Onstage teatro: il 4 aprile Sogno di una notte all'osteria

Fino al prossimo mese di maggio i diversi gruppi locali presenteranno alla città le loro produzioni, proponendo un saggio della varietà di tendenze e linguaggi che caratterizzano il teatro contemporaneo, da quello di ricerca al dialettale, dal comico al cabarettistico, fino al musical, a testimonianza dell'attuale vitalità ferrarese nel campo delle arti performative.

02/apr/2008 10.30.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Venerdì 4 aprile appuntamento con Onstage teatro
In scena “Sogno di una notte all’osteria”


02-04-2008

Saranno gli ironici aneddoti di “Sogno di una notte all’osteria”, interpretati dalla compagnia La Carovana del tempo, a intrattenere il pubblico della sala Estense, venerdì 4 aprile alle 21, per un nuovo appuntamento con Onstage teatro.
Lo spettacolo offrirà una carrellata di divertenti episodi raccontati e vissuti all’interno di una vecchia osteria, a riproduzione delle tante sfaccettature della vita quotidiana.
Promossa dall’Amministrazione comunale, la rassegna Onstage teatro intende offrire alle compagnie cittadine la possibilità di esibirsi dal vivo sul palco della sala Estense. Fino al prossimo mese di maggio i diversi gruppi locali presenteranno alla città le loro produzioni, proponendo un saggio della varietà di tendenze e linguaggi che caratterizzano il teatro contemporaneo, da quello di ricerca al dialettale, dal comico al cabarettistico, fino al musical, a testimonianza dell’attuale vitalità ferrarese nel campo delle arti performative.
Lo spettacolo è a ingresso libero.
Il prossimo appuntamento con Onstage teatro è previsto per venerdì 11 aprile con lo spettacolo “Eternamente vivrò” della compagnia Delfica.
I gruppi teatrali interessati a partecipare alla rassegna possono contattare l’Ufficio Giovani Artisti del Comune di Ferrara, in via De Romei 3 (tel. 0532 418306 / 329 7080277, email artisti@comune.fe.it).

La scheda sullo spettacolo a cura degli organizzatori:
Sogno di una notte all’osteria

In un momento così difficile per tutti, dove non c’è settore che non risenta dei contraccolpi della crisi economica e della confusione di valori tipiche dei periodi di transizione, la compagnia ha pensato di proporre un testo che permetta, per una sera, di godere un poco di evasione. Ma non bastava la comicità fine a se stessa, si voleva qualcosa di più. Ecco che allora, piano piano, la comicità diventa ironia, sottile, a tratti sferzante e provocatoria, il comico diventa osservatore della realtà da lui vissuta con evidente, spiccato spirito critico.
Le storie che vengono raccontate inducono all’immediato sorriso perché paradossali, ma proprio per questo potrebbero essere cucite su qualsiasi abito. Ecco quindi che ci si ritrova a sorridere dei politici, dei giornalisti, degli scrittori, degli avvocati, dei prìncipi, dei media in genere, della gente comune, di noi stessi.
Lo spettacolo si snoda lungo un percorso di aneddoti raccontati e vissuti all’interno di una vecchia osteria, dove si intrecciano storie e personaggi che ognuno di noi potrebbe incontrare nelle molteplici sfaccettature della vissuta quotidianità.
Le storie sono intercalate da vecchie canzoni da balera, che danno all’insieme quel tocco di leggerezza che permette allo spettatore di lasciarsi cullare piacevolmente nel ritmo della scena, gustando maggiormente le sfumature di un testo comico-ironico di evasione apparente, ma che in realtà lo impegna e ne cattura l’attenzione con la sottigliezza dei suoi infiniti riferimenti.
La Carovana del Tempo è una compagnia formata da un gruppo eterogeneo di persone, unite dalla passione per il teatro e dal desiderio di esprimersi, in una continua ricerca di forme diverse di comunicazione. È nata nel 1997, fondata da alcuni allievi di un corso biennale di teatro.
Ha sempre cercato di inserirsi nel difficile circuito del teatro amatoriale, con la sola velleità di crescere, al fine di offrire spettacoli di qualità, impostati su un giusto equilibrio di divertimento e impegno.
Dopo aver sperimentato il teatro di strada, con adattamenti del Mistero buffo di Dario Fo, il cabaret teatrale stile “Gufi” e il teatro di prosa tradizionale, si è cimentata con allestimenti propri e liberi adattamenti, sempre impostati sull’aggancio con la realtà, con lo spirito della satira.
Così sono nati i lavori di “maturazione” degli ultimi anni: Il Reduce di Ruzante, recitato in lingua volgare, che parla della guerra - e proprio sull’orrore della guerra è stato inserito un breve monologo a metà spettacolo, che si integra perfettamente col testo; Storie all’ombra del Campanile, un libero adattamento dell’opera di Achille Campanile, anche qui con inserimento di testi e canzoni originali, che mantengono lo spirito critico, ironico e satirico dell’autore; Il Mulino del Po e La salama della Regina, liberi adattamenti del romanzo storico di Riccardo Bacchelli, con inserimenti originali che non stravolgono il romanzo e la critica storica dell’autore.
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