A Ferrara finanziamenti statali per la regolarizzazione delle badanti

01/ago/2008 16.00.00 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Il progetto Aspasia plus al 2° posto nella graduatoria del Dipartimento Pari Opportunità
A Ferrara finanziamenti statali per la regolarizzazione delle assistenti familiari


01-08-2008

Con il progetto Aspasia plus, Ferrara si è aggiudicata il 2° posto nella graduatoria nazionale dei progetti finanziati dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'emersione del lavoro sommerso nel campo della cura domiciliare. Su oltre 40 progetti presentati solo 6 sono stati accolti: quello di Ferrara, secondo assoluto dopo la Provincia di Genova, è il primo fra quelli proposti da Amministrazioni comunali ed è l’unico della regione Emilia Romagna.
Accanto al Comune di Ferrara (Assessorato alla Salute e servizi alla persona) nel ruolo di capofila, la presentazione di Aspasia plus ha visto coinvolti anche i Comuni di Cento, Codigoro e Copparo, con il coordinamento dell’Azienda Usl e l’assistenza tecnica del Consorzio “Anziani e non solo”.
Obiettivo del progetto è quello di promuovere la formazione professionale, l’emersione e la regolarizzazione delle cosiddette “badanti”, provvedendo anche all’accompagnamento e al sostegno economico per le famiglie che le assumono. In continuità con l’esperienza già avviata attraverso l’apertura dei Centri Servizi Aspasia (a Ferrara è previsto l’avvio il 18 agosto), sarà possibile potenziare le attività di accompagnamento alla regolarizzazione, in collaborazione con il mondo del volontariato, le associazioni, i patronati e i centri di assistenza e tutela dedicati al lavoro di cura delle assistenti familiari. Il tutto con l’intento di potenziare la rete di sostegno sociale a favore delle famiglie che si prendono cura delle persone non autosufficienti.
La realizzazione operativa del progetto, prevista in autunno, vedrà l’avvio di un’ampia fase di concertazione fra tutti i protagonisti coinvolti, con lo scopo di utilizzare al meglio le risorse economiche previste dal finanziamento ministeriale. Inoltre, attraverso azioni di comunicazione mirate, sarà promossa l’adesione delle famiglie a un modello di servizio per la domiciliarità centrato sulla regolarizzazione del lavoro e sulla qualità professionale.
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