INTERNAZIOALE (5ott08) - Tante le protagoniste del festival

Le protagoniste della tre giorni hanno occhi attenti e pronti a dare della realtà letture a volte alternative, come ha dimostrato l'incontro tra la giornalista cecena Milena Terloeva e la reporter norvegese Asne Seierstad.

05/ott/2008 18.46.18 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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INTERNAZIOALE (5ott08) - Tante le protagoniste del festival
Il volto femminile della tre giorni di Internazionale a Ferrara


05-10-2008

Sono giornaliste, poetesse, scrittrici, fotografe, drammaturghe e qualcuna si definisce anche 'narrastorie'. Sono state tantissime le donne protagoniste del festival di Internazionale testimoni di mondi lontani, di culture diverse, rappresentanti di comunità ancora da scoprire e spesso depositarie di una sensibilità tutta particolare.
Ad aprire i tre giorni di incontri è stata Concita De Gregorio, direttore del quotidiano l'Unità, energica, nel riuscire a tener testa ai tre giornalisti scrittori inglesi Jones,Parks e Foot chiamati a parlare di 'italianità'.
Tra le giornaliste presenti poi Lucia Annunziata che ha dialogato oltreoceano con Noam Chomsky, e Jennifer Clark corrispondente del Wall Street Journal che con l'economista Loretta Napoleoni ha parlato di finanza creativa riuscendo a coinvolgere la platea e a render comprensibili anche questioni spesso considerate ostiche.
Le protagoniste della tre giorni hanno occhi attenti e pronti a dare della realtà letture a volte alternative, come ha dimostrato l'incontro tra la giornalista cecena Milena Terloeva e la reporter norvegese Asne Seierstad. Della Cecenia hanno scelto di raccontare anche la vita comune, delle famiglie, della violenza diffusa tanto da fare del conflitto una lotta tra ceceni stessi.
Ariella Azoulay, storica israeliana critica fotografica, ha scelto invece le immagini per raccontare il conflitto che insanguina il suo paese e ha portato a Ferrara una mostra “Act of state Palestina-Israele 1967-2007”, della quale ha discusso con un'altra donna, la giornalista e traduttrice Maria Nadotti.
Una voce femminile da Cuba, nonostante il divieto di lasciare il paaese non le abbia permesso di essere a Ferrara è giunta ugualmente in collegamento telefonico dalla celebre blogger Yoani Sanchez, voce di dissenso contro il regime castrista.
“Nel nostro Paese c'è una deriva xenofoba preoccupante”. Queste le parole della scrittrice italoetiope Gabriella Ghermandi che in occasione dell'appuntamento dedicato al continente africano ha lanciato una provocazione parlando dei gravi danni che la colonizzazione italiana ha provocato nel suo paese.
E poi ancora la disegnatrice giapponese Yocci, la scrittrice rumena Delia Grigore, la croata Milana Runjic, l'italosomala Igiaba Scego e la narrastorie indiana Laila Wadia.
Tra i momenti più suggestivi e che rimarranno nella memoria di chi ha partecipato al festival tuttavia c'è la performance della poetessa, artista e drammaturga kenyana di origine indiana Shailja Patel. Al pubblico ha regalato “Migritude”, il commovente racconto della sofferenza del popolo indiano vessato dai coloni: un canto drammatico che a qualcuno ha strappato anche qualche lacrima.
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