com.stampa - restauro stanzino duchesse

L'ambiente, un piccolo scrigno completamente affrescato, parte dell'antico palazzo Ducale (attuale residenza comunale) è stato sottoposto a un approfondito studio.

03/apr/2008 17.00.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Concluse le analisi e definito il progetto di intervento dagli esperti del Centro di Venaria
Indagini multispettrali e simulazione 3d per il restauro dello Stanzino delle Duchesse


03-04-2008

Conclusa l’indagine e definito il progetto di restauro dello Stanzino delle Duchesse, capolavoro cinquecentesco del Bastianino. L’ambiente, un piccolo scrigno completamente affrescato, parte dell’antico palazzo Ducale (attuale residenza comunale) è stato sottoposto a un approfondito studio. Le analisi chimico-fisiche e multispettrali condotte e la ricostruzione computerizzata tridimensionale hanno consentito di ricavare puntuali informazioni sugli spazi, le tecniche esecutive e i materiali utilizzati, in funzione di un accurato ripristino.
“Lo Stanzino delle Duchesse - spiega il sindaco Gaetano Sateriale - è uno dei più affascinanti gioielli d’arte contenuti nel palazzo municipale di Ferrara e con i suoi raffinati decori offre agli osservatori un saggio della ricercatezza del gusto dei duchi d’Este. Il progetto di restauro punta a valorizzarne e salvaguardarne i caratteri attraverso il sapiente intervento dei restauratori del Centro di Venaria, con i quali il Comune di Ferrara ha avviato un proficuo rapporto di collaborazione. L’accortezza e la precisione con cui il progetto è stato elaborato sono un garanzia per la tutela del nostro patrimonio”.
“Il Centro di conservazione e restauro della Venaria Reale - argomenta il presidente Carlo Callieri - si è reso disponibile a svolgere anche il coordinamento tecnico del restauro stesso, nell’ottica di un sodalizio con il Comune di Ferrara che ci offre l’opportunità di lavorare a un bene di grande interesse e bellezza e nel contempo di sviluppare ulteriormente le nostre competenze in un settore per noi strategico, quello della conservazione degli arredi e delle arti decorative.”
“Non vorremmo però limitarci al restauro - proseguono Callieri e Sateriale - perché sarebbe un limite: siamo di fronte a un’opera che costituisce uno dei pochi esempi rimasti dell’arte estense. Occorre perciò predisporre anche le condizioni per la successiva fruizione, che significa elaborare specifici progetti di climatizzazione, di illuminazione, di accesso regolato del pubblico”.
“E’ un luogo di grande fascino ma un po’ segreto - afferma il direttore scientifico del Centro, Carla Enrica Spantigati - che proprio per questo ha potuto mantenere le proprie caratteristiche, espressione della raffinatissima cultura della Ferrara cinquecentesca”.
“Ora proseguiremo nell’elaborazione dei dati raccolti attraverso ulteriori analisi multispettrali comparate”, assicura Elena Biondi che ha curato lo studio computerizzato sulla base dei rilievi effettuati.


LA SCHEDA - a cura del Centro conservazione e restauro “La Venaria Reale”

Il piccolo ambiente cinquecentesco, annesso al Municipio di Ferrara, ha pareti rivestite con pannelli di legno dipinto e dorato e presenta a soffitto una tela raffigurante l’Aurora. La parete degli specchi e le due pannellature laterali della finestra sarebbero invece “di fattura posteriore e qualità non eccelsa”, come affermato nella descrizione ottocentesca effettuata da Giuseppe Boschini e da Girolamo Baruffaldi. Tale osservazione ha trovato una conferma oggettiva e strumentale. Nel corso del 2007 infatti i tecnici di diagnostica del Centro hanno condotto una ampia campagna di analisi multispettrali e di diagnostica non invasiva, che ha messo il luce tutte le peculiarità dello Stanzino e ha permesso di individuare le molteplici operazioni necessarie per riportarlo alla sua originale bellezza. Occorrono interventi preliminari, come disinfestazione e verifica del sistema di ancoraggio ai muri perimetrali. Seguono interventi di falegnameria per il preconsolidamento delle zon! e particolarmente sollevate e decoese. Successivamente occorre procedere alla pulitura delle superfici dorate; alla rimozione delle ridipinture e delle stuccature non coeve e debordanti e a vari altri interventi finalizzati alla reintegrazione cromatica delle superfici con colori ad acquerello o, a seconda dei casi, con applicazione di foglia d’oro. Il tutto va poi protetto con la stesura di una patina protettiva.
Diverso deve essere il trattamento della tela del soffitto, di circa 5 metri quadri, per la quale non si è prospettata la rimozione, bensì la lavorazione in loco con il solo utilizzo di un trabattello. Le operazioni previste per il restauro sono innanzitutto la pulitura della superficie; poi il consolidamento della pellicola pittorica e la stuccatura delle mancanze; quindi la reintegrazione pittorica e la verniciatura.
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