Consiglio comunale - seduta 14 marzo

14/mar/2008 19.30.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Illustrata dall'assessore Polastri la relazione al Bilancio comunale di previsione 2008


14-03-2008

E’ stata una relazione dell’assessore al Bilancio Roberto Polastri ad aprire oggi il ciclo di sedute del Consiglio comunale dedicate alla delibera di ”Approvazione del Bilancio di previsione del Comune di Ferrara per l’anno 2008, del Bilancio per il triennio 2008/2010, dalla Relazione previsionale e programmatica per il periodo 2008/2010 e relativi allegati; approvazione dell’elenco dei lavori da avviare nell’anno 2008 e del programma triennale 2008/2010 dei lavori pubblici”.
Successivamente i consiglieri hanno illustrato gli otto emendamenti giudicati accoglibili (3 del Sindaco, 2 del gruppo consigliare AN-PdL, 1 congiunto dei gruppi PD, Prc, Verdi per la pace e 2 del gruppo Io amo Ferrara). In questa fase sono intervenuti il consigliere Gianluca Vitarelli (PD), l’assessore Roberto Polastri, l’assessora Mariella Michelini e i consiglieri Mauro Malaguti (AN-PdL), Simone Lodi (AN-PdL), Liliano Cavallari (Io amo Ferrara).
Sono state poi 21 complessivamente le risoluzioni presentate; questi i consiglieri illustratori:
- Francesco Rendine (AN-PdL) 1 risoluzione, - Liliano Cavallari (Io amo Ferrara) 3 risoluzioni, - Enrico Brandani (AN-PdL) 4 risoluzioni, - Mauro Malaguti (AN-PdL) 2 risoluzioni, - Simone Lodi (AN-PdL) 1 risoluzione, - Luca Cimarelli (AN-Pdl) 2 risoluzioni, - Barbara Diolaiti /Verdi (anche a nome dello Sdi) 3 risoluzioni, - Barbara Diolaiti (Verdi ) 1 risoluzione, Gianluca Vitarelli (PD) 1 risoluzione, - Irene Bregola (Prc) 2 risoluzioni, Luigi Marattin (PD) 1 risoluzione.

La fase dedicata al dibattito - che si chiuderà con il voto sul documento - è prevista alla ripresa dei lavori nella seduta di lunedì 17 marzo (alle 16.30) per proseguire poi martedì 18 marzo (alle 16.30) e mercoledì 19 marzo (a partire dalle 9). All’inizio della seduta di lunedì l’assemblea procederà all’esame e al voto della delibera “Conferma per l’anno 2008 della maggiorazione nella misura pari allo 0,5% dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale all’Irpef ed eliminazione dell’esenzione per i redditi inferiori ad euro 9mila”.

LA SCHEDA
RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2008 (testo a cura dell’assessore al Bilancio Roberto Polastri)
Tra un anno si completerà il mandato amministrativo e per il
Comune di Ferrara, così come per la stragrande maggioranza dei Comuni italiani, sarà trascorso senza che nessuno dei nodi istituzionali e finanziari che determinano il funzionamento e la vita delle istituzioni locali sia stato sciolto in modo positivo. Fra le molte vittime dello scioglimento anticipato della legislatura stanno le leggi di attuazione del Titolo V della Costituzione,
innanzitutto il federalismo fiscale Ed il codice delle autonomie locali, il cui esame era in corso nella prima commissione al Senato.
Così come sono di nuovo al palo le modifiche della Costituzione che avrebbero potuto reimpostare la vita istituzionale del Paese garantendo forza ed efficienza ai sistemi decisionali necessari per governare la nazione in questa fase tumultuosa di mutamenti economici e sociali che rischiano di deteriorare in modo irrimediabile il livello di sviluppo dell’Italia.
La lunga transizione, ormai insopportabile, del sistema istituzionale e del sistema politico, apertasi all’inizio degli anni ’90, è pertanto destinata a continuare in uno stato di confusione e di incertezza il cui prezzo per il sistema Paese è il rischio concreto del declino storico rispetto al novero dei paesi a noi vicini.
In questo contesto, anche per il 2008 e, sono facile profeta, sarà così anche per il 2009, si è ripetuto lo schema logoro dell’attesa spasmodica del varo definitivo della legge finanziaria per conoscere il contesto normativo e finanziario nel quale collocare le scelte di governo dei Comuni.
Sta qui tanta parte del ritardo con il quale presentiamo al consiglio il Preventivo 2008 poiché il valore di alcune poste di bilancio, primo fra tutti, il minor gettito ICI legato al sistema di detrazioni inserito nella finanziaria, andava responsabilmente stimato in modo preciso per le ovvie conseguenze finanziarie che ne derivano.
Uno schema logoro, che costringe anno dopo anno a trattative annuali e settoriali con lo Stato centrale, a modifiche strutturali del contesto entro il quale collocare i costi, i calcoli per il rispetto del patto di stabilità interno che cambiano, da sempre, tutti gli anni, COSì come cambiano aspetti decisivi per la quantificazione delle risorse a disposizione.
Ai Comuni italiani tutto ciò non va bene, vorremmo il federalismo fiscale presto e avremmo voluto un’anticipazione nel 2008 di un provvedimento di coordinamento di tutta la materia finanziaria locale fuori dalla legge finanziaria proprio perchè, a fronte delle nostre responsabilità vogliamo certezza ed autonomia.

CONTENUTI DELLA LEGGE FINANZIARIA 2008
Le principali disposizioni che interessano gli Enti locali sono concentrate su tributi, patto di stabilità, riduzione dei cosiddetti costi della politica e personale.
Per grande parte della manovra il giudizio dei Comuni non può essere positivo, le misure ivi contenute destano allarme e preoccupazione per le ricadute negative sui bilanci degli Enti Locali.

Ci si aspettava una maggiore attenzione alle autonomie locali, lo schema di legge sulla riforma delle autonomie presentato lo scorso anno faceva sperare in provvedimenti che davvero potessero attuare il titolo V della Costituzione, ci si augurava un dibattito ed un confronto vero su questi temi, che tenessero conto di chi - come le amministrazioni comunali - rappresenta il primo livello istituzionale vicino ai cittadini e per questa ragione chiamate e “obbligate” più di altri a dare risposte concrete.
Il taglio di 313 milioni di euro ipotizzato per la riduzione dei cosiddetti costi della politica nei Comuni e nelle Province, combinato con l’esenzione dell’ICI degli immobili strumentali delle cooperative agricole introdotte dal DL 159, unito al taglio di 609 milioni di euro sui bilanci 2007 ufficializzato dallo Stato sul fronte del recupero del gettito ICI, determina una riduzione permanente gravissima e insostenibile dei trasferimenti dello Stato ai Comuni.

Sul fronte dei tributi locali, il minor gettito derivante dai tagli sull’ICI dovrebbe essere sterilizzato da un corrispondente aumento dei trasferimenti statali alle date di scadenza dei versamenti, con conguaglio il 31 maggio dell’anno successivo, in base a modalità rinviate ad uno specifico decreto attuativo.
Nel mantenere un giudizio positivo sulla riduzione dell’ICI prima casa.
Sottolineo che questo comporta un rilevante cambio di rotta rispetto al percorso di federalismo fiscale iniziato nel 1992 con l’istituzione dell’imposta: con il ripristino di un trasferimento statale a compensazione di una minore entrata tributaria locale si assiste, infatti, al ridimensionamento dell’autonomia finanziaria ai Comuni.

Sempre a proposito di ICI, va ricordato che l’applicazione dell’art. 2, commi 39 e 46, del DL 262/2006 ha prodotto, a partire dal 2007, una riduzione dei trasferimenti ordinari, a fronte di un maggior gettito dell’imposta, conseguente all’aggiornamento del catasto dei terreni per le variazioni colturali dei terreni agricoli, ai controlli da parte dell’Agenzia del Territorio sui fabbricati che hanno perso il requisito di ruralità, alla nuova classificazione delle unità immobiliari del gruppo catastale E ed all’aumento del moltiplicatore da 100 a 140 dei fabbricati del gruppo catastale B.
In sede di assestamento al Bilancio di previsione 2007, in corrispondenza dell’aumento delle entrate tributarie compensate dalla riduzione del trasferimento statale, il legislatore ha previsto di vincolare una quota corrispondente all’avanzo di amministrazione 2007, a garanzia dell’effettivo incasso. Si ribadisce che l’elemento di maggiore criticità è pertanto da imputare non tanto alla riduzione dell’entrata, quando all’incertezza sulla sua effettiva realizzazione e ciò si ripete anche nel Preventivo 2008.

PATTO DI STABILITA’ E NORME FINANZIARIE
Si dispone l’ampliamento al 2010 delle regole dettate dalla legge finanziaria 2007, la modifica dei coefficienti di partecipazione e degli obiettivi programmatici e, e si stabilisce l’introduzione del principio della competenza mista. Vengono dettate regole specifiche per il 2008 per gli enti che hanno avuto nel triennio 2003/2005 un saldo medio di competenza positivo, si stabilisce l’ampliamento dell’utilizzo degli avanzi di amministrazione, si danno premi agli enti virtuosi. Fissato inoltre il principio del monitoraggio trimestrale, disposto il completamento e l’adattamento del sistema Siope.
Viene data al governo la possibilità di dettare norme per la limitazione dei prelevamenti dal conto presso la Tesoreria.
I proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione potranno essere utilizzati fino al 50% per spesa corrente e fino al 25% per la manutenzione del patrimonio immobiliare dei Comuni.
E’ previsto un taglio dei trasferimenti in misura pari ai risparmi conseguenti all’applicazione delle norme di contenimento delle spese della politica.

IL PERSONALE
All’art. 3 della finanziaria vengono dettate le norme sul lavoro flessibile nella pubblica amministrazione, prevedendo incarichi esterni solo a soggetti di comprovata professionalità (specializzazione universitaria). Il ricorso al tempo determinato è previsto solo per esigenze stagionali o sostituzione di maternità.
In materia di conferimento di incarichi di collaborazione, è prevista l’adozione da parte del Consiglio comunale di uno specifico regolamento e di un piano che definisca i limiti di spesa,da inviare alla sezione di controllo della Corte dei Conti.
I contenuti programmatici e gli effetti delle scelte di bilancio sull’attività dell’amministrazione per l’esercizio 2008 sono illustrati a cura degli assessori competenti nella relazione allegata e a quella rimando per le valutazioni di merito; io mi limiterò all’illustrazione dei contenuti contabili e finanziari della manovra.

ENTRATE
Vorrei partire dal sottolineare che per l’esercizio in corso la manovra di bilancio è in equilibrio ad invarianza della pressione fiscale locale dal punto di vista formale, mentre, dal punto di vista sostanziale degli effetti sui cittadini, il peso fiscale è sensibilmente in calo.
Rimangono inalterate le aliquote dell’ICI e dell’addizionale IRPEF e pertanto i previsti aumenti di gettito sono unicamente da imputare alle previsioni di ampliamento delle rispettive basi imponibili.
Le tariffe dei servizi a domanda individuale registrano aumenti inferiori al tasso di inflazione atteso e anche se non direttamente riconducibile ai contenuti del bilancio dell’amministrazione comunale, la tariffa di igiene ambientale rimane bloccata per il terzo anno consecutivo e quindi si può ben sostenere che la dimensione reale del suo valore sia diminuito del 6% rispetto alla gestione 2005.
Per effetto dei contenuti della Finanziaria riguardanti gli sgravi sull’ICI prima casa, i cittadini interessati registreranno un risparmio fiscale di oltre 4.500.000 euro, pari a più del 40% del totale del gettito.
Per quanto riguarda le altre voci significative di entrate, sottolineo il perdurante calo del valore dei trasferimento dallo Stato e dalla Regione il cui effetto, sommandosi al mancato recupero da molti anni del tasso di inflazione effettivo, determina una costante perdita di potere d’acquisto da parte dell’amministrazione di questa componente di bilancio che rappresenta il 25% del totale delle entrate.
Rimane da evidenziare come l’equilibrio di parte corrente sia garantito dall’utilizzo per il 2008 del 75% del gettito degli oneri di urbanizzazione, così come consentito dalle norme della Finanziaria e di come, a differenza dell’anno trascorso, non sia stata iscritta fin dalla presentazione del bilancio, la previsione dell’avanzo di gestione 2007, l’utilizzo del quale è condizionato dall’esito del contenzioso tra governo centrale e comuni sui tagli ai trasferimenti conseguenti all’ipotizzato aumento di gettito ICI riguardante le rivalutazioni catastali.
A seguito di un’ auspicabile soluzione positiva di questa controversia, sarà possibile applicare l’avanzo nel corso della gestione corrente impinguando i capitoli di spesa che hanno dovuto sopportare, in questa fase, le decurtazioni più significative, a partire da quelli sulla spesa sociale.

SPESA
La struttura delle componenti di spesa ripropone in modo accentuato i caratteri di rigidità e di dipendenza da fattori esterni all’effettiva capacità di governo, in sede locale, delle dinamiche che si realizzano.
La spesa del personale aumenta, seppure in modo lieve, rispetto all’anno scorso nonostante non siano previste nuove assunzioni, ma, anzi, si registri una diminuzione degli organici.
Dall’inizio della legislatura alla fine del 2008 i dipendenti comunali diminuiranno di altre 100 unità, circa il 7% del totale, e, nonostante questo, il costo del personale, nel periodo corrispondente, è aumentato di oltre il 13%.
La Giunta in carica si è impegnata quindi ad un’opera rigorosa di riorganizzazione e di ridimensionamento in sede locale che però sul versante dei costi è vanificata da un sistema di relazioni sindacali che vede le decisioni sui contratti di lavoro collocati a livello centrale ed il ribaltamento degli oneri conseguenti in sede locale senza riconoscimento ai comuni di trasferimenti aggiuntivi a copertura dei maggiori costi.
e spese per l’ammortamento del debito sono in sensibile aumento a causa dell’andamento dei tassi di interesse e del livello dello stock che ha raggiunto i 166 milioni al 31/12/2007.
La stabilizzazione di questo elemento di spesa nel nostro bilancio è uno degli obiettivi essenziali di questa fine legislatura.
Come già molte volte enunciato, nell’esercizio in corso, le spese di investimento previste troveranno copertura prevalentemente, se non esclusivamente, dalle entrate patrimoniali che realizzeremo a vario titolo, in primo luogo dall’alienazione dei cespiti patrimoniali non necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Ente.
Il livello del debito raggiunto è indubbiamente un elemento di rigidità del bilancio e di preoccupazione in un momento di relativa turbolenza dei mercati finanziari, anche se ormai da molti mesi la tendenza al rialzo è ferma e le previsioni a medio termine non volgono al peggio.
Va comunque sottolineato che la discussione sul livello del debito va collocata correttamente in una riflessione sia di natura economico patrimoniale, sia da un punto di vista sostanziale in termini di investimenti che sono stati realizzati a favore della città.
Al 31/12/1999 il debito accumulato era pari a 137 milioni di euro.
Al 31/12/2007 era di 166 milioni di euro e ritengo possa scendere a 156 a fine legislatura.
In questo lasso di tempo gli investimenti realizzati a fine legislatura sfioreranno un valore di 400 milioni di euro e, per richiamare una questione che, unicamente per ragioni polemiche, viene affiancata al tema del debito e cioè la vendita di Agea ad Hera, vorrei ricordare che il valore delle azioni detenute in portafoglio,che all’atto della fusione era di 1,24 euro, oggi oscilla attorno a 3 euro, quindi il patrimonio corrispondente è quasi triplicato.
Quindi a fronte di un indebitamento cresciuto in 10 anni dell’11%, sta un valore patrimoniale enormemente più elevato.
Un’altra componente di costo in decisa dinamica al rialzo riguarda il contratto di servizio della pubblica illuminazione ma, anche in questo caso, registriamo gli effetti del rialzo dei prezzi sui mercati che riguardano sia le materie prime per la realizzazione degli impianti, sia il costo dell’energia che, a seguito del caro petrolio, ha subito aumenti che sfiorano il 30% nell’ultimo triennio.
A fronte di aumenti rilevanti di spesa non determinati da decisioni del governo locale, dalla diminuzione dei trasferimenti da parte di Stato e Regione e dalla volontà di non intervenire alzando la pressione fiscale a carico dei cittadini, la scelta della Giunta è stata quella del ridimensionamento della parte di spesa effettivamente comprimibile attraverso le decisioni politiche e gestionali.
Sono pertanto diminuite le spese di funzionamento dell’Ente e quelle direttamente riconducibili alle attività degli Assessorati.
Rispetto ai dati del preconsuntivo 2007, queste voci diminuiscono di altre 2 milioni di euro e cioè più del 5% del totale delle spese prese in considerazione.
Il livello dei sacrifici imposto non è tale da pregiudicare in quantità e qualità il livello dei servizi offerti alla cittadinanza, ma rappresenta indubbiamente un ulteriore livello di irrigidimento delle componenti del bilancio che dovrà determinare un recupero di efficienza nell’uso delle risorse ed una riflessione approfondita su tipologia e standard delle attività e dei servizi, si impongono scelte strutturali che ridefiniscano le priorità di intervento dell’amministrazione e selezionino l’ammontare delle risorse non più sul criterio della spesa storica.

INVESTIMENTI
La realizzazione degli investimenti è intimamente legata a ragionamenti sul livello del debito di cui ho trattato.
Ragionevolmente il livello di entrate patrimoniali attese si situa tra i 17 ed i 19 milioni di euro e di pari importo saranno quindi gli investimenti in opere pubbliche ed altri che direttamente finanzieremo.
A queste risorse si affiancheranno i co-finanziamenti ed i contributi provenienti da altri soggetti pubblici e che consentiranno di collocare attorno ai 30 milioni di euro la previsione di nuove realizzazioni mantenendo inalterato sostanzialmente il trend degli ultimi esercizi.
Nelle condizioni date, quelle che ci sono concesse dalla situazione economico finanziaria del paese e dalle norme che determinano il nostro agire di governo, questo bilancio ottiene alcuni importanti risultati:
- sono garantite le risorse per la gestione quali-quantitativa dei servizi e delle attività che caratterizzano da decenni il livello del buon governo della città.
- Sono garantite le risorse sia di parte corrente che di investimento per la realizzazione e conclusione del programma di legislatura ed in particolare per il sostegno ai progetti recentemente presentati dal Sindaco.
- Si realizza la stabilizzazione del debito e del numero degli addetti al funzionamento della macchina comunale, realizzando così due precondizioni di rigore gestionale indispensabili per guardare con serenità ai prossimi bilanci. Tutto ciò ad invarianza della pressione fiscale che per gran parte di cittadini, grazie ai provvedimenti su ICI e TIA, verrà percepita in significativo calo.

E’ quindi con serenità e convinzione che chiedo al Consiglio comunale un voto di approvazione del nostro lavoro.





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