Incontro: Giornalismo e legalità. Aspetti e vicende di un mestiere a rischio

Sul tema "Giornalismo e legalità: aspetti e vicende di un mestiere a rischio" tre giornalisti, Paolo Barnard, Roberto Mancini e Carlo Vulpio, si confronteranno venerdì 28 marzo alle 17, nell'aula magna della facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Ferrara (via Savonarola 27, Ferrara) con studenti e cittadini, anche attraverso il racconto delle loro vicende personali, della loro professione.

26/mar/2008 15.30.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Venerdì 28 marzo alle 17, incontro pubblico all'Università in via Savonarola 27
Giornalismo e legalità: aspetti e vicende di un mestiere a rischio


26-03-2008

Fare giornalismo oggi, come ieri, significa raccontare fatti e avvenimenti che accadono attorno a noi. Tutto quello che avviene è potenzialmente notizia se c'è qualcuno che la racconta, con il filtro della propria esperienza e con quello del mezzo di comunicazione che utilizza. Sul tema "Giornalismo e legalità: aspetti e vicende di un mestiere a rischio" tre giornalisti, Paolo Barnard, Roberto Mancini e Carlo Vulpio, si confronteranno venerdì 28 marzo alle 17, nell'aula magna della facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Ferrara (via Savonarola 27, Ferrara) con studenti e cittadini, anche attraverso il racconto delle loro vicende personali, della loro professione.


Venerdì 28 marzo alle 17, nell'aula magna della facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Ferrara (via Savonarola 27, Ferrara), incontro sul tema "Giornalismo e legalità: aspetti e vicende di un mestiere a rischio".
Intervengono:
Paolo Rossi Barnard, giornalista e saggista, autore di inchieste RAI Report e Professione Reporter

Roberto Mancini, giornalista, collaboratore delle riviste Narcomafie e Nuovasocietà;

Carlo Vulpio, giornalista, inviato del Corriere della Sera.

Coordinamento: Sergio Gessi (Università di Ferrara), Alessandro Zangara (Ufficio Stampa Comune di Ferrara)

Patrocini: Comune di Ferrara - Assessorato alle Politiche e Istituzioni Culturali; Associazione Stampa Ferrara; Arci Ferrara

Fare giornalismo oggi, come ieri, significa raccontare fatti e avvenimenti che accadono attorno a noi. Tutto quello che avviene è potenzialmente notizia se c'è qualcuno che la racconta, con il filtro della propria esperienza e con quello del mezzo di comunicazione che utilizza. La rete e i canali di diffusione delle notizie si sono moltiplicati ma temi e qualità delle cronache sono diventati monopolio dei poteri economico-finanziari e politici che gestiscono questi canali comunicativi-informativi, quantomeno i più importanti. Il mestiere del giornalista può essere definito “a rischio” per diverse ragioni:
non può esistere giornalismo se l'editore decide cosa va notiziato
non può esistere giornalismo se la politica non consente, anche con il supporto della legge (magari ad hoc), di raccontare liberamente (e correttamente) ai cittadini fatti e personaggi che la riguardano direttamente o indirettamente
non può esistere giornalismo se chi lo esercita è oggetto (direttamente o indirettamente) di pressioni economiche e psicologiche, oggi più evidenti con la diffusa e scientifica precarizzazione anche di questo mestiere
non può esistere giornalismo (e democrazia) se non esiste la libera circolazione di notizie
C'è chi propone regole più restrittive per tutelare la privacy (le invocano fra gli altri i personaggi politici oggetto di inchieste giudiziarie); c'è chi propone di cancellare l'ordine professionale, lo chiede oggi in particolare chi ha l'obiettivo di togliere di mezzo la casta giornalistica senza fare troppi distinguo.

Quali sono gli strumenti utilizzabili oggi dai cittadini per capire e valutare gli avvenimenti politici, sociali economici di tutti i giorni? Cosa può fare concretamente il cittadino per tutelare il proprio diritto alla conoscenza dei fatti del nostro tempo?
Chi fa giornalismo ha oggi un ruolo sociale utile? Ha mezzi e possibilità per rispettare i principi della responsabilità deontologica? E cosa può (e deve) fare oggi un giornalista sempre più precarizzato per tutelare il proprio diritto a raccontare liberamente e pubblicamente i fatti?

Tre giornalisti si confrontano su questi temi con i cittadini per analizzare aspetti e vicende, anche personali, di questo mestiere “a rischio”.

Per segnalare l'intenzione di porre domande ai relatori, inviare una e-mail a sergio.gessi@unife.it, zangara.stampa@comune.fe.it

SCHEDE E APPROFONDIMENTI

PAOLO ROSSI BARNARD - Vive a Bologna, scrive saggi per Golem del Sole 24 Ore, articoli di attualità per Oggi. Ha pubblicato per Rizzoli BUR il libro “Perché ci odiano” che denuncia il grande terrorismo di Israele, USA, GB e Russia e l’ipocrisia occidentale che lo nasconde, fonte dell’odio islamico contro di noi. Autore di inchieste e reportage nella struttura di RAI Educational. Sta scrivendo un libro per la Rizzoli sul terrorismo occidentale. Dal 1994-2004 ha lavorato in RAI. E’ tra i fondatori dei programmi d’inchiesta Professione Reporter e Report (RAI 2 e RAI 3). Autore di inchieste televisive su temi internazionali, fra cui “I Globalizzatori”, “Un Debito senza Fondo”, “Little Pharma Big Pharma”, “Perché ci Odiano?” e “L’Altro Terrorismo”. Autor! e di diverse pubblicazioni fra cui il volume “Aiutami a Morire”. Collabora a Micromega. E' stato corrispondente estero e collaboratore per le maggiori testate nazionali, fra cui Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Mattino, La Repubblica, Il Secolo XIX, Il Manifesto, Ansa, Radio Popolare, Il Sabato, Chorus et al. Ha collaborato con la testata televisiva Samarcanda. Inoltre, è impegnato nel sociale con al suo attivo l’appartenenza a gruppi per i diritti umani, per l’assistenza agli ammalati terminali, per l’esclusione sociale, e fa "un milione di altre strane cose".
>> barnard_articoli_documenti.doc

ROBERTO MANCINI - Nato ad Aosta, ha collaborato al settimanale la Vallèe e al quotidiano Il Manifesto; ha lavorato al Tg3 della Val d’Aosta. Corrispondente per il quotidiano la “Gazzetta del Piemonte”. Collabora con la Struttura Programmi della Rai, realizzando in radiofonia due rubriche di natura e soggetto sportivi. E' stato redattore capo de "la Gazzetta della Valle d'Aosta". Dal 1998 al 2004 vicepresidente dell'Ordine dei Giornalisti della Vda. Attualmente è corrispondente per la Vda del quotidiano Liberazione e collabora col quindicinale torinese Nuovasocietà di Diego Novelli e con il mensile Narcomafie del gruppo Abele.
>> mancini_articolo.doc

CARLO VULPIO - da 18 anni giornalista del Corriere della Sera, inviato, si è occupato di grandi fatti di cronaca in Italia e all'estero, della guerra in Bosnia e Croazia nel 1995; è stato docente a contratto all'università di Bologna, laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica. Per Il Saggiatore, sta per uscire un suo libro sul nuovo sistema del malaffare italiano (presentazione il 9 maggio a Torino, Fiera del Libro).
>> vulpio_articoli.doc


ALTRA DOCUMENTAZIONE (aggiornamento continuo)

>> giornalismo e legalità_locandina.pdf
>> franco_abruzzo_libertà di stampa_diritto di cronaca.doc
>> mafie_e _informazione_articolo21.doc

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