Favole sotto gli alberi: sabato 26 Zorba il gatto

24/lug/2008 12.20.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Sabato 26 luglio Favole sotto gli alberi nel Giardino delle duchesse
Per bimbi e famiglie appuntamento con il gatto Zorba


24-07-2008

Prosegue in compagnia di “Zorba il gatto”, sabato 26 luglio alle 21,15, la serie di appuntamenti con Favole sotto gli alberi nel Giardino delle duchesse (ingresso da via Garibaldi 6). La rassegna di teatro per bambini e famiglie, giunta alla sua quarta edizione, è organizzata dalla Circoscrizione Centro cittadino e dall’associazione Il Baule volante.
Protagonista della serata sarà la compagnia di Varese Instabile Quick che, con le tecniche classiche del teatro di prosa, porterà in scena uno spettacolo liberamente tratto dal romanzo di Luis Sepùlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.
La rassegna, inserita nel programma di Estate a Ferrara 2008, promosso dall’assessorato comunale alla Cultura, prevede altre due serate per i prossimi sabati fino al 9 agosto.
Il costo del biglietto di ingresso è di 5 euro per grandi e piccoli.

Comunicato a cura dell’associazione Il Baule volante:
Favole sotto gli alberi - Secondo appuntamento all’insegna del messaggio ambientalista: arriva il Gatto Zorba, che insegnò il volo alla Gabbianella
La quarta edizione di Favole sotto gli alberi prosegue, sabato 26 luglio alle 21,15 nel Giardino delle Duchesse (ingresso da Via Garibaldi, 6 - Ferrara), con lo spettacolo:“Zorba il gatto”, liberamente tratto dal romanzo di Luis Sepùlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” della compagnia di Varese Instabile Quick: uno spettacolo poetico, dedicato ai bambini a partire dai 6 anni, in cui il teatro d’attore e di prosa inteso in senso classico da una compagnia dalla storia ventennale, si mette al servizio dell’infanzia per rappresentare quello che ormai è considerato da tutti un classico della letteratura, e non solo per ragazzi.
La storia è quella narrata da Sepùlveda nel suo piccolo, grande romanzo: in un volo di caccia, uno stormo di gabbiani avvista un banco di sardine. Subito si tuffa in mare ma, proprio in quel tratto, c'è una spessa chiazza di petrolio che imprigiona gli uccelli: solo una gabbiana riesce a salvarsi e ad approdare al porto.
Qui, ormai sfinita e in fin di vita, la gabbiana superstite affida ad un gatto - Zorba - l'unico uovo che permetterà alla sua specie di sopravvivere.
Il gatto, affamato, si trova a questo punto in una situazione paradossale ed incredibile: sfamarsi e divorare l’uovo o tradire il proprio istinto per consentire la continuazione della specie dei gabbiani e, forse anche della sua? Prima di morire, la gabbiana riuscirà a farsi promettere da Zorba di covare l'uovo, di allevare la gabbianella che nascerà e, infine, di insegnarle a volare, a tornare al suo cielo.
La promessa di Zorba rappresenta un compito quasi impossibile: non solo perché spingerà Zorba contro la propria natura, ma anche perché gli farà sentire, per la prima volta, la sua totale inadeguatezza nei confronti di tutto ciò che è nuovo esponendolo, per di più, al rischio del ridicolo nei confronti degli altri gatti della banda del porto.
Questo spettacolo nasce dal fascino della lettura di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlveda, un romanzo per tutte le età, ma non solo: nel solco della miglior tradizione letteraria per l'infanzia, gli animali del racconto divengono metafora dell'uomo - dei suoi atteggiamenti e stereotipi - in una vicenda di grande attualità. Gli animali infatti, personaggi della storia, si trovano qui costretti a riconsiderare la propria natura ed il proprio ruolo nella società (la scena della vita): un obbligo necessario cui molti, spesso, si sottraggono, chi per paura, chi, forse, per pigrizia.
Alla fine il gatto e la gabbianella si ritroveranno di colpo coinvolti in un profondo legame, un attaccamento - quasi un imprinting - che oltrepassa i legami di sangue per approdare alla costruzione di un amore più profondo e, paradossalmente, più naturale. Ed infine una storia apparentemente casuale e con un finale forse scontato già dall'inizio, pone, in realtà, un interrogativo che ha dell'epocale, nel dilemma che la gabbiana rivolge a Zorba: "Se scompariranno oggi gli uccelli, che cosa mangerete voi e i vostri figli domani?".
Un interrogativo nuovo e drammatico per il gatto; una domanda che, tuttavia, da qualche tempo, abita necessariamente il nostro immaginario, e che non ammette risposte facili e banali e, soprattutto, non concede pigrizie. La risposta, ci dice il regista e attore dello spettacolo Giorgio Putzolu: ”Va forse cercata con coraggio, per il bene del nostro futuro e delle generazioni che verranno, nelle emozioni e nei sentimenti forti e semplici che però ci complicano la vita... e nel saper alla fine evitare non tanto e non solo i cosiddetti "gesti forse crudeli ma necessari"; ma soprattutto tutti quei "gesti inutili e feroci" che condannano il nostro destino e quello di quei bambini che affermiamo di amare e di voler proteggere”.

La Compagnia Teatrale Instabile Quick nasce nel 1988 su iniziativa di Rosa Maria Messina, Marta Rabbiosi, Giorgio Putzolu che, in seguito ad esperienze diverse in ambito musicale e teatrale, decidono di collaborare per “fare teatro”.
Dalla prima ricerca e produzione di spettacoli sulla clownerie, la compagnia Instabile Quick inizia il proprio percorso nell'ambito del Teatro Ragazzi, affinando anche molte tecniche del teatro di figura, come il teatro nero ed i pupazzi ciclabili animati a vista, ma anche del teatro musicale, delle tecnologie visive e della narrazione. Partecipa a molti tra i principali festival europei producendo spettacoli per ragazzi, spesso ispirati ai grandi classici della letteratura contemporanea per l’infanzia come i romanzi di L. Sepùlveda o di Michael Hende. Negli anni, grazie a questi lavori, la compagnia Instabile Quick vince per ben due volte l’importante Premio ETI Stregagatto (il maggior riconoscimento nazionale per il Teatro Ragazzi) ed oggi, con i suoi spettacoli, la Compagnia è presente su tutto il territorio nazionale e nella Svizzera Italiana.
Nonostante i venti anni di lavoro, di evoluzione e di cambiamento, negli obbiettivi della compagnia varesotta rimane sempre presente l'attenzione ad una dimensione europea del teatro e la necessità di esportare la propria visione del mondo, nella consapevolezza che il linguaggio teatrale, e tanto più quello rivolto al mondo dell'infanzia, debba essere il più possibile universale. Oltre all'attività di produzione, la compagnia svolge un'intensissima attività laboratoriale e seminariale per scuole materne, elementari, medie e superiori nelle province di Varese e Milano, nonché lavori specifici per le biblioteche, che vanno dalle letture teatrali, ai corsi di lettura per le classi, alla costruzione del libro, ai corsi di aggiornamento per le insegnanti, nonché ai corsi di poesia, scrittura e teatro.
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