SCUOLA DELLA NON VIOLENZA - La memoria delle vittime

03/dic/2008 09.47.30 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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SCUOLA DELLA NON VIOLENZA - La memoria delle vittime


03-12-2008

Nell’ambito della Scuola della Nonviolenza, anno scolastico 2008/09, venerdì 5 dicembre alle 21 nella sede del Centro Servizi per il Volontariato (viale IV Novembre 9, Ferrara) è in programma un incontro dal titolo “La memoria delle vittime: verità e giustizia per non dimenticare”. La Scuola della Nonviolenza ospita due testimoni d'eccezione di una stagione drammatica i cui effetti ancora si avvertono: Manlio Milani, presidente dell'Associazione Caduti nella strage di Piazza della Loggia di Brescia, e Benedetta Tobagi, giornalista, impegnata nella Casa della Memoria per il terrorismo e le stragi di Milano. L'incontro costituisce il momento centrale del ciclo aperto venerdì 28 novembre da Daniele Lugli con una introduzione di carattere storico. Il ciclo si concluderà venerdì 12 dicembre con Susanna Vezzadini, mediatrice penale, docente all'Università di Bologna, Facoltà di Scienze Politiche. Susanna Vezzadini è autrice di uno studio specifico sulla ricostruzione dell'id! entità nelle vittime del terrorismo italiano. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con il Movimento Nonviolento.

LA SCHEDA - Il 28 maggio 1974 Livia, moglie di Manlio Milani, perde la vita nella strage di Piazza della Loggia a Brescia. Esattamente sei anni dopo, il 28 maggio 1980 a Milano, Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera, padre di Benedetta, è assassinato da giovani terroristi del gruppo “28 Marzo”.
Sarà interessante un dialogo tra testimoni accomunati dal dolore per l'estrema violenza subita, ma diversi per le circostanze, le esperienze e le età. Manlio Milani, era allora un attivista politico, uomo impegnato nell'attività sindacale e sociale, ed è sfuggito alla morte per un incontro casuale che lo ha fermato nell'attraversare la piazza. Nella strage di Brescia ha perso la moglie, compagna di vita e di impegno, ed amici. Benedetta Tobagi era una bambina di tre anni ed è stata privata del padre, un giornalista attento e indagatore della deriva violenta giunta fino al terrorismo di gruppi extraparlamentari. Il principale responsabile della sua morte, beneficiando della “legislazione premiale”, non ha praticamente pagato.
La loro lotta incessante per affermare la verità, storica e giudiziaria, sulle stragi e il terrorismo non si riassume nella ricerca di una consolazione personale.
“La morte di mio padre è legata a una storia collettiva”, ha scritto Benedetta Tobagi sul Corriere della Sera, “e nel mio piccolo cerco di dare un contributo perché sia affrontata e compresa, non rimossa o dimenticata. Capire cosa sono stati, nel bene e nel male, gli anni Settanta può essere di aiuto per leggere il nostro presente”.
È un'esigenza che risuona anche nelle parole di Manlio Milani:
“Gli obbiettivi della nostra associazione sono riassumibili nello slogan 'verità e giustizia per non dimenticare'. Che è lo slogan attorno al quale nei primi anni '80 ci siamo riuniti con altre associazioni analoghe (Bologna, treno Italicus, Piazza Fontana ecc.) costituendo l'Unione familiari vittime per stragi. Tutto ciò perché il tema della mancanza di verità e giustizia per queste stragi è un tema comune, anche se diversamente articolato”.
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