Museo Storia Naturale FE - Una nuova scoperta nel mondo zoologico

30/ott/2007 11.49.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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ANCHE IL MUSEO DI STORIA NATURALE COINVOLTO NELLA RICERCA
Una nuova scoperta nel mondo zoologico


30-10-2007

Una novità coinvolge il mondo scientifico e in particolare il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara. Dopo un anno di studi e di analisti sui reperti raccolti durante la spedizione scientifica, denominata “Progetto Ecomusa”, effettuata nel novembre 2006 in Perù da ricercatori italiani fra i quali Stefano Mazzotti, curatore della sezione zoologica del museo ferrarese, ora la scoperta di una nuova specie zoologica è stata finalmente comunicata ufficialmente al mondo degli studiosi.
E’ stata infatti descritta una piccola rana arborea e dallo studio è scaturita una pubblicazione che sarà stampata nella prestigiosa rivista scientifica internazionale "Zootaxa". Il manoscritto è stato visionato dal Professor William E. Duellmann, Biologo americano dell'Università del Kansas molto noto a livello internazionale e specialista del settore, che ha contattato direttamente i ricercatori italiani. L’articolo sarà pubblicato sulla rivista entro i primi mesi del 2008 e la nuova specie di anfibio sarà anche segnalata, con una foto degli autori dello studio, su un importante volume curato proprio dallo scienziato americano, che farà il quadro di tutte le specie di anfibi americani, una sorta di compendio della biodiversità. La nuova specie sarà chiamata "Eleuterodattilo" dal muso bianco (nome scientifico = Pristimantis leucorrhinus). L'esemplare è attualmente nella collezione del Museo di Storia Naturale ma sarà presto spedito al Museo Nazionale di Scienze Naturali di ! Lima, come impongono le recenti normative internazionali. Questa scoperta potrà dare forza al gruppo di ricerca per proporre un proseguimento del progetto. Il prossimo 5 dicembre 2007 al Convegno Nazionale dell'Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) che si terrà a Verona, del quale il dottor Mazzotti è uno degli organizzatori scientifici, saranno presentati i risultati della spedizione nell’Amazzonia peruviana illustrando la ricerca.

PERCHE’ STUDIARE LA BIODIVERSITA DEL PIANETA
I mutamenti climatici rendono sempre più urgenti le conoscenze della complessità della vita sul nostro Pianeta. Molti studi, infatti, stanno evidenziando l’effetto del rapido cambiamento climatico sui cicli biologici e i ritmi di attività di molte specie animali. Gli Uccelli spostano periodi e rotte di migrazione, anfibi, rettili e mammiferi modificano i periodi di ibernazione e letargo. Alcune di queste specie assumono un ruolo di indicatori ecologici per la comprensione dei meccanismi di eventi così complessi. Gli anfibi, ad esempio, sono oggi fra gli organismi più a rischio perché legati a condizioni microclimatiche dell’ambiente in cui vivono. Essi sono, perciò, fra quelli più utili come indicatori delle dinamiche degli ecosistemi. Che futuro avrà la biodiversità? E’ possibile salvare dall’estinzione le specie che costituiscono l’unicità del nostro pianeta? E’ ormai evidente che questi grandi mutamenti rendono cruciali le conoscenze sulla complessità della vita sulla Te! rra. L’esplorazione scientifica di aree fondamentali per l’intero ecosistema terrestre come le foreste dell’Amazzonia rappresentano oggi la possibilità di conoscere nuove specie di piante e animali e i complessi rapporti fra gli organismi degli ecosistemi che più influenzano le dinamiche del clima.
PROGETTO ECOMUSA
Il Progetto ECOMUSA (Evaluación Comparativa Multitaxa Selvas Amazonicas) è nato nei primi anni del 2000 nell'ambito di un gruppo di biologi e naturalisti interessati a dare un contributo alla conoscenza della ricchezza di specie animali dell'America meridionale stimolati dal progressivo incremento di descrizioni di nuove specie anche in questo secolo. Nonostante le difficoltà organizzative e le limitazioni finanziarie si sono attuate due spedizioni scientifiche in Perù alle quali hanno partecipato naturalisti afferenti al Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola (Torino), al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, al Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino e all’Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente di Torino. Grazie alla collaborazione dell'INRENA (Instituto Nacional de Recurrsos Naturales) della Repubblica del Perù e di alcune istituzioni scientifiche di Lima, fra le quali l'Universidad Nacional Agraria La Molina si sono effettuate os! servazioni e campionamenti di esemplari di Anfibi, Rettili, Mammiferi e Uccelli attualmente conservati presso le collezioni di studio dei musei di Carmagnola e Ferrara, e si è raccolta un ampia documentazione fotografica in due diverse aree protette peruviane. I risultati preliminari, in corso di pubblicazione, hanno consentito di ampliare le conoscenze zoologiche
per le aree indagate e, in particolare per il Parque Nacional Yanachaga-Chemillén caratterizzato da foreste pluviali montane.

GLI ANFIBI COME INDICATORI DELLO STATO DI SALUTE DEL NOSTRO PIANETA
Dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso molti rapporti scientifici hanno documentato le critiche condizioni demografiche degli anfibi in varie regioni del mondo, dove si sono verificate diverse estinzioni repentine di alcune specie particolarmente sensibili ai mutamenti indotti dall’uomo. Fin dalle prime indagini su questo fenomeno ci si è accorti che la contrazione demografica di questi vertebrati era insolitamente rapida e il fenomeno riguarda spesso interi gruppi di specie. Inoltre le aree interessate non sono soltanto quelle notoriamente minacciate, ma anche quelle sottoposte a regime di tutela come la foresta umida di Monteverde in Costa Rica e lo Yosemite National Park negli Stati Uniti. Oggi, a più di dieci anni dall’inizio del declino degli anfibi, si sono fatti grandi passi nella comprensione del fenomeno. Se, da una parte, molti quesiti restano senza risposta, dall’altra non c’è più alcun dubbio sulla concretezza del problema e sulla sua complessità dovuta all’! intricata rete di cause coinvolte. Anche alle nostre latitudini l'erpetofauna è oggi da annoverarsi fra i gruppi più esposti al rischio di estinzione. Sebbene dal raffronto fra la lista delle specie padane attuali e gli elenchi degli inizi del Novecento si possa trarre il confortante dato che nessuna specie si è estinta, dati ufficiali del Consiglio d'Europa hanno messo in evidenza elevate percentuali di specie a rischio: in Europa la minaccia di estinzione interessa 13 specie di Anfibi, in Italia sono da considerare in pericolo almeno 6 specie di Anfibi. Gli Anfibi sono fra gli animali più strettamente legati alle condizioni microclimatiche e chimico-fisiche dell’ambiente in cui vivono, perciò quelli più utili per una utilizzazione in qualità di indicatori delle dinamiche delle condizioni dell’ecosistema. Il loro peculiare ciclo biologico, che comprende una fase larvale acquatica, permette di utilizzare le eventuali turbative dello sviluppo embrionale dipendenti dalle cara! tteristiche dell’habitat acquatico quali indicatori di situazioni patologiche ambientali.

MAZZOTTI MUSEO STORIA NATURALE

STEFANO MAZZOTI, è laureato in Scienze Naturali presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Parma; dal 1990 è Conservatore di Zoologia presso il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara.
Dal 1997 al 2004 ha sostenuto carica elettiva di membro del Consiglio Direttivo della Societas Herpetologica Italica (SHI). Dal 2004 è membro del Consiglio Direttivo della Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e dal 2007 è Presidente della Società Naturalisti Ferraresi
Nel corso di questi anni ha condotto numerose missioni per conto del Museo di Storia Naturale per campionamenti e raccolte al fine di incrementare le collezioni zoologiche fra le quali in Grecia, Croazia, Alpi, Appennini, Sardegna, Sicilia e varie isole del Mediterraneo, Africa e Sud America.
E’ collaboratore del Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia dell’Unione Zoologica Italiana per la stesura dei volumi in preparazione su Amphibia e Reptilia.
E’ autore di circa un centinaio di pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Ha curato la progettazione museografica e la realizzazione di esposizioni museali e mostre tematiche sulla biodiversità. Svolge attività didattica universitaria in qualità di correlatore di tesi e in qualità di docente su argomenti di zoogeografia, ecologia di comunità e popolazione oggetto delle ricerche in atto presso l’Università di Ferrara, l’Università di Bologna, l’Università di Parma, l’Università Politecnica delle Marche di Ancona
Le attività di ricerca si basano su tre argomenti principali: 1) Biogeografia e analisi dei patterns di distribuzione di alcuni gruppi tassonomici di Vertebrati (Anfibi, Rettili, Mammiferi) con approfondimenti basati su analisi statistiche multimetodologiche sulle relazioni fra gli areali di distribuzione e i parametri bioclimatici territoriali ed ecologici strutturali; 2) Caratterizzazioni tassonomiche e sistematiche di Anfibi, Rettili e Mammiferi Insettivori mediante studi di tipo morfometrico e biomolecolare (analisi del DNA); 3) Analisi dell’ecologia di comunità e di popolazioni di Anfibi, Rettili e Mammiferi (Insettivori e Roditori).


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