INTERNAZIONALE (3ott08) - Palestina-Israele, 19672007. Storia fotografica di un'occupazione

04/ott/2008 14.09.04 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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INTERNAZIONALE (3ott08) - Palestina-Israele, 1967–2007. Storia fotografica di un'occupazione
Act of state: il racconto di una terra senza pace negli scatti di oltre ottanta fotografi


04-10-2008

In più di trecento al chiostro di S. Paolo a seguire la presentazione della mostra di Ariella Azoulay, storica israeliana e critica della fotografia. Grande partecipazione da parte del pubblico sia nel visitare la mostra, che nei numerosi interventi che sono seguiti al colloquio della protagonista con la giornalista Maria Nadotti.
Ricostruire la storia dei primi 20 anni di occupazione è l’intento principale della mostra: periodo rispetto al quale le fonti d’informazione scarseggiano con le conseguenti difficoltà nel recuperare fotografie che non fossero ufficiali, per l’assenza di archivi. “Ho selezionato più di 700 foto dalle più di 10 000 che ero riuscita a raccogliere grazie a una lunga ricerca, fermandomi diverse ore su ognuna di esse per decifrarne i vari significati e punti di vista”. Più di 80 fotografi israeliani, ma anche palestinesi; non solo professionisti, ma anche semplici dilettanti.
La mostra è stata costruita su tre linee orizzontali, in base a criteri sia cronologici che tematici, recuperando tutte le informazioni che da ciascuna di esse poteva fornire al pubblico. Come le foto dei mezzi militari che trasportano i palestinesi verso nuove dimore, dopo l’eliminazione di migliaia di abitazioni nei campi profughi di Gaza, operata da Sharon; o come il gruppo di giovani che ha scelto di farsi fotografare all’esterno, nonostante il coprifuoco.
“Vorrei che il pubblico si avvicinasse alla mostra con occhio diverso da quello del critico d’arte”, ha precisato. Non l’analisi di un opera d’arte compiuta, quindi. Ma di un incontro tra fotografo e soggetto fotografato, di un’opera collettiva, di un work in progress sempre soggetto ad aggiunte e modifiche. In un nuovo “spazio pubblico”, in una fotografia come luogo di una cittadinanza.
In uscita anche il volume che raccoglie le immagini in mostra. Curato da Maria Nadotti ed edito da Bruno Mondadori, si presenta come un vero e proprio documento fotografico. La mostra è ad ingresso libero

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