Domani sera le ultime proiezioni del Cittàterritorio festival

LA SCHEDA a cura del circolo Arci Louise Brooks Sabato 19 aprile alle 18 verrà proiettato il capolavoro del regista Ettore Scola "Brutti, Sporchi e Cattivi" vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes nel 1976.

18/apr/2008 16.49.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Con Scola e Kechiche termina la rassegna di film al Boldini
Ultimi appuntamenti cinematografici per il Cittàterritorio festival


18-04-2008

Saranno le pellicole “Brutti, sporchi e cattivi” di Ettore Scola e “La Schivata” di Abdel Kechiche a concludere, nella serata di domani, sabato 19 aprile, la rassegna cinematografica organizzata dal circolo Arci Louise Brooks nell'ambito del Cittàterritorio festival. Le proiezioni in programma rispettivamente alle 18 e alle 21 sono ad ingresso gratuito.


LA SCHEDA a cura del circolo Arci Louise Brooks

Sabato 19 aprile alle 18 verrà proiettato il capolavoro del regista Ettore Scola “Brutti, Sporchi e Cattivi” vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes nel 1976. Il film racconta la vita quotidiana di una famiglia in una baraccopoli romana negli anni '60. Al centro di quest'opera sono la periferia romana e le sue baracche, raccontate impietosamente con tutte le loro miserie, morali e materiali. Commedia grottesca e dramma sociale si mescolano in questo film che vede come protagonista memorabile uno straordinario Nino Manfredi.

La rassegna si concluderà alle 21 con “La Schivata” del regista francese Abdel Kechiche pluripremiato all'ultima Mostra del cinema di Venezia con il suo ultimo lavoro (Cous Cous).
“La Schivata” fotografa lo spaccato di un sobborgo parigino, una storia lontana da violenze, droga, emarginazione e scontri con la polizia, tutto ciò che caratterizza nell’immaginario comune quei luoghi. Il regista ricrea sul set una lingua nuova, potentissima, tagliente e aggressiva, in grado di esprimere al meglio il meticciato culturale regnante nella banlieue; una lingua che prende in prestito il vocabolario del francese per innestarlo sulle sonorità dell’arabo, dando vita a un flusso di parole che costituisce una quotidiana preghiera rabbiosa.
Con questa seconda opera (il regista aveva già ottenuto il Leone d'oro nel 2000 per il miglior film d'esordio con “Tutta colpa di Voltaire”), Kechiche è diventato un piccolo caso nel cinema d'oltralpe, aggiudicandosi molti Césars, gli oscar francesi, tra cui quelli per il miglior film e la migliore regia .
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