Parco intitolato a Bacilieri

"Il suo ricordo - rimarcava il documento - è ben vivo nei cittadini ferraresi che lo hanno conosciuto e apprezzato prima come campione di statura mondiale nella boxe, poi come campione di umanità nella vita di tutti i giorni".

19/set/2008 12.52.08 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Domenica alle 11 l’intitolazione del parco di via Passega al famoso concittadino
'Uber Bacilieri' campione di boxe e di umanità


19-09-2008

Sarà dedicato alla memoria di Uber Bacilieri il parco attrezzato con alberi e giochi compreso fra via Passega, via Bologna e la ferrovia. L'appuntamento per autorità e cittadini per la cerimonia ufficiale d’intitolazione è per domenica 21 settembre alle 11. L’iniziativa, inserita nell’ambito del calendario della 'Sagra del pesce azzurro', vedrà la presenza dell’assessore comunale allo Sport Davide Stabellini e della presidente della circoscrizione Via Bologna Patrizia Bianchini.
L’intitolazione giunge a poco più di un anno dalla scomparsa di Uber Bacilieri, attuando un'unanime volontà del Consiglio comunale espressa con un Ordine del giorno votato lo scorso gennaio. “Il suo ricordo – rimarcava il documento – è ben vivo nei cittadini ferraresi che lo hanno conosciuto e apprezzato prima come campione di statura mondiale nella boxe, poi come campione di umanità nella vita di tutti i giorni”. “Bacilieri – recitava ancora l’ordine del giorno – è stato una figura importante per l’intera città, ma soprattutto per il quartiere nel quale ha vissuto nell’immediato dopoguerra fino alla sua scomparsa e dove la sua imponente presenza è stata per molti anni fonte di tranquillità e sicurezza per i molti ragazzi e per i loro genitori che sono cresciuti giocando nel prato che si estendeva fra la sua casa di via Passega e la ferrovia”.
Lo stesso prato oggi divenuto parco attrezzato, con alberi e giochi a disposizione dell’intera cittadinanza.

LA SCHEDA – Uber Bacilieri è nato a Comacervina nel 1923 da una povera famiglia di braccianti. E' il più giovane di 7 figli ed anche il più dotato, fisicamente. Madre natura è stata generosa con lui: forte e volenteroso inizia a lavorare molto presto ed ancora in giovanissima età apprende il mestiere di calzolaio lavorando in una bottega a Ostellato. Verso lo sport prova grande attrazione e avverte la possibilità di esprimere quella parte di se stesso che rimane latente durante le ore trascorse al lavoro e affronta le discipline più svariate che vanno dal nuoto, al ciclismo, al podismo nelle quali ottiene buoni risultati. In particolare si mette in luce nel nuoto dove forza e stile non gli mancano. Arriva però la guerra e la prigionia, trascorsa prima ad Auschwitz e poi a Nordorf. Riesce a salvarsi grazie al suo coraggio e alla sua intraprendenza mettendo in pratica i lavori imparati da ragazzo ed in particolare quello di calzolaio. Finita la guerra torna a casa segnato n! el fisico ma non nello spirito e pur pesando 61 chili si riprende rapidamente e, quasi casualmente, arriva alla boxe i cui primi rudimenti li aveva appresi negli ultimi mesi di prigionia da un ufficiale inglese. In una palestra cittadina inizia a tirare pugni arrivando in breve a frequentarla quotidianamente partendo da Comacervina con una bicicletta con le ruote in legno. Apprende molto in fretta con il maestro Salmasi e iniziano i primi combattimenti. Nel 1946 conquista il titolo italiano nella categoria novizi e nel 1948 diventa campione italiano dilettanti strappando il biglietto per le Olimpiadi di Londra che si tengono nello stesso anno. Solo i contestati verdetti dei giudici gli impediscono di diventare campione olimpico, titolo assegnato ai punti allo spagnolo Iglesias, ma l'onore e l'orgoglio di quei giorni lo accompagnarono indelebilmente per tutto il resto della sua vita. Successivamente portò la maglia azzurra per altri 19 incontri partecipando agli europei di O! slo e ai Giochi del Mediterraneo. Nel 1950 diventa professionista ed a ffronta il suo primo incontro con Spaiardi che termina con un pari avendo al suo fianco come allenatore Nando Strozzi,autentico mito della boxe di quei tempi. Continua a combattere fino al 1959. Si ritirerà dopo aver disputato complessivamente 215 incontri 51 dei quali da professionista, dopo aver conquistato tre titoli italiani pesi massimi nel 1952, 1953 e 1956 e dopo essere stato protagonista nei ring di tutta Europa ed in particolare in Inghilterra, Svezia, Germania e Norvegia. Smessi i guantoni diventa Vigile Urbano da tutti ricordato per la sua imponente figura. Poi la pensione ed il progressivo ritiro a vita privata non senza prima avere fondato, assieme ad alcuni ex pugili fra i quali gli amici fraterni Paolo Mazzacurati e Luigi Migliari, nel 1979, il Club Amici del Pugilato Estense.
(testo a cura del figlio Michele Bacilieri).



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