possono tralasciare quelli elementi che fanno parte di un "background" per la risoluzione in positivo di una controversia tramite la mediazione sociale.
La gestione spaziale, l'ubicazione dell'arredo, innescano meccanismi relazionali-comunicativi fondati sul criterio di autorità, deferenza e distacco, da parte del mediatore sociale, oppure di familiarità, collaborazione emotivamente positiva. Tutto questo è determinato da scelte razionali pensate ai fini di risolvere sempre in forma positiva le dispute e i conflitti.

Quali sono i tipi di conflitti che possono essere ricevuti dal Centro di Mediazione Sociale?
Alcuni esempi:
Controversie condominiali: come noto, nel condominio le discordie ed i contrasti sono oggetto di frequenti preoccupazioni a carico degli utilizzatori; oltre ai problemi insorgenti a seguito di rapporti di vicinanza e di contiguità, vi è infatti, la reciproca interdipendenza nell’uso delle cose comuni. Ugualmente difficile appare poi l’armonizzazione dei vari interessi, poiché sovente sono assai diverse le finalità perseguite dai condomini di uno stesso immobile.
Verde privato: questioni generate dalla presenza di alberi o siepi che escono dai confini di proprietà e dalla falciatura dell’erba dei giardini.
Inquinamento acustico: nei casi in cui l’inquinamento acustico non è tale da rientrare nell’ambito della normativa vigente, ma à comunque causa di disagio per i condomini di uno stabile.
Inquinamento atmosferico: nei supposti in cui le emissioni in atmosfera da canne fumarie di piccole attività (ad. es. pizzerie o ristoranti), considerate emissioni non rilevanti dalla normativa vigente, sono motivo di disturbo per i cittadini residenti nelle immediate vicinanze.
Presenza di animali: talvolta, alcuni cittadini chiedono l’intervento del Comune perché i loro vicini tengono nel cortile o nel giardino animali quali galline, polli, ecc. In questo caso, sebbene ci sia un’ordinanza del Sindaco che permette l’intervento del Comune, una risoluzione “amichevole” del conflitto potrebbe essere una buona alternativa per conservare i rapporti.
Scarico acque pluviali: alcune scarichi di acque pluviali di edifici, in corrispondenza di eventi meteorologici particolarmente intensi, non riescono a smaltire interamente il flusso di acqua che invade il fondo del vicino.
Alloggi: per gestire i conflitti tra assegnatari di alloggi.
Gruppi informali di giovani: il rapporto “intergenerazionale” costituisce un altro ambito di criticità riguardo all’utilizzo di spazi pubblici.

Altri esempi:
Conflitti riguardanti piccole questioni di consumo, conflitti tra amici, studenti, figli adulti e genitori anziani (ad esempio su come contribuire al mantenimento e cura dei genitori), conflitti tra persone appartenenti a diverse culture, ecc.


RELAZIONE SERVIZIO DI MEDIAZIONE SOCIALE 2005-2006

1. Premessa
Obiettivo generale del servizio di mediazione sociale
Ristabilire la comunicazione e i legami sociali tra persone che hanno dei rapporti di vicinanza allo scopo di riconquistare una percezione soggettiva di sicurezza e riattivare atteggiamenti di riapertura sociale e senso di socialità.

Obiettivi specifici
- offrire un servizio di mediazione sociale per promuovere la creazione di uno spazio neutrale dove ricostruire ed affrontare in modo positivo le situazioni che hanno creato il disagio.
- educare alla legalità intesa come condivisione di regole attraverso un progetto specifico mirato allo sviluppo della mediazione sociale
- promuovere l’empowerment territoriale attraverso lo sviluppo di comunità.

Il servizio di mediazione sociale è stato attivato il 24 gennaio 2005 attraverso le seguenti fasi:

2. Fase di informazione
La prima importante fase informativa rispetto ai contenuti del progetto, così come previsto, è stata svolta a due livelli:
1. livello interno al comune (responsabili dei servizi comunali a contatto con il pubblico e polizia municipale)
2. livello esterno (cittadinanza, USL, carabinieri, acer e associazioni di volontariato…)
Questa fase iniziale ha permesso di costruire una prima mappa dei conflitti sociali, utile per aumentare la conoscenza delle dinamiche culturali, relazionali e cognitive presenti nel territorio al momento dell’attivazione del servizio, e per cogliere la percezione e la rappresentazione sociale dei conflitti agiti e latenti nonché la percezione della sicurezza urbana.
Le prime indicazioni raccolte sono state indispensabili per orientare e contestualizzare la comunicazione alla cittadinanza, così come le successive attività del servizio.
Questa prima fase ha visto una forte partecipazione da parte di tutti gli uffici comunali.
Durante la fase informativa si è concretizzata una serie di incontri con l’obiettivo di far comprendere competenze e modalità di intervento del Centro di Mediazione Sociale, oltre che di creare una rete di collegamento e acquisire una maggior conoscenza delle dinamiche culturali, relazionali e cognitive presenti sul territorio.

3. Fase di sperimentazione
Come detto, nel mese di gennaio del 2005 è stato inaugurato il servizio di Mediazione Sociale presso il Comune di Ferrara con l’obiettivo di fornire ai cittadini uno spazio per la gestione positiva dei rapporti sociali, in particolare conflitti di vicinato e di condominio.
L'opera di mediazione sociale ha avuto l'obiettivo di facilitare l'attivazione diretta dei cittadini residenti, al fine di favorire la nascita, o il rafforzamento, di percorsi di cittadinanza attiva finalizzati ad una diretta presa in carico dei problemi e di conseguenza dei conflitti territoriali.
La linea in cui si è mosso il progetto di "Mediazione Sociale" ha visto nella mediazione una possibilità di approccio diversa a una parte del problema sociale, così come si presenta oggi nel territorio e nella realtà.
In quest'ottica la mediazione ha costituito un’iniziativa utile per costruire un nuovo modello di intervento sociale basato sul consenso e l’autodeterminazione dei cittadini.

4. Numero delle richieste
In questi anni di operatività (escluso il mese di agosto e il periodo delle festività Natalizie di ogni anno) :
nell'anno 2005 le persone che sono state ricevute sono state complessivamente 85 e le mediazioni attivate sono state 36.
Nell'anno 2006 le persone ricevute sono state 97 e le mediazioni attive e passive attivate sono state 41 .
L'esperienza progettuale dei mesi di lavoro con i cittadini coinvolti induce a riflettere sul concetto di conflitto; questo non potrà mai essere risolto in forma soddisfacente per entrambe le parti soltanto in base alla decisione di un terzo che si sostituisce alla loro volontà. Il conflitto spesso si risolve (in modo duraturo e soddisfacente per tutti i contendenti) quando le parti trovano esse stesse la soluzione, che deve pertanto nascere da un processo creativo, realizzato direttamente da loro, con l’aiuto di un terzo imparziale che rispetta le loro decisioni.
Il compito dei Mediatori è stato innanzitutto quello di riattivare un canale comunicativo tra le parti in conflitto. Il conflitto, infatti, produce sempre un effetto di rottura dell'impianto di comunicazione tra due persone; queste possono anche parlarsi, ma poiché hanno perso qualsiasi capacità di ascoltarsi, se si parlano lo fanno solo per riversarsi addosso le ragioni reciproche. Il mediatore deve allora far ritrovare la capacità di comunicare alle due parti (persone o gruppi); le quali, a quel punto, comunicando, potranno trovare la loro soluzione.

5. Esito delle pratiche di mediazione durante il 2006
L’adesione da parte dei convocati è stata pari al 83 % e la percentuale di accordo sulle mediazioni è stata del 87% Le percentuali sono sicuramente più che positive dato che a livello internazionale la percentuale di accettazione si aggira attorno al 50%, mentre la percentuale di accordi è attorno al 70%.

6. Problematiche ricevute:
Le problematiche oggetto delle mediazioni ricevute nel corso dell’anno 2006, hanno riguardato nella maggior parte questioni condominiali, a scendere verde privato, animali domestici, problemi con l’amministratore e rumori molesti.

7. Conclusioni
La mediazione vista in questo quadro è una strategia per una nuova azione sociale, che comporta un investimento da fare sulla popolazione per renderla più capace di convivere con i problemi sociali che affliggono il proprio territorio.
Aspetti di criticità: si avverte la necessità di riprendere gli incontri informativi per rinforzare la collaborazione con il servizio e utilizzare altri strumenti di diffusione alla cittadinanza.
(relazione a cura di Roberto Cesarano - Presidente Ass. Equilibrio)


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