Science museum day

28/mag/2008 16.49.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Venerdì 30 maggio al Ridotto i primi passi del nuovo 'polo museale scientifico'
Per crescere il Museo di Storia Naturale si confronta con la città


28-05-2008

Il modello, ormai conosciuto e diffuso soprattutto all’estero, prende il nome di ‘science center'. Un luogo ampio e accogliente dove si espongono collezioni a tema ma dove si fa anche cultura, si sviluppano ricerche sul territorio e si crea stretta collaborazione fra scienza, natura e società. Potrebbe avere tutte queste caratteristiche anche il nuovo ‘Polo museale scientifico di Ferrara’, per ora solo una possibilità delineata dagli addetti ai lavori che, prima di avviare una strategia progettuale, venerdì 30 maggio alle 15 al Ridotto del comunale invitano la cittadinanza e le istituzioni ad un confronto di idee e proposte. In questa sede per un “Science museum day” l’assessorato comunale alle Politiche e Istituzioni culturali e il Museo Civico di storia Naturale di Ferrara incontreranno rappresentanti dell’Istituto regionale per i beni artistici culturali e naturali, dalla nostra Università, della Provincia, della Cassa di Risparmio, della Regione Emilia Romagna.
“La giornata - ha confermato oggi l’assessore Massimo Maisto presentando l’iniziativa insieme al direttore del Museo Civico di Storia Naturale Fausto Pesarini e al conservatore del Museo Stefano Mazzotti - sarà un importante momento di confronto sulla scienza, su cosa sono i musei e su cosa potrebbero essere. Il Comune investe molto sulla cultura umanistica ma anche su quella scientifica. Negli ultimi anni poi il nostro museo di Storia Naturale si è trasformato da spazio che ospita collezioni e dove i giovani possono approfondire i loro studi a vero e proprio polo culturale a 360 gradi e centro di riflessione sui grandi temi ambientali.”
Una struttura ormai satura quella di via De Pisis e dalle dimensioni inadatte alle nuove necessità, che ha bisogno di essere rilanciata. “Siamo convinti, infatti, - ha aggiunto l’assessore - che avere un museo più ampio, con una seconda sede con più spazio di approfondimento per la ricerca, non potrà che aggiungere valore al lavoro già iniziato. Siamo convinti inoltre che anche nelle fasi economicamente non facili si debba continuare a progettare. Spetterà poi a chi segue valutare l’eventualità della realizzazione. Per ora, con l’incontro di venerdì vogliamo creare un momento di confronto per segnalare al mondo culturale che le idee ci sono e i progetti si possono sviluppare, perché non bisogna abbassare la guardia sulle possibilità di una crescita”.
“Il Museo di Storia Naturale è una risorsa importante per la città, - ha confermato Fausto Pesarini - non solo per il patrimonio contenuto nelle sue sale ma anche per l’intensa attività rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, dalla materna all’università e per l’ampia azione di ricerca che sviluppa. Lavoriamo infatti in modo organico con Regione, Parco del Delta, Amministrazione provinciale, enti e istituzioni del territorio, interfacciandoci continuamente con il pubblico. Il nostro è un Paese dove la cultura scientifica è scarsamente radicata. Il nuovo ‘polo’, con al centro le scienze naturali ma con un'accresciuta visibilità, potrebbe contribuire ad una cultura scientifica più condivisa e diffusa, volano per nuove opportunità. All’incontro del Ridotto - ha ricordato Pesarini - presenteremo i nostri orientamenti per avviare un confronto con interlocutori importanti e con la città”.
“L’idea che emerge - ha aggiunto in conclusione Stefano Mazzotti - è quella di lanciare un nuovo modo di alfabetizzazione scientifica, perseguendo anche un ruolo maggiore a livello regionale o nazionale. Un cambiamento di pensare e fare museo, mettendo in stretta sinergia museo e società. Realizzata su modelli già attuati all’estero, la nuova formula museale potrà divenire un importante referente di dibattito e di conoscenza, con grandi possibilità di sviluppo, in termini economici, soprattutto per i giovani. Una struttura che non dovrà però dimenticare la conservazione e il recupero e le sue origini storico-scientifiche, che anzi dovrà rinsaldare in una più ampia logica di multiculturalità”.
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