Comune e Fondazione finanziano il restauro della stanza dorata in Municipio

11/mar/2009 15.00.31 Comune di Ferrara Contatta l'autore

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Comune e Fondazione Carife finanziano il restauro in Municipio
Nuova luce sugli stucchi della stanza dorata


11-03-2009

Ha assistito al passaggio di duchi e cortigiane ed è stato spettatore della morte, nel 1482, del duca di Urbino Federico da Montefeltro, comandante delle forze ferraresi nella guerra contro Venezia. Ora dopo secoli di oblio, nascosto da due strati di copertura, il soffitto ligneo della cosiddetta stanza dorata nella residenza municipale, tornerà a mostrarsi nel suo aspetto originario grazie a un progetto di restauro a duplice sponsorizzazione. Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara hanno infatti unito le risorse per finanziare la spesa di 44.100 euro che consentirà le opere di pulitura, consolidamento e ripristino delle antiche decorazioni.
Ringraziamenti al presidente della Fondazione Sergio Lenzi sono stati espressi stamani, in occasione della firma della convenzione di cofinanziamento, dall’assessore comunale Mariella Michelini, che ha sottolineato come ancora una volta l’istituto si sia dimostrato “sensibile ad accogliere la richiesta di supporto avanzata dall’Amministrazione, mettendo a disposizione 15mila euro per il restauro di un ambiente di indubbio pregio da destinare a un uso pubblico”.
“Ci è parso doveroso – ha dichiarato al proposito Sergio Lenzi – partecipare all’intervento che permetterà di riportare all’antico splendore un’opera così pregevole, contribuendo a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni e della città sul recupero e la tutela del patrimonio storico di Ferrara”.
Scoperto grazie ai sondaggi effettuati nei mesi scorsi nei locali ex Bazzi della residenza municipale, “il soffitto ligneo è composto – come raccontato dalla responsabile del servizio Beni monumentali del Comune Clara Coppini – da un cassettonato a rombi interamente ricoperto da carta decorata e impreziosito da rosette in stucco dorato”. Risalente con ogni probabilità alla seconda metà del Quattrocento, il manufatto è l’unico della sua epoca a essersi conservato in gran parte integro all’interno dell’edificio comunale. La sua realizzazione rientra infatti verosimilmente nel quadro di interventi con cui Ercole I d’Este volle conferire lineamenti rinascimentali al palazzo ducale, nobilitando gli interni con raffinate decorazioni.
La stanza, situata al piano nobile del palazzo, nelle vicinanze della sala del Consiglio comunale, appartiene alla serie di locali di proprietà della ditta Bazzi recentemente acquisiti dal Comune e oggetto nei mesi scorsi di sondaggi e ricerche nell’ambito della prima fase di restauro del Giardino delle Duchesse e dell’ala del palazzo che si affaccia su di esso. Sondaggi che hanno permesso di riportare alla luce le dorature quattrocentesche, attraverso i due controsoffitti realizzati nel ‘700 e agli inizi del ‘900.
Già oggetto, nei mesi passati, di un primo intervento di consolidamento strutturale, il soffitto dovrà essere sottoposto, secondo il progetto di restauro elaborato dal servizio Beni monumentali, a una serie di indagini e controlli preliminari sui materiali, oltre che a un’opera di disinfestazione e di pulitura per l’eliminazione delle sedimentazioni. L’intervento comprenderà poi l’integrazione delle parti in legno mancanti, comprese quelle dell’apparato decorativo, nonché il restauro pittorico, con colori ad acquerello e tempera, e il fissaggio finale con trattamenti protettivi. L’intervento sarà avviato con tutta probabilità dopo l’estate, al termine di quello già programmato per la riqualificazione degli ambienti sottostanti e a restauro ultimato, l’intento dell’Amministrazione è quello di rendere pubblico l’ambiente, collegandolo ai locali del Consiglio comunale.

LA SCHEDA TECNICA a cura del servizio Beni monumentali del Comune

RESTAURO DEL SOFFITTO LIGNEO DECORATO DELLA STANZA DORATA NEL PALAZZO MUNICIPALE

Premessa
La “stanza dorata” è un ambiente, nelle immediate adiacenze della Sala del Consiglio Comunale, comunicante con il piano nobile del Palazzo Municipale attraverso un altro vano posto ad est. Questi e gli altri locali adiacenti, recentemente acquisiti dal Comune di Ferrara, fino a pochi anni or sono costituivano gli appartamenti della ditta Bazzi, che disponeva fin dal XIX secolo anche degli ambienti al piano ammezzato e al piano terra, adibiti ad attività commerciali.
Il soffitto ligneo della “stanza dorata “(m. 6,5 x 8 circa), l’unico dell’epoca che si è conservato in gran parte integro fino ad oggi nell’edificio, è costituito da un cassettonato a rombi, nobilitato da rosette in stucco dorato, dipinto anche su carta. Il pregevole manufatto è databile alla seconda metà del XV secolo e con ogni probabilità fu realizzato nel periodo in cui Ercole I d’Este volle trasformare il Palazzo Ducale in forme rinascimentali, nobilitando gli interni con raffinate decorazioni.
Il corpo di fabbrica che contiene l’ambiente risulta anch’esso di grande pregio storico e architettonico, in quanto era parte integrante dell’antico Palazzo di Corte degli Estensi: qui morì il duca di Urbino Federico da Montefeltro nel 1482, comandante delle forze ferraresi nella guerra contro Venezia, inoltre vi furono ospitati anche altri personaggi importanti, come Annibale Bentivoglio (fin dal 1481), il marchese di Mantova (nel 1488) e l’ambasciatore francese Philip de Comin (nel 1495).
La ricerca documentaria ed archivistica relativa al corpo edilizio nel quale è situata la “stanza dorata”, nel quale recenti interventi riconducibili al primo lotto esecutivo di restauro e valorizzazione del Giardino delle Duchesse hanno messo in luce, oltre che il soffitto decorato in questione, decorazioni ed elementi architettonici di notevole interesse per la lettura delle fasi storiche è in corso di elaborazione da parte del Servizio Beni Monumentali.

STATO DI CONSERVAZIONE

Il soffitto ligneo decorato della “stanza dorata” è stato messo in luce nel corso dei lavori del primo lotto esecutivo di restauro e valorizzazione del Giardino delle Duchesse. Questi è stato “nascosto” per secoli da due livelli di controsoffitto in canniccio, quello inferiore, riconducibile alla sistemazione degli appartamenti avvenuta a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, quello superiore, voltato, risalente con tutta probabilità al XVIII secolo.
E’ stata rimossa la superficie arellata della sala mantenendo le centinature in legno della volta in quanto su questa risultava adagiato il soffitto ligneo decorato con rosette dorate.
Da una prima panoramica è emerso immediatamente il valore storico artistico del manufatto, oltre che ad uno stato di conservazione dell’intradosso decorato relativamente discreto, con lacune e perdite limitate.
Più precaria è risultata, invece, la situazione strutturale del soffitto ritrovato, fortemente deformato, sconnesso dalla struttura di sostegno di travi extradorsali e, come già accennato, appoggiato in parte sulle strutture lignee del soffitto voltato.
Dopo aver proceduto alla rimozione dello strato di macerie presente sull’estradosso e ad un’accurata pulizia, si è provveduto ad un sostegno provvisorio dei travetti diagonali della struttura del soffitto con cavetti di acciaio alle strutture del coperto e, limitatamente alle aree di distacco, alla riconnessione del tavolato di soffitto ai sopradetti travetti con fasce di fibra di vetro e resina epossidica.
Questo intervento ha consentito di ripristinare, seppure in maniera non definitiva, la stabilità del soffitto ligneo e di rimuovere la sottostante centinatura.
La presenza del piano di lavoro allestito per riportare in orizzontale il soffitto, ha permesso eseguire il rilievo grafico, di esaminare in modo puntuale lo stato di conservazione del manufatto, di eseguire alcune prove di pulizia di parti dipinte su carta.
Nel disegno allegato (Tav.1), oltre al rilievo geometrico (pianta e sezioni) dell’intradosso del soffitto ed alla restituzione di particolari costruttivi e decorativi, sono “mappate” le lacune del tavolato, le rosette lignee in stucco dorato mancanti o parzialmente mancanti (sia quelle poste centralmente ai rombi che quelle più piccole poste all’incrocio della griglia del cassettonato), la fascia di cornice perimetrale mancante.
Da una analisi visiva si è potuto constatare diversi elementi lignei formanti la griglia del cassettonato parzialmente distaccati, fratturati o mancanti (soprattutto nelle aree che avevano subito maggiori deformazioni) e conseguentemente situazioni di sollevamento, lacerazione, distacco, delle relative finiture superficiali in carta dipinta.
Tutte le superfici del soffitto ligneo cassettonato sono dipinte su carta applicata “in opera” (tavole,cornici, listelli) e, conseguentemente, in corrispondenza della gran parte delle giunture dei vari elementi lignei il sottile strato di supporto cartaceo presenta lacerazioni e distacchi (riconducibili ai movimenti subiti nel tempo dagli elementi costituenti il soffitto ligneo).
Il soffitto si presenta sporco e, soprattutto in prossimità dell’antico camino, fortemente annerito. Le prove di pulizia, anche se limitate e di ridotte dimensioni, hanno dato esiti confortanti per il recupero di tutto l’apparato decorativo presente.
Per quanto riguarda le rosette lignee ed in stucco dorato, un discreto numero sono mancanti o parzialmente rotte; quelle presenti risultano discretamente conservate.
Infine, sulla parete della sala verso Piazza Municipale manca per tutto il lato la fascia perimetrale in legno di finitura del soffitto. Sulla muratura è stato messo in luce un fascione dipinto, antecedente al soffitto in questione, che in parte era stato coperto proprio dalla cornice perimetrale originariamente presente.
Si pone il problema di trovare una finitura adeguata per quel lato, mantenendo visibili le decorazioni ritrovate, che si propone di valutare e risolvere in corso d’opera.

INTERVENTI DI RESTAURO PREVISTI

Indagini preliminari
Conoscenza dei materiali lignei che compongono le strutture delle coloriture applicate in essi (indagini chimiche, biologiche, ecc.). Tali indagini serviranno a determinare la metodologia da applicare nell’intervento di restauro.
Test di pulitura sul materiale e prove di consolidamento.

Restauro

1.1. Controllo preventivo
L’intera superficie interessata sarà sistematicamente controllata per individuare zone decorse, fatiscenti o pericolanti; tali parti andranno preventivamente sondate per controllare se esistono distacchi e sollevamenti negli strati superficiali e nelle finiture. Se necessario le zone decorse verranno velinate con bendaggi di carta giapponese.

1.2. Disinfestazione
Trattamento insetticida per l’eliminazione di animali xilogagi dato a pennello e ad iniezione nelle zone dove è necessario.

1.3. Pulitura
Eliminazione degli strati soprammessi o depositati. Impacchi pulenti con solventi organici in base alle sedimentazioni da rimuovere variando le metodologie e le dosi dei prodotti da utilizzare.

1.4. Stuccatura e ricomposizione delle pareti lignee mancanti
Integrazione delle lacune e delle parti in legno mancanti con essenze simili all’originale e stuccature delle micro fratture.

1.5. Completamento dell’apparato decorativo mancante (rosette e gocce )
Modellazione di rosette e gocce in stucco da rimontare nelle zone mancanti.

1.6. Consolidamento
Eventuali parti in legno disgregato che fossero collabenti o con segni evidenti di un degrado avanzato andranno consolidate con iniezioni di resine acriliche in solvente

1.7. Restauro pittorico
Da eseguirsi con colori ad acquarello e/o tempera per le parti decorate, tonalizzazione a mordente delle parti lignee.

1.8. Fissaggio finale
Trattamento protettivo da applicare come fissativo delle zone restaurate con resine acriliche o con cere protettive.

Le principali fasi degli interventi (prima, durante e finale) saranno documentati con fotografie ed i lavori di restauro saranno esplicati in una relazione finale.

Il progetto ha ottenuto il parere favorevole della competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici con nota Prot. 10798 del 28.07.08.

L’importo complessivo del progetto di restauro è di euro 44.100,00, di cui 15.000,00 resi disponibile della Fondazione Cassa di Risparmio
I lavori verranno eseguiti a cura e sotto la D.L. del Servizio Beni Monumentali, Responsabile Arch. Clara Coppini





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