Domenica 23 visita alla chiesa di Santa Maria Nuova

20/nov/2008 12.15.10 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Domenica 23 nuovo appuntamento di visita alle chiese cittadine
Santa Maria Nuova svela i suoi tesori


20-11-2008

La sua lunga e travagliata storia è un susseguirsi di interventi di ricostruzione e rinnovamento. Tra i suoi tesori spiccano la cripta della famiglia Aldighieri e l’opera dello Scarsellino dedicata al “Miracolo della neve”. La chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio sarà la protagonista, domenica 23 novembre, della terza tappa dell’itinerario tra le chiese cittadine organizzato da Comune e Diocesi, per le domeniche di novembre. Ferraresi e turisti saranno guidati alla scoperta delle opere d’arte e delle vicende storiche dell’edificio di culto da due esperti della materia: il ricercatore storico del servizio comunale Beni monumentali Francesco Scafuri e il curatore dei musei civici di Arte antica Giovanni Sassu.
L’appuntamento è per le 9,30 sul sagrato della chiesa, in via Aldighieri 46, e la partecipazione all’iniziativa è gratuita.
L’ultimo appuntamento in calendario è per domenica 30 novembre con la visita alla chiesa di San Domenico, sempre alle 9,30.

Chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio
(testo a cura di Francesco Scafuri e Giovanni Sassu)

Secondo la tradizione, fin dal VII secolo in questo luogo si trovava un piccolo lago (il Lacus Mariae) dal quale emergeva un’isoletta, nel cui punto più elevato sorgeva una piccola Cappella o forse solo un Capitello, sito conosciuto come Santa Maria dei Pescatori. Nel 911 attorno a questo primo edificio religioso se ne costruì un altro molto più grande del primo. La nuova Chiesa, detta Santa Maria del Lago, fu una delle più belle e nobili del tempo.
Almeno dal 1138 fu denominata Santa Maria Nuova e solo nel 1182 assunse probabilmente l’attuale assetto planimetrico di base. La Chiesa è conosciuta anche come Santa Maria della Neve, in memoria del prodigio della nevicata avvenuto nell’anno 352 in piena estate sull'Esquilino in Roma, ove poi sorse la grandiosa Basilica di Santa Maria Maggiore.
Nel 1278 Santa Maria Nuova è documentata come Parrocchia, mentre tra XIV e XV secolo fu profondamente ristrutturata.
In seguito decadde, ma si riprese a partire dal 1708, anno in cui la Chiesa di San Biagio, che si trovava in prossimità dell’incrocio di viale Cavour con via Cittadella, fu demolita per far posto alla spianata della Fortezza Pontificia, così il titolo e i diritti vennero trasferiti nel nostro edificio di culto. A seguito di questo fatto, nel 1709 fu eretta all’interno di Santa Maria Nuova la Cappella dedicata a San Biagio, dove si conserva una reliquia del Santo, venerato tuttora come Protettore della gola, soprattutto in occasione della sua festività che cade il 3 Febbraio.
Chiusa nel 1796 in seguito alle soppressioni napoleoniche, la Chiesa fu riaperta nel 1812 ma privata del titolo di Parrocchia.
Alla fine del XIX secolo, in occasione del rifacimento del pavimento, fu rinvenuto il sepolcro della famiglia degli Aldighieri e una parte del muro della Chiesa primitiva. Nel 1921, anno del VI centenario della morte di Dante, fu poi costruita una piccola cripta detta appunto degli Aldighieri dove nell’occasione furono composti i resti dell’antica famiglia. La stessa facciata, che era stata trasformata nel Settecento, sempre nel 1921 riacquistò attraverso un restauro piuttosto ardito il suo aspetto tre-quattrocentesco; nel contempo anche il fianco meridionale assunse l’attuale architettura. Nel 1938 Santa Maria Nuova fu di nuovo elevata a Parrocchia, ma nel 1944 venne colpita dai bombardamenti: l’Abside fu in gran parte demolita, crollò il soffitto e la cripta venne squarciata. L’opera di ricostruzione, iniziata nell’immediato dopoguerra, si concluse nel 1949, ma anche in seguito si segnalano interventi interni grazie ai quali la Chiesa, tra le più ricche di storia della Cit! tà, acquisì nuovamente dignità e decoro.
All’interno, dietro l’Altare maggiore, assume particolare rilevanza per la storia della Chiesa il “Miracolo della Neve” dello Scarsellino; da segnalare, inoltre, un Crocifisso ligneo di Tommaso Gandolfi (XVII secolo), oltre alla già citata cripta degli Aldighieri, meta di studiosi e visitatori.

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