Consiglio comunale seduta del 19 genn09

19/gen/2009 20.15.09 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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CronacaComune

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Un concerto del Conservatorio Frescobaldi ha aperto l’attività del nuovo anno
Politiche di integrazione: il Consiglio Comunale esamina obiettivi e iniziative


19-01-2009

Un folto pubblico ha fatto da cornice oggi - applaudendo con calore - al concerto dell’Orchestra e dei solisti del Conservatorio ‘G. Frescobaldi’ che ha inaugurato l’apertura dei lavori del nuovo anno del Consiglio Comunale di Ferrara. L’iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, è stata sponsorizzata dell’AFM Farmacie comunali. Nell’occasione, dopo gli inni nazionali e dell’Unione europea, è stato proposto un repertorio che spaziava dall’’800 al ‘900 con celebri arie tratte dalla “Carmen” di Bizet e dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini, brani del repertorio sinfonico come le Danze Ungheresi di Brahms e l’”Introduzione e Rondò Capriccioso” di Saint-Saens, sino ad arrivare a evergreens della musica da film, come Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone e al tema di Schindler’s list di J. Williams. L’orchestra, diretta dal maestro Giorgio Fabbri, era affiancata dai cantanti solisti Marco Bussi e Erica Fonzar e dal sestetto della classe di canto del professore Garbis Boyadan. ! Il ruolo di violino solista era affidato a William Esteban, allievo del triennio del Frescobaldi e primo violino dell’Orchestra Giovanile di Fiesole.

Ordine del giorno - Conflitto israelo-palestinese
In apertura di seduta non ha ottenuto il quorum necessario la richiesta della consigliera Irene Bregola (Prc) di discutere con urgenza un ordine del giorno del suo gruppo in merito al “Conflitto israelo-palestinese”. A favore della discussione si era espresso il consigliere Roberto Soffritti (Pdci).

Ordine del giorno - Tutela dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale
L’assemblea ha quindi accolto all’unanimità un ordine del giorno - letto dal presidente del Consiglio Romeo Savini - sul tema “Tutela dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale” che impegna Sindaco e Giunta, tra l’altro, “ad operare in coerenza con la volontà espressa nella risoluzione approvata nel novembre del 2006 dall’Assemblea legislativa regionale, per il rispetto della risoluzione del Consiglio dell’Onu e dei diritti umani nei territori contesi del Sahara Occidentale e a rappresentare ai rappresentanti in Italia del regno del Marocco e della repubblica Araba Saharawi Democratica gli orientamenti dell’Assemblea Legislativa per una politica di pace”, ad operare, inoltre, “per sviluppare l’attività di solidarietà con i profughi saharawi attendati in Algeria e nelle comunità che si sono spostate nei territori del Sahara occidentale, in rapporto con l’attività delle organizzazioni di volontariato presenti nel territorio regionale, anche adeguando gli interventi! alle mutate situazioni sociali, ambientali e sanitarie”.

“Politiche di integrazione del Comune di Ferrara: gli obiettivi e le iniziative attuate, i progetti avviati, i risultati ottenuti, le prospettive”
E’ scaturita da una richiesta dei gruppi consiliari Verdi per la pace, PD, Prc, PS, Pdci (presentata lo scorso 21 ottobre) la fase del Consiglio comunale con carattere monotematico incentrata su “Politiche di integrazione del Comune di Ferrara: gli obiettivi e le iniziative attuate, i progetti avviati, i risultati ottenuti, le prospettive”. Al termine della relazione dell’assessora all’Immigrazione e Nuovi diritti di cittadinanza degli immigrati Marinella Palmieri è intervenuto il presidente del Consiglio delle comunità straniere Osmani Oligert, che ha illustrato l’attività svolta finora dall’organismo che presiede dal dicembre del 2006.
Sul tema sono quindi intervenuti i consiglieri Simone Merli (PD), Barbara Diolaiti (Verdi), Kiwan Kiwan (Prc), Mirella Tuffanelli (PD), quindi gli assessori Raffaele Atti e Maria Giovanna Cuccuru.

Relazione dell’assessora Marinella Palmieri
Il Consiglio comunale di Ferrara, così come previsto dall’art. 33 dello Statuto del Comune, approvando il Regolamento del Consiglio delle Comunità Straniere, ha consentito l’avvio di una importante esperienza di partecipazione delle comunità straniere. Non si può sottacere che in quella sede l’auspicio era quello di avviare intanto una prima fase partecipativa che avrebbe dovuto portare in tempi ragionevolmente brevi al riconoscimento di un diritto di elettorato attivo e passivo, perlomeno in sede amministrativa. Inutile ricordare che questo diritto è già riconosciuto in altri paesi europei e che erano state presentate proposte parlamentari in tal senso dal precedente Governo, sostenute allora e anche recentemente, dall’attuale Presidente della Camera. Sviluppi nella direzione dell’affermazione di un diritto di partecipazione alla vita delle comunità locali, da parte di chi rappresenta ormai una quota importante in termini di ricchezza prodotta, fisco, previdenza ed a! ltro, non se ne vedono e il tema non è fra gli impegni della coalizione Governo.
A parte queste considerazioni vogliamo comunque in questa sede affermare che il Consiglio delle Comunità Straniere, eletto il 16 novembre 2006, ha svolto un lavoro importante che va riconosciuto e di cui dobbiamo essere grati, al Presidente ed ai consiglieri, per l’impegno profuso.
Non dimentichiamo che i Consiglieri eletti nel novembre 2006
- non avevano alcuna esperienza di partecipazione ad organismi analoghi o similari nei loro paesi di origine
- non avevano conoscenza del nostro sistema istituzionale e dei suoi vari livelli di competenza
- non hanno potuto usufruire di agevolazioni per la partecipazione ai lavori del Consiglio (non esiste infatti la possibilità di assentarsi dal lavoro come avviene per i consiglieri comunali.
Nonostante questo va dato loro atto di un impegno molto importante, rispetto ad altri organismi similari eletti o nominati in altri Comuni della Regione ed anche rispetto alla Consulta dell’immigrazione eletta lo stesso giorno a livello provinciale.
Richiamo qui solo alcuni dati che ritengo interessanti:
Nel corso del 2007 il CCS si è riunito mediamente una volta al mese
nel 2008 una media di una seduta ogni due mesi, come dicevo, la stessa consulta provinciale sull’immigrazione vede una partecipazione limitata sia come numero di sedute (2/3 all’anno) sia come presenze, non solo della componente eletta degli stranieri.
Come previsto dall’art. 9 del Regolamento prima citato, l’ordine del giorno è sempre stato inviato al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale , al Presidente del Consiglio di Circoscrizione interessato dagli argomenti trattati (a dire la verità è sempre stato inviato a tutti i Presidenti). Sentite alcune osservazioni in merito abbiamo già provveduto a suggerire al Presidente di trasmettere per conoscenza l’o.d.g. ai gruppi consiliari. Ricordo che le sedute sono pubbliche.
Come sottolineavo uno dei punti critici che hanno ostacolato un’ampia partecipazione, è sicuramente stato rappresentato dal fatto che i rappresentanti stranieri eletti , sua nella Consulta per l’immigrazione e nel nostro CCS, lavorano e possono pertanto riunirsi, come fanno, solo dalle 19 in poi. L’amministrazione provinciale sta pensando di prevedere un rimborso spese; nulla infatti è previsto finora né come rimborso spese, né come gettone di presenza.; anche se questo non è certo sufficiente a consentire ai consiglieri di assentarsi dal lavoro.
Richiamo i principali argomenti che sono stati trattati dal CCS:
- per primo è stato ovviamente affrontato il problema dei permessi di soggiorno (presenti funzionari della Questura e della Prefettura e ass. Michelini) che ha prodotto un documento inviato alla Prefettura.
- sono stati affrontati i problemi di accesso alla sanità (con l’assessore Cuccuru) Va ricordato che su questo tema sia l’assessorato competente che le Aziende sanitarie hanno lavorato molto, da ultimo un convegno di due giorni su “Salute e Immigrazione” organizzato da AUSL e Provincia. che si è tenuto al grattacielo un paio di mesi fa.
- il problema della casa, che assieme al lavoro è quello più importante per gli stranieri che arrivano in Italia (per la verità casa e lavoro sono i problemi principali anche per gli italiani)
sia per quanto riguarda l’adeguatezza degli alloggi ai fini dei ricongiungimenti,
sia per quanto riguarda le modifiche al Regolamento di assegnazione sul quale si è espresso recentemente con una proposta alternativa a quella loro presentata (incontri con assessore Marinella Palmieri e sindacati inquilini)
- il temi della sicurezza, affrontati con il Questore, con gruppi di stranieri e partecipando ad un dibattito al grattacielo - da ultimo discussione sul pacchetto sicurezza.
Mi sembra interessante richiamare anche la partecipazione al recente dibattito sulla stampa sui temi dell’immigrazione con un documento che considero molto equilibrato e che sostanzialmente invita, cittadini e forze politiche a ragionare in termini, non di slogan spesso dettati dall’intenzione di suscitare qualche plauso da parte di chi sente il disagio dovuto alle trasformazioni della nostra società, ma di approfondimento dei singoli problemi che l’immigrazione pone e di fare uno sforzo per “conoscerci”, per riflettere in modo razionale e non superficiale. (Conoscersi è importante, lo sottolineava anche Brandanti in Commissione Consiliare).
- sulle problematiche aperte dalla presenza sul territorio comunale di numerosi phone centers (con l’assessore Raffaele Atti) . Problema che si sta, diciamo “sgonfiando” per via della diffusione dei cellulari e del consolidamento dei nuclei familiari.
Qui vogliamo tuttavia segnalare che esiste comunque un problema legato all’esigenza di punti di aggregazione delle varie comunità straniere che dovremo vedere come affrontare con le comunità stesse e con le esperienze così importanti e radicate che contrassegnano la nostra vita associativa cittadina e che penso debba rappresentare un bell impegno anche per il CCS.
- si sono svolti due incontri con la commissione socio-sanitaria della Circoscrizione Centro – e noi auspichiamo che altre Circoscrizioni sentano lo stesso bisogno di capire ed approfondire.
- mi sembra poi importante che il Presidente ed un consigliere del CCS siano stati nominati nel Consglio Territoriale per l’Immigrazione presso la Prefettura.
- il CCS è stato coinvolto dall’AVIS provinciale nel progetto che ha caratterizzato l’attività dell’associazione per il 2008, dedicata appunto ai donatori stranieri, partecipando ed intervenendo al congresso annuale del 2008 a Migliarino. Questo impegno di solidarietà che il CCS ha colto fra i propri obiettivi andrà, auspichiamo, oltre il 2008, già trascorso, mantenuto nel tempo.
Non c’è dubbio che l’integrazione, quando si fonda su obiettivi comuni di così alto valore, si rafforza e si riempie di contenuti.
- quasi sempre infine, ne va dato atto, si è potuto far conto sulla presenza ed il contributo del CSII che sui temi dell’immigrazione (anche da un punto di vista della conoscenza delle normative)
Non voglio sottacere in questa sede che uno degli elementi di criticità, sottolineato dal Presidente e più volte dal CCS, è rappresentato dal fatto di non avere una sede, un punto di riconoscimento fisico della presenza di questo organismo che il Consiglio comunale ha voluto e che ha senza dubbio considerato quale strumento di crescita delle comunità straniere, momento di dialogo, di conoscenza e luogo di confronto non solo per gli stranieri ma anche per i nostri cittadini autoctoni.
Non ho ragione di sottacere che, come dicevo prima, per il fatto che il CCS può riunirsi solo di sera, la soluzione di un luogo dove convocarsi, in un primo tempo presso la residenza municipale, poi negli uffici di Boccacanale di S. Stefano, poi presso una sala della Circoscrizione Centro ed infine presso la sala riunioni della Circoscrizione GAD, non è stata una soluzione efficace, non tanto per la trattazione degli argomenti di cui ho detto prima (che può avvenire dappertutto) quanto per il significato che al “luogo” si vuole dare.
Uno dei limiti, non credo imputabile solo al problema sede o punto di riferimento o come lo si voglia chiamare, limite riconosciuto anche dagli amici del CCS, è l’inadeguato radicamento fra i propri rappresentati.
Ricordo, a coloro che magari lo hanno dimenticato, che il numero dei partecipanti alla tornata elettorale (per la Consulta e per il CCS) è stato limitato ( le 7 liste che si sono presentate hanno raccolto poco meno di 600 voti); ebbene questo dato numerico non pare si sia consolidato o esteso.
Sicuramente le associazioni che poi hanno dato vita alle liste che si sono presentate alle elezioni , sono momenti di partecipazione e di democrazia; tuttavia il CCS è un’altra cosa, deve avere una sua autonoma fisionomia e autonomia, e io credo che noi dobbiamo aiutare il CCS a conquistarsi appunto una sua fisionomia ed autonomia maggiori.
Penso che dobbiamo fare uno sforzo (è la sede? È una previsione di risorse dal prossimo bilancio?) per fare in modo che il CCS sia sentito dalla gente come uno strumento utile per la città, per conoscere i problemi, noi i loro e loro i nostri, per vincere le diffidenze e le paure che l’immigrazione ci pone e che altri paesi hanno vissuto, con tempi di assimilazione più congrui, noi in tempi forse troppo rapidi.
I mesi che abbiamo davanti non sono certo i più facili per affrontare con la giusta serenità le problematiche che il tema immigrazione pone:
è stato difficile affrontarlo nel dopoguerra quando la grande immigrazione dalle Regioni del sud a quelle del nord, ci ha fatto conoscere il rifiuto di molti ad accettare il nuovo (chi non ricorda i cartelli “qui non si affitta ai meridionali”?) e lo si è affrontato comunque in un clima di fiducia nella ricostruzione e nello sviluppo del paese, ma con le grandi forze sociali e politiche che, chi dal governo, chi dall’opposizione, su tante questioni erano contrapposte ma sui valori di fondo che sono alla base della convivenza di una società non hanno mai cavalcato gli istinti deteriori e le paure della gente.
I prossimi mesi ci vedranno alla prova della crisi. Credo che il CCS possa darci una mano nell’affrontare i momenti critici e le problematiche che si presenteranno.
In questa sede, come si è detto in Commissione consiliare e nella richiesta da più parti avanzata di incontrare il CCS, si è voluto dare una valutazione sull’attività svolta e sulla validità dell’esperienza; che come appena detto è positiva.
Ritengo tuttavia che sarebbe utile anche un approfondimento nel merito sui vari aspetti principali che caratterizzano i bisogni e le aspettative che sono rappresentate dal Consiglio delle Comunità Straniere.


Relazione del presidente del Consiglio delle comunità straniere Osmani Oligert
Il Consiglio delle Comunità Straniere è stato eletto il 16 novembre 2006.
Nel corso del 2007 si è riunito mediamente una volta al mese, mentre nel 2008 in media ogni due mesi.
Di questi dati ci riteniamo orgogliosi, considerando che le esperienze di altri organismi analoghi a livello regionale vedono una frequenza molto più bassa, generalmente un paio di volte all’anno; addirittura la stessa consulta provinciale sull’immigrazione vede una partecipazione limitata sia come numero di sedute (2/3 all’anno) sia come presenze, non solo della componente eletta degli stranieri.
Da parte nostra c'è grande soddisfazione sia per la quantità sia per la qualità delle nostre sedute, dato che trattano di tematiche importanti; infatti sono stati affrontati svariati argomenti tra cui:
• il problema dei permessi di soggiorno, al quale hanno preso parte funzionari della Questura e della Prefettura e l'assessore Michelini;
• i problemi sanitari assieme all’assessore Cuccuru;
• il problema della casa: adeguatezza degli alloggi ai fini dei ricongiungimenti e modifiche al Regolamento di assegnazione sul quale il consiglio si è espresso recentemente con una proposta alternativa a quella loro presentata (vi sono stati incontri con l'assessore Palmieri e sindacati inquilini);
• i temi della sicurezza in un incontro con il Questore, partecipando ad un dibattito al grattacielo; si è poi discusso il pacchetto sicurezza;
• è stato anche discussa la normativa che regola i phone centers con l’assessore Atti, con proposte di modifica successivamente accettate;
inoltre:
• si sono svolti due incontri con la commissione socio-sanitaria della Circoscrizione Centro;
• il consiglio è stato coinvolto dall’AVIS provinciale nel progetto donatori stranieri, partecipando ed intervenendo al congresso annuale del 2008;
• da ultimo siamo intervenuti nel dibattito cittadino sulla stampa sui temi della condizione e dell’integrazione dei cittadini stranieri;
In linea di massima il lavoro da noi svolto è stato producente, continuo e in generale soddisfacente, tenendo poi conto della inesperienza dovuta alla novità di questo organismo, nato appunto poco più di due anni fa.
Ovviamente nel corso di questi anni sono emerse alcune criticità:
• difficoltà negli incontri, poiché alcuni consiglieri, lavorando, non hanno sempre potuto partecipare alle riunioni (e ricordiamo che tutti i consiglieri sono volontari, quindi non pagati, e che non hanno riconosciuto il permesso di lavoro come accade ad esempio per i consiglieri comunali)
• difficoltà di comunicazione e coinvolgimento dei cittadini stranieri e non, che ancora oggi non sono a conoscenza del lavoro da noi svolto
• l'assenza di una sede fisica fissa, in cui avere contatto con la popolazione straniera e non (non vorremmo con questo far pensare ad uno sportello ma dare segno della nostra presenza)
• l'inesperienza da parte di tutti, considerando il fatto che il nostro è un organismo di recente formazione
• Forte rimane la consapevolezza di essere un organismo che, seppur funzionante molto di più che nelle altre realtà e partecipato ogniqualvolta richiesto dagli assessori, non ha poteri decisionali se non di proposta.
Bisogna comunque sottolineare la continua presenza e il contributo dei rappresentanti del Comune (assessori e dirigenti) e del CSII, che non ci hanno mai lasciati soli e prima di tutto hanno permesso al Consiglio comunale delle comunità straniere di esistere.







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