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13/set/2008 13.41.04 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Al Padiglione d’arte contemporanea fino al 19 ottobre
Memoria e visioni del ‘900 ferrarese nella mostra di Olaf Nicolai


13-09-2008

Artista tra i più originali nel panorama europeo di questi anni, Olaf Nicolai sarà in mostra a Ferrara nelle prossime settimane con tre installazioni realizzate appositamente per il Padiglione d’arte contemporanea. L’esposizione, dal titolo “Pour // finir // encore”, inaugurata oggi nella sede di palazzo Massari (corso Porta Mare 5), resterà aperta al pubblico fino al prossimo 19 ottobre, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ingresso 3 euro, ridotto 2 euro).
Con Nicolai si apre il programma di “Art Fall Ferrara contemporanea” con cui, nel corso dei prossimi mesi, le Gallerie d’Arte moderna e contemporanea di Ferrara, in collaborazione con Xing-Bologna, proporranno al pubblico una serie di appuntamenti con artisti italiani e stranieri che operano nel campo delle arti visive e dei live media. In calendario, fino a gennaio 2009, mostre, eventi performativi, live visivi e sonori, in diversi spazi espositivi della città.

Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea 14 settembre – 19 ottobre 2008
OLAF NICOLAI
Pour // finir // encore

a cura di Stefano Chiodi
Prendendo a prestito il titolo da un testo di Samuel Beckett, la mostra di Olaf Nicolai nel Padiglione d’arte contemporanea si presenta allo spettatore come un percorso articolato in tre installazioni appositamente realizzate per l’occasione. Al piano terra, subito dopo l’entrata, un giradischi suona a ripetizione un brevissimo estratto da un vecchio LP del gruppo pop Spandau Ballet dal titolo Through the Barricades; tutto attorno dei “pallet”, le basi di legno usate nell’industria e nei trasporti, sostengono una serie di tubi al neon gialli, rossi e blu, che si accendono in sequenza casuale. Al primo piano del PAC è invece posizionata una struttura metallica che sostiene un riflettore da teatro, un “occhio di bue”, che si muove, controllato da un computer, attorno al sostegno e su se stesso proiettando sulle pareti, il pavimento, il soffitto del grande ambiente vuoto una complessa coreografia luminosa.
Artista tra i più originali tra quelli affermatisi in Europa nello scorso decennio, Olaf Nicolai interroga il sostrato storico, politico, filosofico e simbolico della cultura contemporanea in forme imprevedibili e originali, dotate insieme di grande complessità concettuale e di eloquente forza espressiva. Creando dispositivi visivi inediti e sorprendenti, Nicolai fa dell’operazione artistica un vero e proprio strumento di conoscenza che abbraccia la dimensione estetica e il campo immateriale del pensiero, coinvolgendo la memoria, l’identità soggettiva e le sue forme di relazione con gli altri e la realtà circostante.
Ferrara, con il suo eccezionale retaggio artistico e urbanistico e la sua immagine indissolubilmente legata alla pittura metafisica, al cinema e alla fotografia novecentesche, diviene così il “testo” di partenza della mostra: una città evocata nella sua complessa storia politica (le lotte operaie di inizio secolo e le “barricate”, la loro repressione agli albori dell’epoca fascista, la riconversione industriale del secondo dopoguerra) e nella sua sostanza di città inventata dagli artisti quanto vista dal vero, scenario ideale su cui proiettare una trama immaginaria. La fantasmagoria luminosa realizzata da Olaf Nicolai si presenta così come un mezzo per smaterializzare il luogo di esposizione e trasformare l’esperienza percettiva dello spettatore in un’immersione totale, in una sospensione momentanea grazie alla quale, come nel visionario testo di Beckett, è possibile realizzare la fusione di tutti i sensi e di tutti i pensieri.
Accompagna l’esposizione un catalogo-libro d’artista che contiene, oltre al testo del curatore e alla documentazione fotografica delle opere in mostra, una serie di stampe realizzate con la suggestiva tecnica di stampa a colori “iris”, inventata negli anni Sessanta e utilizzata nelle pubblicazioni di controcultura di quel periodo.

Olaf Nicolai (Halle/Saale, 1962)
Tra le sue mostre personali più recenti sono da ricordare: nel 2008 Considering a Multiplicity of Appearances in Light of a Particular Aspect of Relevance. Or: Can Art be Concrete?, Carolina Nitsch Project Room, New York; Yeux de paon, Weltecho, Chemnitz. In precedenza ha esposto al Leonhardi Museum, Dresda (2007); DURST, Salle de Bains, Lione (2007); Considering a multiplicity of appearances... (Insert 5), Hamburger Kunstverein; Constantin, Kunstraum Dornbirn (2006); Conversation Pieces, Museo Praz, Roma (2006); La Lotta, Galerie Eigen+Art, Lipsia (2006); 30 Farben at Printed Matter, Printed Matter, New York (2005); Odds and Ends, Kunstmuseum Thun (2004); Privacy: A programme of symposia, The Henry Moore Foundation, Protoacademy, Edimburgo (2004).
Ha partecipato, tra le altre, alle mostre collettive Geo/Metric, Museum of Modern Art, New York (2008); Manifesta 7, Manifattura Tabacchi, Rovereto (2008); Athens Biennial (2007); Half square, half crazy, Villa Arson (2007); Modelle für Morgen, European Kunsthalle Colonia (2007); Wiederaufbau Flamme der Revolution, Städtischen Galerie Wolfsburg (2007); The Freak show, Musée d'Art Contemporain, Lione (2007); Nature Design, Museum für gestaltung, Zurigo (2007); Ordnung + Verführung, Haus Konstruktiv, Zurigo (2006); Play station, Sprengel Museum Hannover (2006), This is America!, Central Museum Utrecht (2006); Eye on Europe: Prints, Museum of Modern Art, New York (2006), Mozart 06, Salisburgo (2006); Tokyo Blossoms, Hara Museum of Contemporary Art, Tokyo (2006); Sharjah Biennal (2005); Model Modernisms, Artists Space, New York (2005); Biennale di Venezia (2005, 2001); Bienal de Sevilla (2004); Outlook, Atene (2003); Gwangju Biennale (2002); Sydney Biennial (2002), Documenta X, ! Kassel (1997).
Tra i suoi libri e pubblicazioni più recenti vanno ricordati La Lotta (2006), Parkett 78 (2006), Rewind – Forward (2003), Enjoy-Survive (2001), 30 Farben (2000). Il suo film in 35mm Rodakis è stato presentato al Berlin Film Festival del 2008.

Stefano Chiodi (Roma, 1963)
Si interessa alla produzione artistica e al pensiero estetico contemporanei cui ha dedicato monografie e saggi, tra cui Espresso (Electa 2000), Prototipi (Luca Sossella Editore 2004), Una sensibile differenza (Fazi 2006), La bellezza difficile (Le Lettere 2008). Ha curato testi (tra cui di Odilon Redon, A se stesso, Abscondita 2000), mostre in musei e gallerie (tra le più recenti Diego Perrone, XI India Triennale, New Delhi 2005; vedovamazzei, MADRE, Napoli 2006) e programmi radiofonici per Radio3 RAI. Per l’editore Fazi ha diretto la collana «Arte» (2005-08). Scrive su «il manifesto», «Specchio», «Il caffé Illustrato». Insegna Storia dell’arte contemporanea nell’Università Roma Tre e all’Accademia di belle arti di Macerata. È curatore per le attività di ricerca del Museo nazionale delle arti del XXI secolo-MAXXI di Roma.


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