BIENNALE DONNA - Registe dal Mediterraneo

05/mag/2008 14.10.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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BIENNALE DONNA - Registe dal Mediterraneo


05-05-2008

Giovedi 8 maggio 2008 ore 20.30 al cinema Apollo (piazza Carbone 35) per il ciclo “Registe dal Mediterraneo” è in programma la prima di tre proiezioni con il film “Dunia Kiss me not on the eyes” (2005, produzione Egitto, Libano, Francia, 112') della libanese Jocelyne Saab. Il film denuncia il vuoto di diritto delle donne sul proprio corpo nei paesi arabi. Alla proiezione sarà presente la regista Jocelyne Saab che dialogherà con il pubblico. L’incontro, organizzato dal Comitato Biennale Donna in collaborazione con il Comune di Ferrara, è a cura del critico cinematografico Vito Contento, direttore della rivista “Carte di Cinema”. L'ingresso è gratuito. Info allo 0532-206233, email udi@comune.fe.it .
LA SCHEDA (a cura di Biennale Donna) - Dunia in arabo significa mondo; con questo film Jocelyne Saab affronta il mondo sommerso delle donne arabe che non conoscono né libertà di pensiero, né desiderio sessuale, a causa delle mutilazioni genitali femminili. Dunia, ventitreenne egiziana, laureanda in letteratura e grande amante della poesia, ballerina del ventre, col desiderio di diventare brava quanto la madre scomparsa, si scontra dunque con le difficoltà sociali e ideologiche di un Paese che l'ha abituata a sedersi in posizione fetale lunga fino ai piedi, «per non esser vista nuda da nessuno». Grazie però al sostegno del suo insegnante di danza del ventre, e soprattutto all'incontro con Beshir, un professore, intellettuale e poeta sufi, Dunia riuscirà a far emergere la sua sensualità di donna sviluppando la propria personalità secondo i propri desideri.
Jocelyne Saab è nata a Beirut nel 1948. Ha lavorato come giornalista e reporter di guerra in Iran e in tutto il mondo arabo. Dopo aver assistito il regista Volker Schlöndorff ha incominciato a realizzare i suoi film. Une vie suspendue è stato selezionato a Cannes. Realizza diverse docu-fiction, tra le quali Il était une fois Beyrouth’. Il suo film La dame de Saïgon è stato premiato come miglior documentario francese.
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