INTERNAZIONALE (4ott) - Tanti giovani tra il pubblico del festival

Un fiume lento e placido che dall'Apollo scorre fino a Porta Reno; una lunga coda ondeggiante che dal cuore di Piazza Municipale prosegue lungo le vie laterali, per sfociare nel mare di Corso Martiri.

04/ott/2008 18.02.34 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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INTERNAZIONALE (4ott) - Centinaia di giovani seguono gli incontri del festival
Scorre il fiume in piena dell'informazione


04-10-2008

(sabato 4 ottobre, ore 17,30)

Un flash sul pubblico di Internazionale a Ferrara. Un fiume lento e placido che dall'Apollo scorre fino a Porta Reno; una lunga coda ondeggiante che dal cuore di Piazza Municipale prosegue lungo le vie laterali, per sfociare nel mare di Corso Martiri.
Attese, risate, sguardi intensi che scrutano una ad una le foto agghiaccianti su Israele e Palestina; centinaia di ragazzi seduti per terra - perchè dentro non cè proprio più posto - attenti a cogliere grazie agli schermi esterni ogni parola di quell'inviato arrivato da Mosca, di Chomsky in collegamento da Boston, del nipote di Che Guevara che parla di democrazia negata, della reporter dalla Cecenia, di quel giornalista statunitense - "come si chiama che non ricordo?, ah sì Faris" - che spiega il mondo senza petrolio; interventi domande - "sì perché vorrei capire perché gli italiani non si rendono conto della violenza perpetuata durante il fascismo in Etiopia!" - ammirazione, sdegno, curiosità."La Patel è bellissima mi sono venuti i brividi con la sua performance". La prima volta che si vede in Italia, come pure il documentario su Anna Politkovskaja.
E' il pubblico di Internazionale. Sabato secondo giorno di Festival è tutto un via vai di ragazzi: "hai visto il Lama tibetano che ha dato la
sciarpa al poeta cinese?" "No ero all'Apollo per Africa allo specchio!" La gente applaude, applaude, applaude.
"Yocci: per fortuna la sua striscia c'è anche domani e - sì - non vedo l'ora di vedere di nuovo Gipi. Lo scorso anno c'ero e ho aspettato un
anno che tornasse". "Ferrara mi sembra è un rufigio - dice il cileno Ampuero - in bilico tra tradizone e progresso.
In questi giorni, soprattutto, un rifugio contro la banalità.

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