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19/nov/2008 16.27.58 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Costi della politica e prerogative di un Consigliere

di Raffaele Atti*
19-11-2008

La democrazia ha i suoi costi, le prerogative degli eletti servono a garantire il necessario controllo su chi è investito delle responsabilità di governo. Vale per il Parlamento nazionale, per l’Assemblea Regionale, per il Consiglio Comunale.
A livello nazionale la destra da segni di insofferenza verso tutte le forme di controllo: gli argomenti utilizzati sono spesso la perdita di tempo e i costi, insomma l’incidenza del controllo (parlamentare o della magistratura) sull’efficienza e l’efficacia dell’azione di governo. Siamo, senza ombra di dubbio per la difesa delle prerogative di chi esercita il controllo.
Il modo in cui quelle prerogative sono esercitate è indicativo degli obiettivi e delle intenzioni degli eletti, insomma della loro cultura democratica. Dare conto con trasparenza di come ciò avviene è importante perché permette ai cittadini elettori di giudicare il modo con il quale viene esercitato il mandato.
Ecco perché giudichiamo importante rendicontare di come il Consigliere Francesco Rendine usi le sue prerogative di Consigliere per esercitare una straordinaria e inusitata pressione verso la struttura di Comando della Polizia Municipale, sommando alla pubblicizzata attività di propaganda connessa con la costituzione della Associazione delle vittime della Polizia Municipale, una meno nota ma molto più intensa attività fatta di interpellanze, interrogazioni, accesso agli atti, in cui sono costanti la denigrazione verso l’operato del Corpo di Polizia Municipale e verso la figura del Comandante, la sovrapposizione tra l’esercizio delle prerogative del Consigliere, le richieste come cittadino direttamente interessato ai fatti sui quali si chiedono informazioni e l’accesso agli atti, la richiesta, con motivazioni fantasiose di dati puntuali sulle attività del servizio, che appena vengono forniti vengono messi in dubbio, senza adeguate motivazioni e con pesanti insinuazioni.
Questa mole di richieste occupa un numero crescente di risorse sottratte alla normale e già impegnativa attività (alla faccia della volontà di migliorare il servizio!).
E’ un modo “ostruzionistico” di esercitare le proprie prerogative, che spesso supera i limiti delle stesse.
A ciò si accompagna una intollerabile “caccia all’uomo” nei confronti del Comandante, in un crescendo che è arrivato a chiedere il numero del suo cellulare di servizio (solo il suo!), l’importo delle telefonate (solo le sue) l’importo degli emolumenti (solo i suoi!), la richiesta se l’amministrazione abbia verificato l’uso del cellulare solo per attività di servizio (solo per lui!) quasi a sottolinearne la condizione di “ sorvegliato speciale”.
E’ evidente uno scopo intimidatorio che vuole affermare la possibilità da parte del consigliere Rendine di colpire, quando vuole e come vuole, per agire quella vendetta annunciata direttamente in aula, per lo sgarbo subito: una multa e una denuncia la cui archiviazione viene agitata dal Consigliere come giustificazione scatenante della sua ritorsione.
E’ evidente come tutto ciò nulla c’entri né con le esigenze delle sicurezza né con le esigenze della battaglia politica verso la quale non ci siamo mai sottratti. Abbiamo già avuto modo di sottolineare i danni che si producono alimentando l’idea che chi viene sanzionato perchè viola il codice sia una vittima, ma che tutto questo castello sia stato costruito per risarcirsi della lesa maestà nel più perfetto stile “ lei non sa chi sono io” dovrebbe rendere tutti avvertiti della natura delle campagna nella quale si cerca di reclutare nuovi adepti . E le organizzazioni sindacali dovrebbero valutare attentamente il rischio connesso alla tentazione di “cavalcare” l’onda per ricavarne qualche vantaggio tattico: se siamo a questo punto è innanzitutto perchè il Comandante ha difeso sempre con rigore gli agenti nell’esercizio dei loro doveri.
Va detto allora con chiarezza che reagiremo, in tutte le sedi, solidalmente al comandante Di Palma al quale confermiamo la piena fiducia sul piano professionale, etico e umano, con la pazienza e la determinazione che saranno necessarie a respingere ogni tentativo di intimidazione.

*Assessore alla Sicurezza e alla Polizia Municipale
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