Uffa che afa: anziani piu' protetti quando i servizi fanno 'rete'

10/giu/2008 14.16.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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PRESENTATO IL PIANO DI INTERVENTO 2008
Uffa che afa: anziani più protetti quando i servizi fanno 'rete'


10-06-2008

Partito come progetto per dare una risposta all'emergenza di cinque anni fa, oggi il piano di intervento "Uffa che Afa" per la gestione delle ondate di calore avviato dal Comune di Ferrara in rete con enti e istituzioni territoriali, compreso l'associazionismo e il volontariato sociale, dimostra di essere un meccanismo rodato ed efficiente. Per illustrare ai giornalisti il pacchetto di interventi previsti anche nel 2008 si è svolto questa matti un incontro nella residenza municipale al quale sono intervenuti l'assessore comunale alla Salute e Servizi alla Persona Maria Giovanna Cuccuru, Roberto Cassoli e Patrizio Fergnani del Servizio Interventi Sociali, e i rappresentanti di Azienda USL, Azienda Ospedaliera, Servizi Sociali, Cup 2000, Arci e Acli che insieme alla Prefettura compongono lo staff del tavolo operativo del progetto.
Nei prossimi giorni sarà recapitata una lettera da parte del Comune a circa 7000 anziani soli ultrasettantacinquenni del territorio (su un totale di 17mila) per metterli a conoscenza dei servizi e delle opportunità di essere assistiti in caso di bisogno messe in campo da “Uffa che afa”. Per loro, e per tutti gli anziani che desiderassero ogni tipo di informazione su questa problematica, è stato creato un numero verde 800-072110, gestito operativamente da Cup2000, che periodicamente terrà monitorata la situazione anche chiamando alcune centinaia di anziani “più fragili” e disporre azioni e interventi sulla base dei bisogni. Questo percorso virtuoso e condiviso in rete, ha consentito negli anni scorsi e consentirà anche in questo periodo estivo di meglio gestire le possibili criticità sociali e sanitarie degli anziani a causa di possibili ondate di calore, razionalizzando gli interventi, prevenendo l'aggravarsi di situazioni risolvibili con piccoli accorgimenti, sostenendo e a! lleviando sofferenze e problematicità anche psicologiche delle persone anziane. Attualmente Cup2000 sta monitorando circa 1000 anziani del Progetto Giuseppina (sempre over 75 soli) e 330 nell'ambito della rete E-Care (con particolari situazioni sociali e di salute). Nei prossimi giorni ne saranno contattati un ulteriore migliaio per capire se il bacino di utenti inserito nella “rete protetta” va ampliato. Sul sito internet del Comune (www.comune.fe.it) sarà possibile trovare tutta la documentazione relativa al progetto “Uffa che Afa” e recuperare informazioni sulle previsioni meteo climatiche della città attraverso un link diretto ai servizi dell'Arpa Emilia Romagna.

LA SCHEDA (a cura dell'Assessorato Servizi Alla Persona, Sociali e Sanitari)
Il 2008 è il quinto anno di vita del progetto coordinato dal Comune di Ferrara insieme a tutte le istituzioni (pubbliche e private) indicate nel pieghevole. Da quest'anno la Regione Emilia Romagna sostiene queste progettualità specifiche rivolte agli anziani cosiddetti "fragili" riconoscendone il valore per prevenire la non autosufficienza. Di fatto nell'esperienza ferrarese "Uffa che afa" rappresenta la specificazione estiva del progetto "Giuseppina" che si muove secondo le stesse caratteristiche di sostegno sociale per tutto l'arco dell'anno. Nella gestione delle ondate di calore si segnala il progetto dell'Azienda Ospedaliera -Universitaria “Sant’Anna” che ogni anno predispone uno specifico percorso d'accesso dal Pronto Soccorso con posti letto dedicati alle eventuali situazioni critiche dovute al calore. L'Azienda USL concorre segnalando, attraverso i medici di medicina generale, gli anziani ultra 75enni con patologie a rischio per il calore: in questo modo si è creata l! a banca dati di circa 2000 persone a cui Cup 2000 si rivolge con interventi telefonici di sostegno sociale. In caso di richiesta di intervento le referenti di Arci e Acli attivano le associazioni di volontariato che intervengono secondo il bisogno espresso, in stretto raccordo col servizio Sociale dell’ASP “Centro Servizi alla Persona”. La prefettura, la questura, i carabinieri, i vigili del fuoco e la Croce Rossa partecipano al progetto con le competenze specifiche anche in riferimento all’attenzione specifica alla truffe rivolte alla popolazione anziana.
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