In mostra al centro Girasole le foto di Menabò e Fogacci

18/ott/2007 16.00.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Al centro Girasole la prima mostra dedicata ai giovani artisti ferraresi
Silenziose emozioni ritratte in bianco e nero


18-10-2007

Il bianco e nero come strumento per “interpretare un silenzio fatto di forme e di attimi”. Questa, secondo le parole di Tiziano Menabò, la cifra stilistica che contraddistingue le fotografie da lui realizzate assieme a Fabio Fogacci e, da sabato 20 ottobre, esposte al centro di riabilitazione Il Girasole (in via Tassini 6, area ex Zenit).
La mostra, dal titolo “L’altro silenzio”, segna il debutto dell’attività espositiva che il centro riabilitativo intende condurre in collaborazione con l’ufficio Giovani artisti del Comune, per proporre un programma di rassegne bimestrali tutte dedicate agli esordienti della scena artistica ferrarese. “Grazie al centro Girasole - ha dichiarato stamani in conferenza stampa l’assessore alla Cultura Massimo Maisto - abbiamo la possibilità di dare risposta a una delle esigenze maggiormente avvertite dai nostri giovani creativi, quella di spazi per esporre le loro opere e per farle conoscere al grande pubblico. L’idea di portare l’arte nei luoghi della quotidianità riveste per noi grande rilievo e intendiamo continuare a perseguirla con l’aiuto dei privati che vorranno mettere a disposizione i propri spazi”. “Condurre le forme di espressività artistica sul territorio - ha confermato il responsabile dell’ufficio Giovani artisti Leonardo Punginelli - è uno dei nostri principali obie! ttivi e la collaborazione offerta in questo ambito dalle diverse realtà cittadine ci permette di unire agli spazi tradizionalmente vocati all’attività espositiva, ambienti non convenzionali e proprio per questo particolarmente stimolanti per i giovani creativi”.
“L’idea di organizzare un ciclo di mostre all’interno del nostro centro di riabilitazione - ha affermato la portavoce del Girasole Cristiana Sarasini - è nata dal pensiero che un servizio sanitario non può solo occuparsi della salute dell’uomo, ma deve anche dare spazio e accoglienza ad altri aspetti e manifestazioni dell’uomo stesso, come l’arte e la cultura”.
Tutte realizzate su pellicola e con macchine fotografiche d’altri tempi, le immagini della mostra che sarà inaugurata sabato 20 alle 17, raffigurano, come spiegato da Tiziano Menabò, “paesaggi della quotidianità italiana, accomunati da un silenzio carico di emozioni”. Gli autori, Fogacci e Menabò lavorano assieme da diversi anni, uniti sotto il logo “Fotogrammi”.
L’esposizione potrà essere visitata negli orari di apertura del centro fino al 19 dicembre prossimo e sarà seguita, nei mesi di gennaio e febbraio, dalla personale della pittrice e illustratrice Moira Buzzolani. Gli artisti che vorranno proporre le proprie opere per le esposizioni successive potranno rivolgersi all’ufficio Giovani artisti del Comune (via dè Romei 3, tel. 0532 418305-6).

LA SCHEDA a cura degli organizzatori

In mostra... “l’altro silenzio”


A Ferrara, nel Centro di riabilitazione e terapia fisica Girasole di via Tassini 6 (ex Zenit), in mostra il bianco e nero di Fabio Fogacci e Tiziano Menabò. Un itinerario tra la quotidianità di luoghi che si svelano all’improvviso “diversi” perché metafora di ritrovate emozioni.
L’esposizione, visitabile dal 20 ottobre al 19 dicembre, è organizzata dal Centro di riabilitazione e terapia fisica Girasole e dal Comune di Ferrara - Ufficio Giovani Artisti.

Se “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” - scriveva Voltaire -, le fotografie di Fabio Fogacci e Tiziano Menabò si dipanano in intrecci di prospettive che altro non sono se non la registrazione di una realtà quotidiana che ai più sfugge, talvolta visivamente più complessa di quanto si sarebbe anche disposti ad immaginare.
Il titolo della mostra, L’altro silenzio, rende omaggio al vero protagonista di ogni singolo scatto, capace ancora di disegnare nell’animo un’emozione.
Sapere guardare con occhi diversi i luoghi e gli ambienti di ogni giorno, sapere leggere i loro silenzi e trasferirli in immagini, sfruttando ogni loro caratteristica per comunicare emozioni, per liberare l’occhio e la mente dai lacci dell’abitudine. E’ la mappa del lavoro dei due fotografi, la cui mostra coglie la quotidianità di luoghi che si svelano all’improvviso “diversi”, perché metafora di ritrovate emozioni che guidano l’osservatore in una nuova geografia dei sentimenti.
Quando si parla di emozioni, spesso si chiama in causa la memoria e, dunque, il tempo; raramente lo spazio e quel particolare rapporto fatto di sentimenti con i luoghi che si dipanano sotto occhi appena appena attenti. Luoghi che sono improntati ai silenzi e alle atmosfere dell’animo: dalle periferie delle città, da cui la natura stenta sempre più a lanciare il proprio silenzioso grido, ai paesaggi montani, che fanno di ogni silenzio un’intensa emozione, a luoghi marginali di realtà che non hanno una propria collocazione geografica bensì emotiva. I luoghi, appunto, di Fogacci e Menabò, fotografi sotto il comune logo “Fotogrammi”.
Sono immagini che sfuggono alla quotidianità e ad un’ormai abituale, dilagante frenesia, realizzate rigorosamente in bianco e nero con apparecchi fotografici e tecniche ai margini dell’attuale panorama in cui impera il digitale e la logica del “mordi e fuggi”. Immagini figlie di apparecchi di medio e grande formato; figlie, prima di tutto, di un silenzio interiore i cui significati si rivelano mano a mano che i due fotografi avanzano nel cammino verso se stessi, abitanti di terre note e, del pari, sconosciute, in un viaggio che non finisce mai, pieno di domande e di parole.
Parole che si amalgamano nei frammenti di poesia che integrano le fotografie sfidandone i silenzi; parole messe assieme con attenzione, una dopo l’altra, contemporanee allo scatto fotografico. Parole che cadono sulla carta in silenzio, ma che producono - a saper ascoltare - un unico rumore percepibile: il misterioso e affascinante soffio della vita.


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